Studio tecnico online
sezione di
www.softwareparadiso.it
software, servizi, informazioni sull'edilizia e la casa
 
Dissesti statici nelle costruzioni
(le coperture e i tetti)
 Parti e argomenti della scheda: 
 Le coperture 
 Grosse armature dei tetti 
 Capriate 
 Armatura minuta e manto 
 Le conclusioni
Nelle costruzioni di antica fattura sono presenti spesso tetti in legno con travi o con capriate per copertura di ambienti di grandi luci. Quando non esistevano materiali e tecnologia per porre in opera elementi prefabbricati o prodotti dell'industria si ricorreva a questi sistemi, in parte desueti. Però è necessario conoscerli bene per poter intervenire con cognizione di causa nei casi di dissesti, di ristrutturazione, di consolidamento statico, oppure quando si renda necessario adottare ancora tali metodi costruttivi e materiali.
Talora il tecnico è chiamato ad intervenire su edifici in cui esistono questi elementi strutturali. Non bisogna sempre e comunque demolirli se sono ancora nel pieno delle loro capacità portanti, non solo per evitare la distruzione di una civiltà passata di un certo valore (se non altro dal punto di vista storico e documentale), ma anche per evitare sconvolgimenti nel comportamenro globale dell'intero edificio.
L'intervento deve essere sempre rivolto al consolidamento, ma va eseguito con cura e controllo continui. Il direttore dei lavori non deve mai abbandonare il cantiere in cui si stia per operare su un tetto. I consigli forniti dalle pagine di questo sito vogliono offrire un utile riferimento in tutti i campi più consueti relativi ai dissesti statici in edilizia.
In questo pagina vengono esaminati i tetti, i loro elementi, i vari tipi, la loro funzione statica.
Il linguaggio, seppure semplice ed adatto a chiunque, non intende banalizzare argomenti tecnici utilissimi per il progettista, il calcolatore, il professionista in genere e l'impresa delle costruzioni.
Le pagine, pertanto, possono essere lette da chiunque, senza alcuna particolare preparazione come è nella filosofia di questo nostro sito, ma bisogna avvertire il lettore che le troverà maggiormente interessanti se egli possiede una cultura di base sull'edilizia e sulla tecnica strutturale e della direzione dei lavori.  Gli studenti, i neolaureati o neodiplomati, gli appassionati del ramo, coloro che lavorano a vario titolo nell'industria delle costruzioni o nella vendita dei materiali edili, gli amministratori locali, i CTU e coloro che si accingono a risolvere un problema che implica lo studio dei dissesti statici nelle costruzioni avranno certamente un valido aiuto da questa e da altre centinaia di pagine similari di questo sito.
 
 
Indice dei dissesti statici
 
Altre pagine inerenti sul sito: 
 la pietra come materiale 
 villini 
 restauro 
 ristrutturazioni 
 parliamo di architettura 
 parliamo di arte 
 parliamo di ristrutturazioni 
 parliamo di pavimento 
 parliamo di rivestimento 
 scheda DIA (denuncia di inizio attività) 
 legge n.64/1974 (legge sismica) 
 DM 11/3/1988 (opere di sostegno e fondazioni) 
 DM 20/9/1987 (norme tecniche per gli edifici in muratura) 
 DPR n.380/2001 (testo unico dell'edilizia) 
 DPCM 21/10/2003 (primi elementi tecnici per le zone sismiche) 
 ordinanza n.3274/2003 (norme tecniche per le zone sismiche) 
 software AREEF (stima aree fabbricabili e costi edifici) 
 software MURATS (verifica edifici in muratura) 
 software FONDM (verifica delle fondazioni in muratura) 
 software TRAV (calcoli e verifiche di travi, sbalzi, plinti) 
 software VIDEOCALC (calcoli di travi, piastre, archi) 
 software CONSOL (calcoli di consolidamento) 
 software VALVEN (stima immobili) 
 software VALQUA (come scegliere tra più tipologie) 
 trova un libro sul tema 
 esamina le opportunità 
 chiedi una consulenza 
Google 
 
Web  www.softwareparadiso.it 
 

 
Le coperture
Le coperture hanno la funzione di proteggere i fabbricati dalle intemperie (acqua, neve, vento). Esse sono formate da superficie piane e generalmente inclinate (falde di tetti) o orizzontali (terrazzi) coperte da un manto impermeabile in modo da assicurare un facile scolo delle acque piovane. 
In un tetto si distinguono: 
• linee di gronda: che sono linee orizzontali più basse del tetto, secondo le quali sono disposti i canali di gronda per la raccolta delle acque che alla loro volta scaricano nei condotti verticali chiamati pluviali. 
• colmi: che sono pure orizzontali e separano le acque di due falde contigue; 
• displuvi: che sono linee inclinate, disposte generalmente secondo le bisettrici degli angoli formati dalle linee di gronda, in corrispondenza delle quali si separano le acque di due falde contigue; 
• compluvi e converse: sono le linee inclinate, disposte generalmente secondo le bisettrici degli angoli formati dalle linee di gronda, secondo le quali si riuniscono le acque di due falde contigue. Le gronde sono le parti del tetto che sporgono a sbalzo dai muri di 
facciata (i cornicioni); 
• portata o luce del tetto: è la distanza fra i muri perimetrali o di gronda. 
• Monta: è l’altezza della linea di colmo sul piano delle linee di gronda. Il rapporto fra la monta e la portata, vale a dire l’inclinazione delle falde, varia nei diversi paesi a seconda del clima. Nelle regioni molto fredde l’inclinazione delle falde è molto forte, avvicinandosi alla verticale, per diminuire il sovraccarico delle nevi. Nelle regioni calde, invece, si fanno i tetti a terrazza, i quali hanno soltanto l’inclinazione necessaria per lo smaltimento delle acque (da 2 a 5%) e presentano il vantaggio di offrire minore resistenza al vento. 
Nei nostri paesi si hanno di solito valori che variano da 1/3 a ¼ della portata. Soltanto in certi casi, per motivi di estetica o per rendere abitabili i locali del sottotetto si costruiscono i tetti a mansarda che hanno le falde molto inclinate vicine alla verticale. 
I tetti sono formati dalla grossa armatura, dall'ossatura della armatura minuta e dal manto di copertura. 
 
Grosse armature dei tetti 
La grossa armatura dei tetti in legno trova i suoi appoggi sui muri di colmo, sui muri di perimetro e talvolta anche sui muri trasversali. Uno dei tioi più comuni di grossa armatura è quello così detto alla Piemontese. 
Sui pilastri del muro di colmo si appoggiano le travi di colmo collegate fra di loro da grappe di ferro. Sulle travi di colmo in alto e sui muri di perimetro in basso, si appoggiano i puntoni disposti secondo la pendenza della falda di tetto. 
L’armatura è completata da puntoni più lunghi che si mettono in corrispondenza degli angoli del fabbricato e si chiamano cantonali. 
Per la buona distribuzione dei carichi si dispongono in genere dei tavoloni di legno dove le travi di colmo si appoggiano sui pilastri. La parte del tetto che sporge dai muri di facciata viene sostenuta da tanti travetti chiodati dai puntoni. 
Altro tipo di grossa armatura molto usato è quello chiamato alla Lombarda. 
I puntoni sono posti in corrispondenza dei pilastri di colmo, per cui appoggiano in alto sul pilastro di colmo ed in basso sul muro di gronda. 
 
Capriate
Quando in un fabbricato non esiste il muro di colmo, come nelle tettoie, la grossa armatura del tetto si forma con incavallature o capriate. Le capriate possono essere di legno, miste di legno e ferro, tutte di ferro e di cemento armato, e possono avere forme diverse a 
seconda dell’ampiezza dei locali che devono coprire. 
Le capriate hanno in genere forma triangolare con due lati uguali (puntoni) e la base (catena). 
Nel caso di capriate in legno, i puntoni si congiungono in alto con l’interposizione di una trave verticale. 
I puntoni risultano compressi e inflessi mentre la catena è tesa. 
Le capriate in legno servono per sopportare luci non superiori ai 7-8 metri e si dispongono a 3-4 metri l’una dall’altra. In caso di luci superiori si rinforzano le capriate, con due travetti di legno. Per portate maggiori si adattano altri tipi di capriate, quali la capriate con catena, controcatena e due ometti, la capriata Polenceau in ferro. 
Questa presenta i puntoni rinforzati nel punto di mezzo da un contraffisso collegato con i due tiranti di ferro alle estremità del puntone ed una catena in ferro orizzontale, sostenute nel mezzo da un tirante fissato al colmo. 
Per saloni di lavorazione con necessità di luce abbondante e diffusa si fanno tetti speciali a sega che permettono l’inserimento di ampie vetrate. 
 
Armatura minuta e manto 
Sulla grossa armatura dei tetti in legno si fissa l’armatura minuta, che serve per l’appoggio del manto ed è formata da travetti di piccola sezione e da listelli ancora più sottili. I travetti vengono inchiodati direttamente sui puntoni (nell’armatura alla piemontese) oppure sugli arcarecci (in quella alla lombarda). 
Il manto di copertura può essere costituito da: 
• tegole curve 
• tegole piane 
• lastre di pietra 
• lastre di ardesia 
• lastre di pietra artificiale (eternit, stabilit, ecc..) 
• da strati di asfalto 
• feltri catramati. 
I tetti in legno presentano notevole pericolo di incendio specialmente perché nei sottotetti vengono comunemente ammassati materiali diversi di natura combustibile. In questi casi è necessario creare dei muri tagliafuoco a intervalli che non dovrebbero superare i 25-30 metri. 
Per rendere più sicuro il tetto dal pericolo di incendi, la via migliore è quella di fabbricare il tetto in cemento armato 
 
Le conclusioni
Esistono anche altri tipi di coperture, come quelli prefabbricati a lastre o quelli in ferro con travi e lamiera grecata, ma sempre è necessario studiare la tecnologia per intervenire con opere di ristrutturazione. E' d'obbligo procedere sempre con somma cautela. Nei casi di demolizione o ricostruzione o consolidamento bisogna operare con opportune opere provvisionali che mantengano inalterati i carichi verticali e non arrechino disturbo alla statica dell'insieme. Questo è ancora più indispensabile nel caso di zone sismiche. 
In tutti questi casi è bene chiedere consulenze ad un tecnico che conosce a fondo la tecnica di tali tipi di costruzioni ed ha esperienza nei consolidamenti e nelle ristrutturazioni. Non bisogna fidarsi solo del muratore perchè si tratta di interventi molto delicati staticamente.