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Figure retoriche: la variatio

Variatio
Il termine deriva dal latino e significa, letteralmente, variazione.
Si tratta di una figura retorica che consiste nel variare, appunto, a livello fonetico, grammaticale, sintattico-morfologico o semantico i meccanismi della ripetizione, altra figura retorica a cui si rimanda per approfondimenti.
La sinonimia, la paronomasia e il poliptoto sono forme di variatio.
Ecco un esempio di variatio:

"Michele era sempre in attività e faceva di tutto per non essere in ozio, per impegnare la mente e il corpo, per il tempo libero."

La parte finale del periodo è una variatio perché si sono elencate tre motivazioni dell'operare di Michele e solo quest'ultima è differente in quanto non si tratta di un verbo, come nei casi che la precedono,  ma di un sostantivo.
Un altro esempio per essere più chiari:

"Affacciata alla finestra, Silvia sentiva cantare e la zappa del contadino che si affondava nel terreno morbido, sul campo vicino."

Abbiamo prima il verbo come complemento oggetto di ciò che Silvia sentiva, e poi un sostantivo, la zappa. Una variatio, figura retorica usata per essere più espressivi.
Lo scrittore deve stare ben attento a non essere, invece, fastidioso nel mescolare gli elementi per apparire più vivo e vicino al linguaggio parlato.
Qualora desiderassi verificare che cosa sono le figure retoriche e come si possano utilizzare nella narrativa, in un esempio di romanzo che ti aiuti nella stesura del tuo, vai a questa pagina. Se, invece, già hai un manoscritto e ti occorre un'operazione di correzione o di editing, o qualunque altro tipo di consiglio per pubblicarlo, visita questi nostri servizi.

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