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Scrivere: L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera


Il tema trattato nel libro
Il romanzo si snoda su due duplici argomenti: quello dell'amore e l'altro politico dell'invasione dei russi nella Cecoslovacchia del 1968.
L'amore riguarda esclusivamente il sesso, un'ossessione come la definisce a un certo punto, (se ne sarà accorto che il libro viaggiava sempre sullo stesso binario?), anche lo stesso Kundera. Ma ciò non basta a dare spessore di realtà a personaggi come Tomas e Tereza, il primo, chirurgo apprezzato, che perde tempo a  cercare le femmine della città, la seconda che soffre in silenzio di gelosia. Pare quasi di essere di fronte a una tragedia, se solo finisse con la morte di uno dei due, come pure è appena ipotizzato in una sorta di suicidio assistito che non si realizzerà. In queste due posizioni psicologiche si avverte qualcosa di malato, ma non se ne parla, come se fosse logico che due persone umane, non di cartapesta da fumetti, non si chiedessero il valore della vita e anche, (perché no?), della morte. Invece è un continuo e noioso riflettere e ritornare indietro, decidersi e spegnere quella stessa decisione con il suo contrario. Un fluttuare di riflessioni che stanca il lettore e non conclude niente. Kundera si avvita dentro il suo stesso tema da cui tenta di uscirne trattando dell'invasione russa.
Anche qui, però, nonostante fa intendere come siano eventi a lui capitati davvero, non diventa credibile se non a tratti. Vuol dare forza a Tomas che dovrebbe apparire una persona onesta e seria, quando invece dimostra di nuovo la sua vigliaccheria innata. Forse ciò lo rende più umano? Chi è abituato a tradire, resta sempre un traditore, nell'amore come in ogni altro aspetto della vita. Perciò manca, a questo punto, un'indagine che non sia solamente di scelte contraddittorie. Occorreva approfondire nella mente di questo dottore che, alla lettura, resta anche adesso un personaggio povero.
C'è poco da dire su Franz e Sabina, amanti che appaiono quasi per caso nel libro, copie sbiadite di ciò che sono Tomas e Tereza. In altro luogo ripetono quanto accade ai primi.
Dunque il tema fondamentale del testo è il tradimento. Sarebbe un valore equiparabile alla libertà? Di abbandonare mogli e figli, di cercare altre duecento e più donne per i propri istinti? Addirittura si parla di "tradire il proprio tradimento", ed era necessario per essere coerenti con il principio, dunque incoerenti nei risultati delle azioni.
Un chirurgo non immagina di usare il pene come un bisturi, è una scena irreale. La passione per la medicina è dettata dall'obiettivo di curare il prossimo e salvare le vite, non cercarne la morte, fisica o sentimentale (qualche volta l'autore lo dice pure). E' possibile il contrario unicamente se si abolisce l'altro aspetto della nostra esistenza, quello che riguarda lo spirito e si relega tutto alla materia. Proprio ciò che Kundera dovrebbe smentire, se è vero che la libertà gli è cara. Eppure essa significa rispetto degli altri, l'esatto contrario dell'egoismo e del piacere personale. Diversamente si finisce nel baratro della ridicolaggine e del disgusto. Due parole che appaiono di rado nel testo, ma ci sono. Forse la coscienza di scrittore ha capito allora ciò che, manifestamente, non gli era chiaro.
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