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Archivio della Categoria 'Spettacolo'

Le scarpe rotte della regina Elisabetta

Giovedì 16 Settembre 2010

Qualche giorno fa la tv, non ricoredo se di Stato o privata, ha mostrato la regina Elisabetta seduta e con le scarpe che mostravano il fondo consumato. A detta del giornalista, difatti, c’era un foro che mal si addiceva a una persona di quel rango. Mi sono ricordato, (si fa per dire), che ho passato una vita a vendere scarpe e anche ad aggiustarle, oltre che a consumarle con i miei piedi. Così ho dato uno sguardo ai mocassini di pecary che indosso tutte le primavere e gli autunni da almeno vent’anni a questa parte, fatti di viaggi per le strade del mio paese. Certo consumate in una porzione centrale della suola destra, (e prontamente riparate), ma non nere, come il cronista sostena che fosse il foro della regina. Ossia le scarpe hanno un’intersuola che divide il battistrada dal plantare interno. E non voglio credere che una regina abbia scarpe di qualità tanto inferiore da esserne sprovviste. perciò la suola non è mai nera, tutt’al più del colore della pelle dell’animale.

Insomma quella macchia scura sotto la scarpa di Elisabetta d’Inghilterra non era altro che una zona colorata, non un buco dovuto al consumo del materiale (le calze erano trasparenti e non nere). Inoltre questa vecchietta, che così bisogna chiamarla, come poteva consumare un paio di scarpe se io, che non ancora mi reputo vecchio e non lo ero vent’anni fa, non sono riuscito a provocare un foro di uguali dimensioni? Che la suola di colei fosse meno robusta rispetto alla mia? Non ci credo.

Mio zio, prima di provocare un simile buco, tenne le scarpe ai piedi per cinquant’anni, e lui sì che camminava come la regina: poco e piano.

Questo per evitare che si rida dove non esiste e si getti fango dove non è mertitato. Che chi vuol far ridere ha altre strade, se ne è capace.

Viva la regina!

Niente di vero tranne gli occhi

Domenica 4 Ottobre 2009

Il linguaggio di Faletti è sporco, e della cosa non vi è alcun bisogno per raccontare una storia qualsiasi. Gratuito e inopportuno. Naturalmente tale sua scelta porta anche a conquistare un certo tipo di pubblico, ma ne allontana sicuramente un altro. Personalmente, dopo poche pagine, ho dovuto abbandonare la lettura che mi schifava. Stessa cosa successa a mia moglie.

Giudizio negativo, nonostante sia un successo editoriale, a quanto si sente dire.

Perchè mentiamo con gli occhi e ci vergognamo con i piedi?

Mercoledì 29 Ottobre 2008

Il libro di Allan e Barbara Pease è un vero e proprio manuale di intrepretazione dei comportamenti umani. Utilissimo per chi ha a che fare con il pubblico: venditori, politici, rappresentanti, talent scout, ecc. Credevo si trattasse di una cosa leggera, invece qui è vera e propria psicologia. Profondo anche, e un tantino difficile per chi è a digiuno dall’osservazione dei gesti e dei movimenti di chi ci è di fronte, in quanlunque occasione. Difatti non sempre si colgono le miriadi di prove di un modo di pensare. Con questo testo si impara, e vi è anche un test finale per controllare che cosa si è capito. Buono.

quer pasticciaccio brutto de via merulana

Giovedì 20 Marzo 2008

Carlo Emilio Gadda scrive un libro che è un vero fenomeno della letteratura italiana. Prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto, un delitto in Via Merulana a Roma, per descrivere personaggi molto meglio di un pittore ritrattista. Profondo nei concetti e nuovo nelle frasi e nelle parole. Molte dialettali, romanesche o napoletane, un pò meno molisane quelle del dottor Ingravallo che sembra Di Pietro di oggi. Anzi questa somiglianza è scobcertante in quanto il “pasticciaccio” fu scritto molti anni fa, addirittura prima del ‘50 la prima stesura.

Il linguaggio di Gabba è avvicinabile a quello di altri grandi letterati del passato che hanno fatto la storia della nostra cultura letteraria. Un libro da leggere, anche se, andando avanti diventa pesante per l’attenzione necessaria a capire non solo le costruzioni nel periodo (spesso troppo lungo), ma gli stessi significati e le assonanze ricercate sempre dall’autore. E’ un capolavoro da studiare.

Ascolta la mia voce

Martedì 12 Febbraio 2008

Il romanzo di Susanna Tamaro non mi pare un buon libro e dico il perchè. In primo luogo ci sono delle affermazioni del tutto fuori luogo sulla Madonna. Ognuno è libero di credere o non credere, ma non è libero di insultare chi crede o la stessa religione. Avrei voluto vedere che cosa poteva capitare alla libera scrittrice se fosse stata tra i musulmani e avesse detto le stesse cose di Maometto.

Comunque, parliamo del contenuto del libro. Una storiella che si può raccontare in un paio di frasi. Niente di avvincente o coinvolgente. Addirittura stravagante quando la protagonista parte all’improvviso e non si sa bene per dove.

Il linguaggio poi presenta una sciocchezza notevole. Qualcuno potrebbe farla passare per una brillante idea o per una licenza poetica, ma ho trovato alquanto fastidioso che si passi con disinvoltura dal verbo presente, o passato prossimo, al passato remoto. Al di là della capacità narrativa di questo espediente, che non vedo affatto, occorre che ci sia la logica nel dire e raccontare, altrimenti ognuno fa quello che vuole. E se è così, anche io dico quello che mi pare.

In definitiva un libro scadente.

I fantasmi di pietra

Mercoledì 6 Febbraio 2008

L’autore di questo libro è Massimo Corona. Ho letto la prima parte (l’inverno) e già ho capito dove andrà a parare per il resto. Il suo linguaggio è molto, ma molto retorico. Si può dire che non usa quasi mai descrizioni aderenti alla realtà, ma sempre mediante similitudini, richiami di altre situazioni e strutture linguistiche simili. Insomma, a lungo andare, tutto questo dà fastidio al lettore. Potrebbe apparire poesia, ma non è possibile usare mezzi impropri per la prosa.

Per spiegarmi meglio è come se un architetto fosse molto bravo nel disegno e poi quasi assente nel campo della progettazione. La sua qualità verrebbe distrutta, qualora ci fosse, dalla rappresentazione.

Così Corona, si consola nei mille aggettivi usati per parlare di una strada, una casa, un personaggio. Poi il personaggio è appena abbozzato psicologicamente. In tal modo il racconto è una continua lagna che non affascina e non diverte.

La grezzezza di alcune situazioni è davvero sconcertante: come sia possibile cercare la poesia e poi parlare continuamente di masturbazioni lo sa solo lui. Non parliamo di come tratta il padre e la madre: li ignora semplicemente, come cani.

Se il racconto non fosse autobiografico sarebbe lo stesso perchè sono i sentimenti che contano. In tutto questo miscuglio infantile e senza fine (nel senso di obiettivo), il libro mi pare scadente. La fantasia di Mauro Corona è riservata solo al linguaggio, mentre il contenuto è misero, come il tema di quei studenti che non sanno come riempire il foglio protocollo.

Pistorius non può partecipare alle Olimpiadi

Lunedì 14 Gennaio 2008

La Federazione mondiale di atletica ha emesso il suo verdetto: Oscar Pistorius non andrà alle Olimpiadi di Pechino. Il medico Brueggemann: “Ha un vantaggio rispetto a chi non usa le protesi, non mi aspettavo fosse così netto“.

Qui siamo alla confusione totale. Che cosa ha fatto questo medico? Ha esaminato altri 5 quattrocentisti sostenendo, alla fine della sua indagine che le fibre di carbonio, “ad ogni appoggio, restituiscono il 90% dell’energia trasmessa alla pista anzichè il 60 come un piede umano”.

Ma il medico ma misurato quanto rende non l’appoggio sulla pista ma il fatto che lo sforzo sia trasmesso dal moncone di gamba ad un materiale inanimato all’altezza del ginocchio? Ha misurato quando Pistorius perde per la mancanza di incastro tra la molla della protesi e la parte di gamba? Ed ha misurato quanto perde per la mancanza di sensibilità alla pianta del piede (che Pistorius non ha affatto)?

E’ necessario un appello ed un controllo esaustivo e privo di pregiudizi. Questi si possono avere quando si guarda solo la biomeccanica che interessa e non gli altri elementi della situazione.

Poic’è un’osservazione finale da fare. Ma come sia possibile che una persona diversa e disabile possa avere un vantaggio da tutto ciò? Nessuno di buon senso lo può capire.

pitturare la casa

Giovedì 3 Gennaio 2008

La pitturazione delle pareti della casa, a parte l’esterno che può essere trattato anche a vista o in modi diversi, è un problema che si risolve talora seguendo la moda del momento. Alcuni tipi di pitture, divenute tecnologicamente possibile negli ultimi tempi, attraggono come se fossero le soluzioni più eleganti esistenti. Mi riferisco soprattutto a quelle che mostrano una superficie variopinta, non uniforme e con colorazioni più adatte ad una discoteca o ad un bar.

Per la casa bisogna orientarsi sulla tinta unita e sui colori non troppo forti e intensi. Il motivo è semplice: in casa ci si vive tutti i giorni e molte persone ci lavorano anche. I colori vivaci e le forme di colore appariscenti stancano con il tempo e dopo pochi mesi o giorni diventano insopportabili. La mia esperienza tecnica e professionale mi ha insegnato proprio questo. Inoltre la tinta unita può essere data anche da personale non qualificato, insomma si può fare da sè con un pò di buona volontà e senza spendere soldi inutili per acquistare materiali che non darebbero risultati positivi.

Una raccomandazione finale per chi ha necessità anche di pitturare spesso o di risistemare una piccola porzione di parete: usare il bianco perchè è quello che stanca di meno, va bene su ogni altro tipo di arredo e pavimento, si presta senza problemi ai ritocchi.

Il ragazzo suicidatosi per i punti sulla patente

Lunedì 3 Dicembre 2007

La notizia di oggi riguarda un ragazzo piemontese che è stato trovato positivo ad un controllo della Polizia Stradale ad un controllo alcolico. Il giovane, tornato a casa e temendo di perdere il posto di lavoro, si è suicidato.

Mi chiedo dove sia la giustizia a questo riguardo. Con alcuni amici siamo stati ad una cena fuori qualche giorno fa. Nessuno beveva vino temendo di essere fermati dalla Polizia e di perdere punti dalla patente. Credevo che scherzassero, ma si sono comportati veramente così: quasi non hanno toccato vino, se non mezzo bicchiere. Non dico che bisogna ubriacarsi o cose simili, proprio io che non uso vino a tavola, ma solo che mi sembra che stiamo andando controcorrente per certi versi. La logica ci vuole sempre ed anche nella giustizia, nei controlli, nelle leggi, nelle pene. Bisogna sempre sapere il fine di ogni azione.

Ebbene chi è che non sa la storia del rom ubriaco che è stato condannato a pochi anni di carcere, ma è già fuori agli arresti domiciliari nonostante abbia ucciso 4 poveri ragazzi che andavano sul motorino per loro conto? Allora come la mettiamo? Un assassino, anche se il suo reato è stato giudicato colposo resta sempre un assassino, è comodamente in libertà, anzi adesso fa anche della pubblicità (che bell’esempio di essere vivente!), ed un  ragazzo che può aver anche sbagliato per una sera (ammesso che fosse davvero urbriaco), ma che non ha ucciso nessuno deve pagare con la vita?

I pesi e le misure non sono uguali. Mi si potrà rispondere che chi si suicida è sempre un depresso che aspetta solo la causa scatenante. Ma se andiamo avanti con questi ragionamenti si perde di vista il problema. Questa non è libertà e ordine, ma confusione, contraddizione e disorganizzazione sociale, a tutti i livelli.

Lumumba il musicista

Lunedì 19 Novembre 2007

Sull’assassinio della giovane inglesina a Perugia non avevo mai avuto dubbi sull’estraneità di Lumumba (che mi ricorda un capo di stato africano di alcuni decenni fa). Non ho prove al riguardo, ma, da quello che ho letto, non mi pare proprio che si possa tenere in carcere un ragazzo solo per il fatto che sia stato chiamato in causa da una persona, peraltro ora essa stessa indagata.

Mi chiedo che cosa potesse ricercare un uomo sposato da pochi mesi e con un figlio o figlia di altrettanti pochi mesi. Ma chi è sposato ed ha figli sa che significa avere la compagna vicina da poco tempo? innamoramento continuo, buoni sentimenti, altro che odio e morte. E poi un figlio si sa che è la cosa più bella del mondo che possa capitare nella vita? altro ancora che morte e droga e sesso sfrenato o materiale.

Non ho mai visto nulla di ciò negli occhi di Lumumba che, ne sono certo, quando uscirà pulito avrà anche modo di diventare famoso: ci scommetto. Se è già famosa Amanda che riceve lettere in carcere perchè non lo deve diventare chi è onesto?

Aspettiamo ancora, ma il quadro mi sembra sempre più delineato: l’artefice Amanda, forse drogata quel giorno, con qualcun altro, probabilmente Sollecito è intervenuto successivamente. Non mi risulta che gli universitari puliscano a fondo le proprie abitazioni. Sono stato anche io in quelle condizioni anni fa. Nè mi risulta che le ragazze abbiano tanta voglia di igiene in cucina, ancora meno se penso alla candeggina come detergente o disinfettante per i coltelli. Ma sanno costoro che la candeggina corrode i metalli e puzza terribilmente?


     
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