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La Carta del Cliente


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Ho appena letto dal sito della Vodafone, che mi manda fatture con addebiti di servizi di cui mai ho usufruito, un articolo sulla cosiddetta Carta del Cliente. Vediamo cosa c’è scritto:

Lo strumento della Carta del Cliente, introdotto dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 gennaio 1994, trova ulteriore disciplina nelle leggi 11 luglio 1995, n. 273, 14 novembre 1995, n. 481, 31 luglio 1997, n. 249, decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259 e, con specifico riguardo al settore delle comunicazioni, nelle delibere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, quella del 24 luglio 2003, n. 179 (Approvazione della direttiva generale in materia di qualità e carte dei servizi di telecomunicazioni ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lettera b), numero 2, della Legge 31 luglio 1997, n. 249) e quella n. 104/05/CSP (Approvazione della direttiva in materia di qualità e carte dei servizi di comunicazioni mobili e personali, offerti al pubblico su reti radiomobili terresti di comunicazione elettronica, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lettera b), numero 2, della legge 31 luglio 1997, n. 249).

E si parla pure di trasparenza! All’anima che razza di italiano e di interpretazione dei concetti! Che cosa si dovrebbe capire? Trasparenza, appunto, non opacità, che sarebbe più corretto. Vodafone risponderebbe che così sono le normative al riguardo. E, magari, si nasconde dietro questi fattori per non mostrare al cliente che cosa gli sia capitato e come difendersi. Bene, anzi malissimo. Perché se qualcuno pensa di poter usare un abbonamento con addebito su carta di credito, ha passato i suoi guai. L’unica cosa da fare, in questi casi, se non si vogliono ricevere cattive sorprese, è disdire tale tipo di abbonamento. Ossia l’uso della carta di credito come cassaforte da dove prelevare, da parte del rivenditore, senza controlli.

Qualcuno prova a fare la cosiddetta disputa del pagamento e ricorrere alla propria banca? Ebbene ci ricaverà poco, anzi nulla, se esiste una fattura di determinati servizi. Non importa se essi non siano mai stati richiesti e mai nemmeno erogati. Resta la denuncia alle autorità, oppure al CORECOM. Ma le strade sono difficili da percorrere, o almeno lente. Molto meglio non usare la carta di credito per far effettuare da terzi prelievi su abbonamento. E’ un consiglio da seguire.

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