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l’omicidio di Bormio


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Nel nostro ordinamento l’omicidio colposo (art. 589 c.p.), che si configura quando taluno cagiona per colpa la morte di una persona, √® punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Quando l’omicidio colposo √® commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale (oltre che delle norme sulla prevenzione infortuni sul lavoro) la pena √® della reclusione da uno a cinque anni.

In ogni caso si tratta di modesta pena anche per il fatto che il codice penale prevede una diversa fattispecie di delitto quando l’omocidio √® ‘intenzionale’.

Tutto ruota intorno a questa interpretazione. Mi voglio riferire all’omicidio del bambino di Bormio, ma anche a quello dell’ubriaco (e drogato) che ha investito un’auto uccidendo un’anziana signora e ferendone altre due.

I legali del minorenne motociclista dice che la stradina dove era in bici il piccolo investito √® una strada ‘vicinale’ non vietata al traffico veicolare. Ma questo pu√≤ bastare a far correre una moto in un viottolo (cos√¨ lo chiamo viste le ridottissime dimensioni) a fari spenti al buio? e se, invece del bimbo con la mamma, ci fosse stata un’auto ferma in mezzo alla strada, chi sarebbe morto? probabilmente il motociclista stesso che non avrebbe potuto evitare l’impatto violento. Dunque la colpa e grave anche, come dice pure il codice, c’√® tutta e non vi sar√† mai giustizia se si continua a derubricare il reato in omicidio colposo, molto meno grave del volontario. Un simile comportamento √® volontario e ben diverso dall’incidente causato da un evento non prevedibile.

Sarebbe come se in una zona sismica non si costruisse seguendo le normative tecniche adeguate ed il terremoto, poi, causerebbe delle vittime. Si potrebbe mai sostenere che un dato progettista di quelle case crollate non ha responsabilità diretta? e quei morti non sarebbero sulla sua coscienza? o anche qui il fato, la casualità sarebbe la ragione dei morti?

Per l’omicidio volontario il nostro codice penale prevede la pena da 21 anni all’ergastolo. La differenza √® notevole, ma non come quella tra il guidare a fari spenti in una stradina vicinale ed il guidare a fari spenti in una pista ciclabile.

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