come scegliere un lampadario
La parola lampadario è piuttosto antiquata anche se una diversa, come apparecchio illuminante, è troppo lunga. Ad ogni modo diamo alcune caratteristiche da riguardare nella scelta di un tipo di illuminazion e dell’apparecchio che essa consente.
In primo luogo bisogna valutare che la forma non è soltanto una questione di stile o di aspetto estetico, ma anche di funzionalità e di gestione. Difatti tale apparecchio deve consentire una giusta illuminazione dello spazio che gli compete: se è ristretto o particolare può ottenersi con spot (le lampade che concentrano il fascio luminoso su un luogo preciso, come la scrivania, una porta, una vetrina). Diversamente bisogna pensare ad una luce diffusa diretta o indiretta. Questo secondo caso si ottiene quando il fascio luminoso viene riflesso da una parete (bianca generalmente per evitare l’assorbimento dei raggi luminosi) o da un soffitto. Allora occorre più energia e, quindi, un maggiore consumo.
Si badi bene alla forma del lampadario: se è troppo complicato potrebbe essere difficoltoso pulirlo, se è troppo largo mantiene sulla sua superficie troppo la polvere. Il tipo di lampade da usare possono essere ad incandescenza (più vicine alla luce del sole, come tipologia) oppure alogene (hanno bisogno di un vetro di protezione perchè il quarzo con cui sono fatte lascia passare raggi ultravioletti dannosi per l’occhio. Vi sono anche le lampade a risparmio energetico, ma hanno ancora un aspetto goffo, non sempre partono a dovere con la necessaria quantità di luce, costano ancora troppo, anche se recuperano il prezzo iniziale durante la loro vita.
Infine un giusto consiglio tecnico: per illuminare piccoli spazi di lavoro, come per esempio la zona del pc, può essere utile una piccola lampada alogena, anche da 20 watt (meno comunque di 50 watt) e a 12 volts (quindi con trasformatore). Il risparmio è netto, ma anche la resa luminosa è molto adatta e non disturba gli occhi.