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Archivio di Marzo 2014

Test d’ingresso all’universit√†

Mercoledì 19 Marzo 2014

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Non √® molto chiaro perch√© mai si siano prima costruite universit√† in ogni regione d’Italia e poi si vuole impedire agli studenti di accedervi. Il test d’ingresso √® una vera e propria sciagura per i giovani che sono arrivati al diploma, anche questa volta con una logica stravagante che desiderebbe la cultura e poi la negherebbe. Perch√© si costringe a un ragazzo di dover andare a scuola fino a 18 anni? Non √® sufficiente che sappia leggere e scrivere e fare due conti? Chiss√† quanti, alla fine del liceo, non sanno ancora la differenza fra una misura lineare, una quadrata e una cubica. Per non dire di altro. Quanti professori non sanno come insegnare l’italiano, ora confondendolo con le regole della matematica, che non sono opinabili, altre volte parlando di forma che, evidentemente, non sanno che cosa sia. Lo possono sapere i loro alunni?

Cos√¨ si arriva al test d’ingresso alle varie facolt√†, o come si dovrebbero chiamare oggi, delle nostre universit√†. E si tagliano le gambe a chi aveva sogni e passioni. In genere uno su sette superer√† la prova. E gli altri che faranno? Ho provato anche io, laurea in architettura con ottimi voti, a rispondere a qualche test di questi anni. Non sempre mi √® riuscito raggiungere un punteggio valido all’ingresso in medicina. Significa che sono ignorante? E non potrebbe essere che le domande siano prive, quelle di logica, di logica? Non √® chiaro a cosa si riferisca, ad esempio, la dicitura che bisogna capire l’errore con riferimento a un passaggio appena letto. Cio√® sarebbe da trovare che cosa ci sia di sbagliato sopra o sotto, nelle risposte elencate, rirpetto a quanto detto sopra? No, affatto. Il linguaggio, non soltanto in questo caso, √® ridicolo, altro che logico. Meno che mai per farsi capire da chi ha solamente diciotto o diciannove anni.

Non ne parliamo delle domande di cultura generale che potrebbero anche definirsi di sciocchezze, anche se non sempre, televisive. Quando vorr√† un governo di questa Italia ricca di storia e di archeologia e di arte, capire che i test d’ingresso, durata novanta minuti per giudicare un alunno che ha studiato anni sui libri, sono da eliminare? Non √® questo il modo per scegliere il merito. La valutazione, concetto quanto mai complicato, lo sanno bene gli architetti come me che devono stimare un bene, deve essere spostata su altri parametri che possono dedursi, nel caso, anche dalla scuola frequentata, quando ci saranno metodi e sistemi identici in tutta la nazione.

Credo che se fossimo nel famoso sessantotto le universit√† sarebbero occupate da mesi, se non da anni, contro questa stupidit√† dei test. Non sarebbe meglio dire ai ragazzi che non ancora hanno vent’anni di andare a zappare la terra? Non si usino giri di parole, perch√© questo √® il concetto che, logicamente, si deduce.


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