Casa dolce casa
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Archivio di Aprile 2013

Vomitoria

Martedì 30 Aprile 2013

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Nerone, considerato da molti un pazzo, aveva una stanza chiamata vomitoria. Un luogo dove si poteva vomitare tutto ciò che si era mangiato per poi continuare a cibarsi allegramente di tutto ciò che piaceva. Un pazzo, appunto! Andiamo a capo.

Vedo sulla carta stampata, sulla tv e su internet delle pubblicità a particolari prodotti che promettono di poter dimagrire allo stesso modo: allegramente. Allora mi chiedo a che cosa serva mangiare oltre, soprattutto quando una buona parte della popolazione mondiale soffre la fame, ne muore, e quando il nostro paese vede crisi di tal genere che molti preferioscono suicidarsi per dignità! Certo, un loro modo di intendere la dignità, di fronte a chi pensa che deve avere pure una certa linea del fisico. Non anche della mente?

Chi legge questo breve messaggio sappia valutare chi sia il pazzo nella storia.

La Carta del Cliente

Mercoledì 24 Aprile 2013

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Ho appena letto dal sito della Vodafone, che mi manda fatture con addebiti di servizi di cui mai ho usufruito, un articolo sulla cosiddetta Carta del Cliente. Vediamo cosa c’è scritto:

Lo strumento della Carta del Cliente, introdotto dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 gennaio 1994, trova ulteriore disciplina nelle leggi 11 luglio 1995, n. 273, 14 novembre 1995, n. 481, 31 luglio 1997, n. 249, decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259 e, con specifico riguardo al settore delle comunicazioni, nelle delibere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, quella del 24 luglio 2003, n. 179 (Approvazione della direttiva generale in materia di qualità e carte dei servizi di telecomunicazioni ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lettera b), numero 2, della Legge 31 luglio 1997, n. 249) e quella n. 104/05/CSP (Approvazione della direttiva in materia di qualità e carte dei servizi di comunicazioni mobili e personali, offerti al pubblico su reti radiomobili terresti di comunicazione elettronica, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lettera b), numero 2, della legge 31 luglio 1997, n. 249).

E si parla pure di trasparenza! All’anima che razza di italiano e di interpretazione dei concetti! Che cosa si dovrebbe capire? Trasparenza, appunto, non opacità, che sarebbe più corretto. Vodafone risponderebbe che così sono le normative al riguardo. E, magari, si nasconde dietro questi fattori per non mostrare al cliente che cosa gli sia capitato e come difendersi. Bene, anzi malissimo. Perché se qualcuno pensa di poter usare un abbonamento con addebito su carta di credito, ha passato i suoi guai. L’unica cosa da fare, in questi casi, se non si vogliono ricevere cattive sorprese, è disdire tale tipo di abbonamento. Ossia l’uso della carta di credito come cassaforte da dove prelevare, da parte del rivenditore, senza controlli.

Qualcuno prova a fare la cosiddetta disputa del pagamento e ricorrere alla propria banca? Ebbene ci ricaverà poco, anzi nulla, se esiste una fattura di determinati servizi. Non importa se essi non siano mai stati richiesti e mai nemmeno erogati. Resta la denuncia alle autorità, oppure al CORECOM. Ma le strade sono difficili da percorrere, o almeno lente. Molto meglio non usare la carta di credito per far effettuare da terzi prelievi su abbonamento. E’ un consiglio da seguire.

I catafalchi

Lunedì 15 Aprile 2013

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Una questione ancora irrisolta di Grillo e del suo movimento è che in esso manchi la coerenza. Un esempio? Eccolo.

Si sono svolte le votazioni online per proporre i candidati a presidente della repubblica. Ebbene, andiamo a vedere chi sono i dieci scelti dal popolo di M5S. Tra essi ci sono due catafalchi della vecchia politica che si chiamano Prodi e Bonino. Sempre con riferimento ai personaggi che hanno governato, in un modo o nell’altro, la cosa pubblica e senza parlare della persona in sé. Dunque, vale adesso il motto “tutti a casa” oppure c’è una sospensione quando si tratta di nostra sorella? Come si dice dalle mie parti se si fa la spia alle coppiette.

Non vale, ho capito. Non tutti a casa, solo alcuni che non si sa bene chi siano. Da scegliere secondo il momento storico e non secondo una studiata strategia valida sempre e comunque, come dovrebbe essere. Ora è anche chiaro il motivo per cui è difficile scrivere sul blog di Grillo: troppi grilli, al minuscolo, che sono capaci, in tanti, di offendere e di non avere lucidità mentale per discernere ciò che significa concetto generale da ciò che è il battito cardiaco personale. Il cuore batte a sinistra? Ma Grillo lo ha detto svariate volte che si cambi voto. Ecco, alle prossime e vicine elezioni il Movimento 5 Stelle faccia pulizia dentro di sè. Ce n’è molto bisogno. Anzi, mandi a casa anche coloro che non sono in grado di essere da una parte politica, sempre e soltanto. I tanti che danno ragione a Berlusconi quando li chiama bambini allo sbaraglio, o una cosa del genere.

Vegetariani

Mercoledì 3 Aprile 2013

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I vegetariani non mangiano carne. Qualcuno per motivi religiosi, altri per questioni morali, altri ancora per moda. Dispiace dirlo, ma succede anche questo. Nessuno che abbia una visione globale e organica della realtà. Ci vuole coerenza, mi pare.

Quando chiedi se usino insetticida o trappole per topi, si trovano in difficoltà, oppure se chiedi se lascino fare ai microrganismi della muffa, non sanno cosa dire. E non ne parliamo se provi a inventarti che anche le piante possano avere dei sensi, chiamiamoli così. Ma vediamo quale insidia di logica si nasconda dietro una semplice abitudine alimentare.

Si spera che non si debba parlare di scarpe di pelle per costoro, oppure di cosmetici e di medicine, che sanno tutti come derivino direttamente o indirettaente dagli animali, non fosse per la sperimentazione delle case farmaceutiche sui topi e su altri esseri. Lasciamo stare queste eventualità, andiamo oltre, più nel profondo. Gli stili di vita.

Che provino a fare, i vegetariani, un semplice test che gira anche sulla rete per controllare quante Italie, se non quanti Mondi, occorrerebbero per consentire a tutti gli abitanti di vivere con lo stesso livello di consumi. Che tipo di consumi? Tutto, non soltanto la carne, ovviamente. Perché tutto si produce in qualche maniera ed emette CO2 nell’ambiente, tonnellate all’anno per ciascuno di noi. Ne vedremmo delle belle. L’impronta di CO2, ossia l’emissione totale annua di anidride carbonica conseguente all’uso dei trasporti, degli apparecchi delle nostre case, dei vestiti, dell’alimentazione, seppure priva di carne perché si è vegetariani. Che succede? Non si deve parlare anche di quell’altra bestia che è l’uomo? Non si dimentichi che anche noi siamo animali. E l’anidride carbonica generata dai consumi esagerati allarga il buco dell’ozono, sempre più in quanto gli alberi presenti sulla terra non sono inn grado di assorbirla. Potremmo essere destinati alla distruzione, quando non saremo più protetti dai raggi nocivi del sole.

Chi pensa soprattutto all’animale uomo può dichiararsi vegetariano, adattando i suoi personali consumi e il proprio stile di vita. Gi altri che si facciano un esame di coscienza e vedano dentro di sé che cosa sia questa scelta di non mangiare carne. Potrebbero scoprire di non vivere secondo un comportamento logico e organico.

Il resto è noia, diceva il Califfo!


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