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Archivio di Marzo 2013

Editoria a pagamento e furfanti

Giovedì 7 Marzo 2013

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Premesso che non tutti gli editori che chiedono un contributo agli autori siano dei furfanti, per evitare subito degli equivoci spiacevoli, bisogna tuttavia convenire che si nascondono dei veri e propri ladri dentro una tipologia del genere. Come? Basta fare un po’ di conti. Ci sono editori, che sarebbe bene non si chiamassero tali, che a fronte di una richiesta di denaro che arriva anche a 5000 (cinquemila) euro per lo scrittore, (talora sotto forma di acquisto delle copie del libro), dichiarano di essere disposti a pubblicare un dato manoscritto. Certo √® che con 5000 euro, senza considerare che nessuna lettura e correzione del testo viene fatta, si potrebbero far stampare anche 1000 (mille) copie da una normale tipografia. E quindi vendersi da soli il tutto. Il risultato √® che tali editori, di cui qui si vuole parlare, trattengono molto pi√Ļ di quanto, eventualmente, dovuto per stampa e pubblicazione di poche decine di copie, come √® palese dai tantissimi commenti di autori che hanno sborsato soldi.
Insomma un autore, specie se inesperto, si trova a non capire come funziona questo mercato delle illusioni. Cosicch√® cede, spesso, alle lusinghe e invia denaro che non sortir√† nessun effetto. Che cosa occorre? Una legge che vieti una volta per tutte la pubblicazione a pagamento, qualora ci sia il nome di un dato editore sul libro stampato. Sar√† possibile l’autopubblicazione, come si pu√≤ fare sul sito di Lulu senza spendere un centesimo, ma non la finta edizione di un manoscritto. Soprattutto gli esordienti devono essere protetti dalle grinfie di questi signori della rete che pensano di essere nella legge e, invece, truffano il prossimo. Vedremmo scomparire coloro che vendono bugie e restare, invece, chi lavora con l’autore con un fine ben pi√Ļ onesto e nobile.

Che ci pensi Grillo, che solo lui ne può essere capace.

Le batterie dei cellulari

Martedì 5 Marzo 2013

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Mi rendo conto benissimo che, secondo l’apparecchio che deve gestire, una batteria per cellulari non pu√≤ essere simile all’altra. Per√≤ che ce ne sia una diversa per ogni telefonino nemmeno √® una cosa logica! E mi viene in mente quanto tempo sia passato prima di far capire ai produttori, mediante un’apposita normativa, che era ora di dotare gli stessi telefonini di un unico tipo di caricabatterie. Perch√© non anche il tipo di batteria? Certo che ci pu√≤ essere chi abbia maggiore necessit√† di amperaggio, o di durata, ma si possono specificare un paio di tipi, tre al massimo. Un po’ come avviene per le normali batterie a stilo: non ne sono un’infinit√†.

Che cosa c’entra Grillo in tutta questa faccenda? Presto detto. Fu il comico genovese, ora politico italiano, a fare una campagna contro la quota fissa per le ricariche dei telefonini. Il risultato? Non esiste pi√Ļ quella odiosa tassa o come la si voglia chiamare. Che ne dice lo stesso Grillo se continuasse a far sentire la sua, oggi molto pi√Ļ autorevole, voce contro tutti gli abusi dei produttori che se ne infischiano dei minuscoli problemi dei cittadini, approfittando della posizione dominante?

La stessa cosa vale per le spine del tipo tedesco, mai mi √® stato pi√Ļ antipatico questo aggettivo,¬† quelle chiamate Schuko che sono presenti in quasi tutti gli apparecchi elettrici. Che succede? Che ognuno di noi deve comprare un riduttore per fare entrare quei contatti elettrici, grossi come mazze da baseball, nelle nostre prese. Questa sarebbe l’Europa unita!

E che ci vuole a dettare una norma che stabilisca come e dove?! Possibile che i politici non ci arrivino?

I tedeschi si scusano

Martedì 5 Marzo 2013

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Leggo di un ministro tedesco che ha preso le distanze da quanto detto da un altro responsabile di partito sui clown in Italia al parlamento. Ben venga una precisazione, che non tutti la pensano allo stesso modo, ma vorrei prendere lo spunto per chiarire altro. Cio√® la nostra civilt√†, quella della nostra Italia. Che non c’entra nulla con la germanica. Naturamente andando indietro nella storia e affondando le radici nella civilt√† mediterranea. Ecco, proprio cos√¨, perch√© non sono poche decine di anni a stabilire da dove veniamo e chi siamo. Il nostro destino √® il mare, il nostro mare, quello che si chiamava Mare Nostrum, e che circonda le notre spiagge come quelle dell’Africa del nord, della vicina Asia e della Grecia. Uscire dall’euro? Non solo, ma abbandonare l’Europa che √® solamente una descrizione geografica del territorio, non una gente simile. Mi sento molto pi√Ļ vicino ai greci che soffrono. I nostri monumenti sono molto pi√Ļ simili a quelli dell’Asia minore e dell’Egitto che non alle cattedrali gotiche del nord Europa. In Italia? C’√® solo San Petronio a Bologna, peraltro nemmeno completata nella facciata. Il resto, il duomo di Milano, di Siena, di Orvieto, sono goticismi, copie venute male di culture che non ci appartengono. Noi non abbiamo le foreste di alberi mestosi da cui le forme delle cattedrali gotiche hanno preso ispirazione. Noi abbiamo inventato l’arco, la curvatura del cielo. A noi hanno tentato di copiare la cupola di San Pietro. E via di questo passo potremmo aggiungere che il nostro patrimonio artistico √® il pi√Ļ vasto del mondo. Si parla dell’80% di quello generato dall’uomo in tutta la sua esistenza sulla terra.

Se √® cos√¨ che vogliamo fare? Qui c’√® il centro e la culla delle civilt√†, nel Mediterraneo. E l’Africa √® la nostra madre patria, come quella dove l’essere umano √® nato. Saremmo senza spread, senza la Merkel e gli altri capi che sorridono su Berlusconi e sugli italiani. Perch√© qualunque cosa si possa dire su ciascuno di noi, siamo un popolo. Non credo che un italiano qualsiasi avrebbe mai deriso un esponente di un altro stato pubblicamente. Non Berlusconi, non Bersani.

L’Italia sarebbe il centro promotore di questa nuova e vecchia realt√† del Mediterraneo. La Libia ha il petrolio che i francesi vorrebbero, come la Cina e altri nel mondo. La cultura √® tutta qui. Il turismo ci farebbe vivere comodamente per tutto l’anno, se solo sapremmo sfruttarlo. Invece sono gli altri che sfruttano noi. L’Italia d√† pi√Ļ di quanto riceve dall’Europa unita, non in termini economici. Basta con gente che vive alle spale degli altri, questo carrozzone che si chiama amministrazione europea. E che razza di unione √® mai questa? Gli stati uniti d’Europa non sono mai sorti e, qualora qualcuno avesse pensato il contrario, sono morti.

Grillo parla di referendum sull’euro. Lo ritengo necessario.

La rete e l’abbonamento flat

Lunedì 4 Marzo 2013

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Un’illogicit√† che ci tocca constatare tutti i giorni √® il tentativo dell’amministrazione pubblica di essere presente sulla rete, anche con il meccanismo della comunicazione ufficiale online, domande e risposte via etere, senza la contemporanea presenza sul territorio di linee adatte allo scopo. Per esempio, il sito dell’universit√† del Molise, che pure richiede molti tipi di contatti solamente tramite il web, era non funzionante qualche anno fa, proprio quando scadevano le domande per il test di medicina, tutto verificato dal sottoscritto che ha anche fotografato l’ora, la data e l’immagine del sito irraggiungibile. Nessuna proroga. Per cui chi non era in grado di poter usufruire di internet, per i difetti del sito dell’universit√†, si trovava a dover interpretare come comportarsi. Niente da fare. La risposta degli addetti ai lavori, quando c’√® stata, era che si procedeva solo via web, come avevano fatto gli altri. Ma chi altri? Come se fossimo un branco di pecore che vanno a bere alla stessa fontana. E la linea, che c’entra molto, dove la mettiamo? A parte il sito malfunzionante, certe volte addiritttura attaccato da troiani, appare evidente come i cittadini siano trattati come se fosse obbligatorio, per legge, avere un computer, saperlo usare, avere a disposizione una linea flat e veloce per studiarsi siti dell’amministrazione pubblica che, spesso, sono stati anche composti da incompetenti della logica.

La linea internet. Per quale ragione si pretende che ci siano iscrizioni online, si mandino i documenti della dichiarazione dei redditi tramite la rete e poi questa stessa rete non √® uguale per tutti? Chi vive in certi posti d’Italia non ha a disposizione l’ADSL e dove esiste √®, comunque,¬† a pagamento. Se lo Stato vuole che si usi questo mezzo di comunicazione, sacrosanto ma anche da promuovere tra tutta la popolazione, allora la rete deve essere gratuita per tutti, almeno per la connessione di base, ADSL compresa. Diversamente ci saranno cittadini di una seconda serie.

Brunetta ne parlò qualche tempo fa, il ministro del PdL, ma poi si dimostrarono chiacchiere. Solamente Grillo ha sollevato il problema. Giustamente e logicamenmte.

Il riequilibrio territoriale

Domenica 3 Marzo 2013

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Può esistere una legge che cerchi il riequilibrio territoriale? Ossia una norma che aiuti a restare nei propri luoghi ed evitare il trasferimento, per qualsiasi motivo, altrove? Molto difficile, ma almeno qualche incentivo che suoni anche come giustizia sociale ci può essere. E vediamo in che maniera.

Tutti sanno che nei condomini si pagano le spese comuni secondo determinati criteri. Non somme uguali per ogni appartamento, per esempio, ma secondo i cosiddetti millesimi di propriet√†. Tutto lo stabile viene indicato come valore 1000 (mille), e le sngole unit√† immobiliari come parte del tutto, secondo la superficie, il piano, l’esposizione, e altri fattori previsti da una norma statale. Succede che ogni condomino paga una quota differente in bnase, appunton ai suoi millesimi dipropriet√†: per esempio 100/1000, 155/1000, eccetera, come stabiliti da una consulenza tecnica.
Non sarebbe possibile equiparare l’Italia a un grande condominio dove ciascuno partecipi in maniera diversa? Si dir√† che gi√† √® cos√¨, ma manca un particolare molto interessante. Dov’√® preso in considerazione il paese o la citt√† in cui si vive? Da nessuna parte. Chi guadagna cinquantamila euro, per esempio, paga le stesse tasse se vive a Frosolone o a Monza. Viceversa sarebbe auspicabile un coefficiente che tenesse conto della tipologia di vita del posto. Perch√© come √® differente, per esempio, il consumo di metano per il risaldamento di luoghi marini o montani, cos√¨ √® anche diversa la vita per altri fattori. In un piccolo centro che si spopola manca anche un ospedale, un tribunale, se non addirittura l’ufficio postale. E i costi per il cittadino sono diversi per tutto ci√≤ che offre lo Stato. Dunque un coefficiente che serva in tutti quei casi in cui lo Stato stesso offra servizi o chieda tasse in qualunque modo.

Ne vedremmo delle belle, perch√© sarebbe disincentivata l’emigrazione verso luoghi pi√Ļ ricchi, (pi√Ļ ricchi anche di tasse), e il coefficiente di cui si tratta, diverso da comune a comune, aiuterebbe a restare la gente dov’√® nata. O, almeno, a non dover sopportare sacrifici non equiparabili alla tipologia di vita che ivi si porta avanti.

Il centro storico di Frosolone, una volta, alla fine dell’800, anche popolato da oltre 6000 (seimila) abitanti, ora ne conta meno di 200 (duecento). Sono arrivato a calcolarne 170 (centosettanta). E questo si chiama distruzione di una civilt√†.

Attori al potere

Domenica 3 Marzo 2013

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Chiss√† se i tedeschi e gli inglesi si sono fatti venire in mente di dileggiare gli amercani, e i loro eletti, quando hanno votato per Reagan! Oppure quando Clint Eastwood √® diventato governatore di uno stato. Avranno pensato che gli attori stavano andando al potere. Oppure che chi capisce di politica non viene premiato. O che sarebbe stata una catastrofe. Che hanno detto quando Reagan √® stato in grado di dare vitalit√† all’economia e giudicato da tutti uno dei migliori presidenti degliStati Uniti? No, perch√® non mi pare che siano stati molti coloro che si siano meravigliati, alla fine. Forse perch√© gli americani siano pi√Ļ amici degli italiani? Perch√© Eastwood √® di origine austriaca, un tedesco?

Che cosa si dovrebbe dire degli altri in parlamento?¬† Che ci sono dei medici? Assicuratori, studenti, omosessuali, transessuali, drogati? In base a quale criterio si pu√≤ giudicare chi sia in grado di fare politica? Certamente non quello di chi, dopo una gaffe grande come l’Europa, ha rincarato la dose aggiungendo che “quel che √® detto, √® detto“. Un po’ come quando Federico Barbarossa invase una terra e una citt√† dei suoi tempi e mand√≤ in giro il bando:

Per ordine di Federico Barbarossa tutti gli uomini saranno stuprati e tutte le donne imprigionate… mi correggo, tutte le donne saranno stuprate e tutti gli uomini imprigionati!

E una voce usc√¨ da un angolo di strada: “E no! Quel che √® detto, √® detto!

Appunto.

Blog di Beppe Grillo

Sabato 2 Marzo 2013

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Ho cercato inutilmente di scrivere sul blog originale di Beppe Grillo ma non ci sono riuscito, non so il motivo. Forse la linea, oppure troppe parole tutte insieme non fanno funzionare a dovere il server. Perciò ho deciso di scrivere su questo blog dove ho maggiori possibilità di intervento. E cominciamo.

Mi pare inutile parlare di clown al parlamento, di cui hanno detto i tedeschi e anche gli inglesi, con l’unica differenza che i primi erano personaggi politici e i secondi soltanto giornalisti. Qui per√≤ ci vuole una precisazione: se ci sono dei comici in Italia che vengono eletti regolarmente dai cittadini, significa che gli altri, i non-comici, sono anche peggiori!

E qui s’inserisce il discorso contro Grillo e i suoi grillini. Difatti leggo sulla rete che fanno figuracce per l’ignoranza sul diritto costituzionale oppure sul funzionamento dell’amministrazione statale. Ma possibile che non si riesca a capire che se sono stati eletti personaggi tanto ignoranti significa pure che gli altri, come nel primo caso, oppure i precedenti politici, sono di gran lunga ritenuti peggiori di questi? A meno che non si vogliano offendere tutti gli italiani che hanno votato, la democrazia e la nostra storia millenaria. E mi pare che su tutto questo non ci piove.

La verit√†, se un appunto si pu√≤ fare a Grillo, √® che bisogna in fretta dotarsi di risposte politiche che non siano solamente slogan elettorali. Giacch√© √® vero che i principi annunciati dal movimento possono essere anche condivisibili, ma poi ci vogliono le proposte per realizzarli. Anche perch√© gli elettori di M5S non credo che lo abbiano votato soltanto per l’acqua pubblica, per la scuola pubblica, per la sanit√† pubblica. Importanti ma non cos√¨ incidenti nell’attuale sentire comune dove si pensa alla perdita del posti di lavoro e all’economia che va a rotoli. Il reddito di cittadinanza, ma ancora solo un principio, poi occorrono i fondi e una regola precisa per attuarlo. E poi tutto il resto perch√© il contenitore vada riempito alla svelta con i metodi per realizzare gli obiettivi.

Forse si potrebbe anche parlare di riequilibrio territoriale? Del fatto che il metano, ma è solamente un esempio, costi troppo uguale per chi vive in montagna, con temperatura sotto zero, e chi al mare dove nemmeno usa i termosifoni?

Oppure degli stipendi statali doppi e tripli in alcune famiglie mentre in altre si vive con 500 euro al mese?

Oppure delle pensioni a favore di chi ha lavorato solamente 14 anni, sei mesi e un giorno, mentre altri si sono visti scippare anni di pensione per consentire ai prossimi pensionati di usufruire, a loro volta, di una pensione?

O ancora dei laureati che sono stati fatti studiare a carico dello Stato, cio√® di tutti i cittadini, se √® vero che gli studi costano non solo per i libri, e poi si sono visti scavalcati dai lecca… di professione?

C’√® tanta carne a cuocere ma per una cosa sono con Grillo: che torni di moda l’onest√†.


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