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Archivio di Luglio 2007

le bambine testimoni di Rignano Flaminio

Lunedì 30 Luglio 2007

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Alcune bambine di Rignano Flaminio sono state giudicate in grado di sostenere l’incidente probatorio (le domande come testimoni dei fatti delle presunte violenze subite all’asilo). Gli avvocati di parte tirano ognuno l’acqua al proprio mulino: Taormina dice che √® stato provato il fatto, i legali di difesa delle maestre che le bambine hanno recitato il compitino e non hanno aggiunto nulla di nuovo.

I testi hanno parlato di un castello molto brutto o cattivo dove erano state anche il giorno prima. Fantasie certamente per la difesa, invece simboli o linguaggi simbolici per l’accusa.

Ma il linguaggio dei procedimenti penali non si pu√≤ basare su interpretazioni delle parole: esse devono essere precise e senza dubbi, viceversa si instaurano teoremi di cui si cercano le pezze d’appoggio. Non mi fa alcun piacere che possano essere esistite violenze di quel tipo in un asilo di bambini, ma l’accusa √® troppo grande ed inverosimile secondo me. Per tramutarla in verit√† agli occhi di tutti occorre la certezza acquisita nel corso di causa. Inoltre potrebbe anche essere che ci sia stato qualcosa ma di cui non si conosce l’entit√† e questa non pu√≤ essere delimitata con le frasi fantasiose dei bambini.

Finito Cogne adesso l’autunno si presenta ricco di trasmissioni televisive basate su l’argomento di Rignano Flaminio e questo non √® un gran bene per la nostra societ√†. Non credo che sia solo informazione, vedo morbosit√† generale, quella che non √® esistita per la causa di San Giuliano dove, inaspettatamente, sono state prosciolte tutte le persone accusate del crollo della scuola Jovine in cui morirono 27 bambini ed una loro maestra, e non si tratt√≤ di presunte violenze fisiche.

Purtroppo questo è il nostro tempo dove i pesi sono diversi come le misure.

la delibera di Montalto di Castro

Venerdì 20 Luglio 2007

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Il comune di Montalto di Castro ha deliberato di provvedere a versare 5000 euro per la difesa legale di ciascuno degli 8 ragazzi, privi di mezzi finanziari, per difendersi dall’accusa di aver violentato una ragazzina del posto.

Questa √® la notizia pura e cruda. Quel che mi chiedo √® ‘come si possa essere pi√Ļ stupidi politicamente nell’amministrazione di un comune’.

Non era chiaro fin dall’inizio che la delibera sarebbe stata percepita come uno scandalo, anche se fosse vera la tesi che i ragazzini siano stati denunciati erroneamente dalla persona violentata? Invece voglio sottolineare il fatto che la scusante degli amministratori √® completamente ridicola. Si basa sul fatto che i ragazzi abbiano avuto di fronte una donna consenziente. Ma si tratta sempre di una minorenne, questo non lo possono cancellare. Poi come si faccia a dimostrare che una ragazzina possa essere consenziente ad essere maltrattata da 8 maschi non √® dato sapere. Oppure al comune credono che gli imputati posano testimoniare scagionandosi l’un l’altro.

Adesso tutti coloro che hanno partecipato alla riunione di giunta comunale e votato quella delibera devono avere il coraggio di ammettere che hanno sbagliato e dimettersi. Questo potrebbe essere l’unico modo di evitare una querela da parte di chi √® stato offeso. Se cos√¨ non fosse ritengo che lo stesso Stato debba iniziare un’azione legale contro questi signori che hanno scambiato il denaro pubblico per risorse private, a vantaggio di un cittadino e contro un altro.

Si vergognino, sindaco in testa.

Oscar Pistorius

Mercoledì 18 Luglio 2007

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Il suo nome pare di un tribuno romano, ma √® solo un atleta di oggi che, grazie alla tecnologia, riesce a correre i 400 metri come i normodotati, proprio lui che ha perso le gambe da bambino. Il bello √® che i suoi tempi sono ottimi: a Roma √® arrivato secondo, ma si √® avuta la netta sensazione che potesse essere primo. Ora si vuole controllare che le sue ’stampelle’ in fibra di carbonio non gli diano dei vantaggi rispetto a chi ha le gambe naturali.

Però si controlli anche quali siano gli svantaggi che Oscar Pistorius deve affrontare per gareggiare con gambe non sue:

1) l’allaccio delle protesi al resto delle sue gambe non pu√≤ essere un incastro come un pezzo unico fino al ginocchio;

2) i muscoli del polpaccio non esistono e non partecipano al ritiro ed alla spinta delle gambe durante la corsa: il passo è generato unicamente dai muscoli delle cosce;

3) il piede, che non esiste, non ha sensibilit√† ed alla partenza, alla pressione sul terreno, alla curva, alla tipologia del suolo (si pensi all’attrito che le scarpe normali hanno con la corsia),

4) Oscar Pistorius a Roma correva pi√Ļ degli altri nei secondi duecento metri perch√® il suo fisico era pi√Ļ possente e pi√Ļ potente, come dimostravano anche i movimenti delle braccia e del tronco, non delle gambe in fibra di carbonio;

5) Se le sue protesi fossero elastiche e rimbalzanti come molle, utili forse per il salto in alto, ma non per la corsa, l’atleta sudafricano ne riceverebbe un evidente danno perch√® esse assorbirebbero la spinta in avanti facendo perdere energia, trasformata in calore, rendendo il passo meno rapido e pi√Ļ goffo;

6) E’ ridicolo che un handicap possa essere interpretato come un vantaggio, ma la federazione internazionale di atletica controlli pure perch√® Oscar ne uscir√† pi√Ļ forte di prima: egli √® un fenomeno della natura. Ne sentiremo parlare.

la sentenza di San Giuliano

Martedì 17 Luglio 2007

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Sono stati tutti assolti in primo grado gli imputati della tragedia di San Giuliano, in provincia di Campobasso, per il crollo della scuola. Nessuno √® responsabile per la giustizia italiana. A dire il vero non mi meraviglio tanto perch√® ne ho visto di tutti i colori nelle aule dei tribunali ed ho letto sentenze assurde in tantissimi casi. Mi chiedo solo che tipo di responsabilit√† possa avere un progettista quando progetta una costruzione, in quel caso una soprelevazione, senza rendersi conto di che cosa c’√® ai piani sottostanti. Dico questo per esperienza vissuta, altrove, dove anche firme scientifiche hanno attestato collaudi stravaganti di edifici visibilmente con problemi statici.

Qualcuno ha detto che il sindaco dell’epoca del terremoto non c’entra perch√® ha perso una figlia che lui. Ma questa presunta innocenza non √® dimostrabile con un ragionamento la cui base √® la sua stessa presunta innocenza: come se chi faccia un incidente d’auto non possa poi provocare vittime tra i familiari.

E’ tempo di verificare la responsabilit√† tecnica perch√® troppi professionisti, solo di¬† nome, si aggirano sui comuni, sugli enti locali, in cerca di incarichi, magari anche passando allegramente una tangente nelle tasche di politici ed impiegati.

I risultati sono quelli che si vedono in ogni lavoro pubblico: soldi sperperati, opere incompiute, scelte errate, soluzioni dannose, pericoli, crolli, vittime.

Mi dispiace per il PM che stimo molto per quanto ha finora detto ma che, dopo la sentenza che pure giudica sbagliata, si è mostrato titubante sulla possibilità di ricorrere in appello per non dare altro strazio ai familiari delle vittime.

Pm devi sapere, ma so che lo sai, che la speranza √® di gran lunga superiore allo strazio: questo passa con il tempo, ma quella √® una virt√Ļ teologale.

E’ chiaro che occorre un appello e poi anche la cassazione se necessario. Tutta l’Italia guarda questo processo che non si pu√≤ fermare per una sentenza completamente fuori luogo.

il suicidio di Bovio

Martedì 10 Luglio 2007

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L’avvocato Bovio, noto penalista milanese, si √® suicidato sparandosi con una pistola e lasciando solo una busta con alcuni oggetti dentro. Questa notizia si apprende dagli organi di stampa e dalla tv in questi giorni di inizio luglio 2007.

Ho ascoltato i commenti di colleghi avvocati di Milano. In questi casi si va sempre oltre la logica e, in questo caso, anche oltre il diritto. Un certo Chiesa ha detto che bisogna avere ‘pietas’ e ‘rispettare’ il gesto di Bovio e la sua decisione. Mi chiedo allora che cosa si studi all’universit√†, e non parlo di religione o di etica, di cui dir√≤ in seguito.

Se Bovio avesse ucciso un’altra persona sarebbe stato condannato dalla legge degli uomini? la risposta √® pleonastica.

Se Bovio fosse ancora ‘vivo’ (per un assurdo ragionamento rispetto alla vita ed alla morte, ma non rispetto al codice penale) sarebbe stato giudicato per omocidio dello stesso Bovio? a meno che non si alzi al mattino qualche matto e ci spieghi che l’assassinio riguarda gli altri ma non la nostra persona.

Bovio ha ucciso una persona, un figlio di Dio ed è condannabile, non giustificabile.

Adesso passiamo al lato morale.

Bisogna capire chi attua un suicidio? e perch√®? in nessun caso secondo me, ma meno che mai quando egli lascia in vita i suoi parenti, i suoi amici, le persone che gli hanno voluto bene. Non √® che debba uccidere anche loro, ma l’eredit√† √® pesante perch√® si tratta di dolore.

Un marito che se ne va per sempre può infliggere disperazione nella moglie e nei figli, e così un padre, una madre, un figlio nei suoi familiari e compagni di scuola. Questa semplice constatazione ci fa capire che non siamo liberi di fare ciò che vogliamo: magari solo quando si è soli. Ma esiste davvero una persona che è sola su questo mondo?

cantautori impegnati

Lunedì 9 Luglio 2007

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L’aggettivo ‘impegnati’ associato a cantautori mi ha sempre dato fastidio. Basterebbe dire che non si pu√≤ parlare di chi soffre o emarginato stando comodamente seduti sull’opulenza o dentro il successo, ma √® una funzione che non digerisco in nessun modo quella di fare soldi con argomenti che sono l’esatto contrario della vita che si ottiene.

Poi vorrei passare al lato artistico dove molti si stracciano le vesti per inneggiare a questo o a quel poeta. Molte canzoni sono quasi ridicole, se non scritte in maniera infantile e ignorante. Ma anche qui non voglio infierire e sottolineare solo come le migliori composizioni siano quelle che puntualmente parlano d’amore dove, evidentemente, i suddetti cantautori trovano la pi√Ļ profonda ispirazione.

Che dovremmo dire allora? che sono in contraddizione con sè stessi e con quello che scrivono in maniera impegnata? dico solo che appaiono degli incoerenti e questo basta ed avanza per definirli.

il pesciolino

Martedì 3 Luglio 2007

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Un anno fa avevo comprato un pesciolino ad una fiera di paese. L’avevo fatto spesso, ma puntualmente i pesci morivano anche se avevano tutte le cure necessario: il cambio dell’acqua ogni mattina, il giusto mangiare, l’esposizione alla luce. Molte volte le mie figliolette, in mia assenza, mettevano altro pan grattato o dello zucchero nell’acqua dove il pesciolino viveva: in un bel boccione di vetro.

Avevo deciso di dare compagnia al pesce che da un anno era con noi, in cucina, su un tavolo quasi acquistato appositamente a farci compagnia soprattutto nelle giornate invernali. Cos√¨ ho comprato qualche settimana fa un altro piccolo pesce e l’ho depositato nella stessa acqua. Virava velocemente, su e gi√Ļ, lui molto pi√Ļ minuto e come un figlio dell’altro esserino, nel loro mondo trasparente. Tutto sembrava a posto e quasi c’eravamo gi√† abituati alla presenza congiunta dei due ospiti. Ma una mattina di pochi giorni fa erano entrambi galleggianti, senza vita, sul pelo dell’acqua.

Non so se il piccolo aveva qualche malattia che ha contagiato anche il grande uccidendolo, ma pare strano che abbiano scelto lo stesso giorno e lo stesso orario per andarsene silenziosamente. Forse non lo sapr√≤ mai, come tanti misteri della nostra vita, ma almeno un piccolo ricordo l’avr√≤ su questo mio blog.


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