Casa dolce casa
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Archivio di Febbraio 2007

possibile tanti compiti a casa?

Martedì 27 Febbraio 2007

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Mia figlia studia troppe ore al giorno: fa solo la prima media! Così mi sono incuriosito a controllare quanti compiti le fossero stati assegnati. Ed ecco qua il risultato. Lo ricopio dal suo diario.

“Scegliere una canzone, scriverla sul quaderno, numerare i versi, le rime, le strofe. Individuare il ritornello. Un commento sulla canzone. Esercizio pag.144 n.12 pi√Ļ coniugare il verbo della prima frase in forma attiva, passiva e riflessiva per tutti i modi e i tempi. Analisi grammaticale dei verbi.”

Questi sono i compiti solo di italiano, figuriamoci poi il resto. Praticamente per coniugare il verbo in tutti i modi ed i tempi, un’altra volta (difatti non √® la prima che vengono assegnati esercizi che ricordano le pagine di aste di un millennio fa… alle elementari), ci mise pi√Ļ di tre ore. Lei termin√≤ alle 10 e mezza di sera, si ferm√≤ solo per mangiare e cenare, dal momento che torn√≤ a casa da scuola.

Questo lo chiamo mancanza di rispetto umano per gli altri, altro che scuola. Dunque non ci meravigli di tutte le stupidaggini che ogni tanto appaiono sui telegionali relative al mondo della scuola di oggi.

la professoressa che taglia la lingua

Martedì 27 Febbraio 2007

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Una nuova notizia quasi incommentabile scuote ancora il mondo malato della scuola. Che poi si dica che sono casi sporadici mi viene da ridere pensando a quanti fatti, davvero poco edificanti, avvengano oggigiorno nella scuola italiana.

Questa volta non si tratta di una molisana, come qualcuno si lasci√≤ sfuggire all’epoca dello scandalo in Lombardia, ma potremmo essere, sempre per qualcuno, alle solite perch√® si tratta di una siciliana di Barcellona (non la citt√† spagnola). Il che non vuol dire proprio nulla per nessuno e non √® proprio il caso, in questi frangenti di voler dimostrare l’indimostrabile sentimento del razzismo da quattro soldi.

Questa insegnante ha tagliato la lingua ad un bambino troppo vivace, nel vero senso della parola: con le forbici.

A dire il vero non mi meraviglio pi√Ļ di nulla un p√≤ per l’et√† matura che ritengo di avere, un p√≤ per la frequenza con cui avvengono fatti di uno squallore unico e di una totale assenza di cultura.

La scuola non √® l’isola felice che ho lasciato tanto tempo fa come studente prima e come professore poi. E’ una zona franca dove avvengono le peggiori mancanze di rispetto tra presidi e professori e viceversa, tra professori e alunni e viceversa.

So di ragazzi che fumano in classe ai primi anni del liceo, di professori che tirano calci e pugni ai propri allievi, di professoresse che urlano frasi scorrette ai genitori o concetti schifosi ai loro bambini. Non parliamo di gesti e comportamenti proprio dentro il codice penale. Ma quando il capo dell’istituto agisce come se si trattasse di casa propria, scambiando la nuova normativa scolastica come un lasciapassare per fare ci√≤ che si ritiene giusto, senza avere alcuna remora di infrangere le pi√Ļ elementari leggi del rispetto umano, che c’√® ancora da meravigliarsi!?

Il tutto parte da chi dirige. Ognuno chieda ai propri figli in età scolare per rendersene conto. I cronisti della TV si astengano dal dire che si tratta di pochi casi sporadici altrimenti devo pensare che, o sono in malafede, oppure sono degli emeriti ignoranti (participio presente del verbo ignorare) anche loro.

Un tempo la scuola era denominata “rifugium peccatorum” (il rifugio dei peccatori), a torto o a ragione, ma ora mi sembra proprio che si tratti di un’area senza regole e leggi.

come fare per rimediare alle maniglie che perdono le viti

Sabato 24 Febbraio 2007

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Succede molto spesso che le maniglie delle porte si svitano da sole a forza di essere usate per aprire e richiudere gli infissi. In effetti la torsione che subiscono, seppure assorbita dalla molla e del giunto a cerniera, diviene ogni volta un piccolo sforzo che agisce sulle viti che tangono fissa la maniglia alla porta e sulle viti che tengono fissa le due maniglie al perno centrale della serratura.
Allora le maniglie che hanno questo piccolo perno a vite, in genere nella parte sottostante per non essere visibile, lo perdono perchè esso si svita senza che ce ne accorgiamo (e poi va a finire inconsapevolmente nella spazzatura). Nelle porte costruite con legni teneri (pino, abete e simili) le viti di fissaggio della maniglia suboscono la stessa sorte: ogni tanto bisogna riavvitarle perchè, per lo stesso motivo tendono ad allentarsi.
Come rimediare?
O ci si arma di buona pazienza ed ogni tanto si controllano queste benedette viti, oppure quando esse si sono perse o si svitano troppo velocemente bisogna cambiarle. I piccoli elementi di fissaggio della maniglia al perno della serratura possono anche essere sostituiti (se ne trovano in commercio di simili), le viti di fissaggio alla porta vanno cambiate con viti pi√Ļ lunghe (e il problema si nrisolve una volta per tutte).

Matteo Arpe resta amministratore delegato di Capitalia

Giovedì 22 Febbraio 2007

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La notizia pu√≤ essere commentata come si vuole dopo i litigi tra Geronzi, presidente di Capitalia ed il giovane a.d., per√≤ vi √® da dire una cosa sicuramente importantissima. E’ mai possibile che ancora non si riesca a capire che i panni sporci si lavano in famiglia? Allora, invece, che cosa √® successo?

Dopo tanto clamore inutile, e direi quasi da bambini, il risultato √® che qualche operatore di borsa ci ha rimesso un bel p√≤ di quattrini se √® vero che Capitalia quotava tranquillamente almeno 7,06 euro prima della notizia della prospettata revoca all’amministratore delegato del mandato e poi era scesa fino a 6,54 euro! Certo, √® risalita alla notizia delle pubbliche scuse di Arpe a Geronzi, ma chi ha perso non riguadagna il proprio capitale.

Allora vorrei sapere chi paga questa frana rapida delle azioni in borsa e se è stato tutto lecito, legittimo, corretto. Non si scherza con i soldi degli altri e chi amministra una banca dovrebbe saperlo.

fiumi di parole in politica

Giovedì 22 Febbraio 2007

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Mi ero ripromesso di non parlare di politica in questo blog pensando che comunque si tocca un nervo scoperto di qualunque persona ed il lettore potesse rimanere scontento delle mie idee. Non perch√® ognuno non ne possa avere delle proprie, ma perch√® spesso ci si dimentica che i nostri pensieri sono “propri” e non appartengono agli altri e viceversa. Ricordo in particolare il mio professore di matematica al liceo che rispondeva cos√¨ quando gli chiedevamo (anche un p√≤ per avere quella risposta che, ormai, era diventata proverbiale in tutto l’istituto):

- Professore, ma che cosa è la politica?

Lui, serio, ci guardava con un velo di malinconia negli occhi, come se gli fosse successo qualcosa che avesse a che fare con quel tema, e rispondeva dopo un attimo:

- …√® una cosa sporca.

Voglio dire, per√≤, che almeno la coerenza sia una dote da possedere ad ogni costo, in qualunque partito si militi. Anche a costo di andare contro le direttive interne: penso che sia pi√Ļ importante rispettare la propria coscienza che forzare i propri sentimenti ed idee per viaggiare verso posizioni che non si sentono “proprie”.

Dunque mi voglio augurare che anche ci√≤ che possa sembrare un male o che genera un’apparente scompaginazione di assetti di ogni tipo possa invece essere l’inizio di una fase di libert√† di pensiero. Diversamente si deve parlare di poltrone, di denaro, quello sporco denaro, che determina troppo spesso le coscienze ed i comportamenti vili.

il vaglia postale va a piedi

Mercoledì 21 Febbraio 2007

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Non riesco a capire per quale motivo quando spedisco¬† un disco dei mie software contrassegno il vaglia mi arrivi dopo¬† 15 giorni. Ho anche scritto alle Poste Italiane, ma nessuna risposta. All’Ufficio Postale da cui spedisco mi rispondono che non √® colpa loro. Ma ci sar√† qualcuno capace di fornire una degna rispsota all’argomento. I soldi, pure pagati dal¬† cliente dopo un paio di giorni, fanno il giro d’Italia: Roma , Collecchio,¬† e poi qui da me.

Inoltre non è chiaro, se io chiedo di avere una certa somma, per quale motivo mi giungano sempre due o tre euro in meno. Insomma le Poste Italiane cercano ci andare dietro agli eventi, ma arrancano, non sopportano la velocità della tecnologia e non riescono a starne dietro.

Invito tutti a farsi una banca online e a lasciare al suo destino la posta tradizionale, anche se si vuole trasformare in una sorta di banca: tempi lunghissimi per tutto.

motori in casa

Mercoledì 21 Febbraio 2007

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Solo se proprio non se ne pu√≤ fare a meno, ma √® molto meglio evitare motori di qualunque genere in casa. Il motore della lavastoviglie e della lavatrice o del frigorifero sono ineliminabili, come quello della caldaia per il riscaldamento. Ma se pensi di usare termoconvettori con ventole varie, aspiratori, condizionatori di vario tipo che hanno dei motori elettrici deevi sapere che, con il tempo, iniziano rumori di ogni tipo. I materiali con il caldo ed il freddo cambiano le proprie dimensioni, seppure in modo infinitesimo, ed iniziano le vibrazioni. La polvere, il grasso, l’usura dei componenti meccanici cominciano a provocare fastidi che non saranno pi√Ļ sopportabili.

Quando si può scegliere, naturalmente, è meglio orientarsi su metodi e sistemi che non hanno, almeno nella zona in cui si abita, dei motori elettrici. Ricordati che essi solo inizialmente sono silenziosi.

il padre congelato nel freezer

Martedì 20 Febbraio 2007

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E’ una storia incredibile quella del tizio che ha tenuto congelato il padre morto nel freezer di casa per sette anni! Verrebbe da riderci sopra se non fosse un dramma probabilmente della stupidit√† umana, della cupidigia del denaro. Difatti il figlio riscuoteva pacificamente, secondo lui, le pensione del pap√† che aveva anche un buon assegno mensile per via dell’accompagmamento. Mi viene in mente la frase che mi ripetevano alcuni miei parenti: “la pensione √® la rovina della gente”.

Con tutto il rispetto per l’anima del poveretto anziano padre (ma i parenti non si chiedevano quanti anni avesse visto che gi√† era oltre i novanta quando l’avevano visto per l’ultima volta?) mi viene spontaneo da chiedermi cosa il figlio avesse risposto agli amici che domandavano notizie del padre:

- Come sta tuo padre?

- Sta bene…

Che razza di coraggio!

le frittelle sottilissime

Martedì 20 Febbraio 2007

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Queste frittelle si fanno usando farina, uova, burro, zucchero, vino bianco e un pizzico di vaniglia e di sale. Il segreto sta nella sfolgia che deve essere molto sottile.
Le proporioni sono: 250 grammi di farina, un uovo, 100 grammi di burro, 4 cucchiai di vino bianco o di vermouth (o di un superalcolico bianco, altrimenti vengono scure dopo la cottura), 1 cucchiaio di zucchero (se piacciono pi√Ļ dolci si pu√≤ aggiungere un altro mezzo cucchiaio), la scorsa grattugiata di un limone. L’alcool sar√† necessario e sufficiente per creare un p√≤ di lievitazione e di bollicine nella pasta al momento della cottura.
Si procede mescolando la farina con l’uovo e aggiungendo un p√≤ per volta gli altri ingredienti. Meglio se si impasta a mano e poi si lascia riposare coperta la pasta a forma di palla con un canovaccio, per un’ora.

Si passa quindi alla stenditura della pasta con la macchina (col matterello ci vuole troppo tempo). La sfoglia deve essere sottilissima, a piacere, ma √® meglio la pi√Ļ sottile possibile per la resa e l’aspetto finale.

Si fanno delle strisce lunghe, sempre con con la macchina, e si tagliano a romboidi di circa 6 o 7 centimetri di lato, praticando un foro, con la rotellina o con il coltello, al centro. Si risvolta un angolo infilandolo dentro il buco e tirando dall’altra parte: una farfallina √® il risultato finale, ma si possono anche fare dei semplici cerchi con il bicchiere o dei quadrati sempre con la rotellina o delle striscioline lunghe (non troppo per avere una cottura uniforme). In questa fase ci vuole un p√≤ di pazienza perech√® la sfoglia si attacca l’una sull’altra parte della forma della frittella.
La frittura in olio ben caldo pu√≤ essere fatta per circa un minuto girando una volta soltanto ogni frittella e cuocendone 4 o 5 per volta. E’ meglio fessere in due in modo da friggere in continuazione: uno mette le frittelle nell’olio ed un altro le toglie poggiandole su un foglio di carta assorbente e cospargendole di zucchero a velo (con un colino a rete).

Il prodotto finale, molto appetitoso e che sar√† come le ciliegie (l’una tita l’altra), pu√≤ essere sufficiente per quattro persone, per una buona mangiata.

non tingere le porte, i balconi, le finestre

Lunedì 19 Febbraio 2007

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La scelta del colore degli infissi non si pone quando il materiale è il legno e questo per un motivo logico e di linguaggio architettonico. Il primo consiste nel fatto che il legno è bello come è e va soltanto protetto con vernici trasparenti adeguate, mentre è necessario sempre che sia visibile nella sua natura. Nessun colore dunque per coprire ciò che si deve, invece, vedere.
Il secondo riguarda la forma: questa pu√≤ essere di tipo geometrico (il principio di comporre secondo modelli della geometria, allora serve il colore), oppure di tipo materico (il principio di comporre utilizzando le caratteristiche del materiale) ed in questo caso, il nostro, non √® lecito nascondere il materiale stesso con cui l’oggetto √® costruito.
Qualcuno fa tingere color castagno infissi in quercia: un’assurdit√†, come quella di verniciare con tinte tipo legno materiali che legno non sono (come alluminio, ferro, cemento ed altro).
La logica appartiene al ragionamento, il suo contrario √® l’ignoranza, ammessa solo in coloro che non sono tenuti a sapere, ma non ammessa nel tecnico progettista.


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