Casa dolce casa
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Archivio di Ottobre 2006

le tasse e il fisco

Martedì 31 Ottobre 2006

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A tutti pare logico che bisogna pagare le tasse per far funzionare la mchhina dello Stato e nessuno vuole confutare questo principio. Però vorrei far notare che il fisco non considera per nulla come si ottiene il guadagno nè, tantomeno, in quanto tempo di lavoro e faccio un esempio.

Un professionista che in un’ora di lavoro incassa 500 euro ed un altro che guadagna la stessa cifra lavorando 12 ore, nello stesso giorno, a fine giornata pagherebbero le stesse tasse, a parit√† delle altre condizioni. Cio√® il primo avrebbe lavorato solo una piccola parte del tempo del secondo.

Non vi pare che il secondo sarebbe stato penalizzato occupando una gran parte della giornata per lavorare e produrre? In caso di crisi di qualunque genere, del mercato della zona, di leggi che possano ridurre la possibilità di lavoro, di malattia o altro, mentre il primo professionista (ma anche artigiano) potrebbe contare su un minimo impegno per recuperare, il secondo dovrebbe applicarsi con maggiore attività lavorativa.

La legge fiscale italiana, in questo caso, si comporta ad occhi chiusi senza valutare in alcun modo la volontà, la pazienza, il lavoro, il tempo.

Se invece di 500 euro al giorno si trattasse di soli 100 euro chi dei due dell’esempio potrebbe essere costretto ad evadere?

come partecipare a San Remo

Martedì 31 Ottobre 2006

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Non è una cosa semplice. Basta dare uno sguardo al regolamento pubblicato sul sito della RAI (ed anche questo non è facile perchè per trovarlo bisogna perdere davvero tanto tempo: sono dovuto ricorrere a Google). In pratica la domanda deve essere presentata da una casa discografica in modo che se un autore non è conosciuto da una casa discografica non potrà mai partecipare, nemmeno come musicista.

Allora questo festival è una precisa organizzazione pubblicitaria e molto poco culturale o di costume, ammesso che non si voglia confondere il mercato con la cultura e la civiltà di un popolo. Certo che ci vuole anche tutto questo, ma non al primo posto. Così resteranno nei cassetti le opere di moltissimi artisti che non hanno contratti o conoscenze con case discografiche, etichette e simili.

come scegliere un lampadario

Lunedì 30 Ottobre 2006

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La parola lampadario √® piuttosto antiquata anche se una diversa, come apparecchio illuminante, √® troppo lunga. Ad ogni modo diamo alcune caratteristiche da riguardare nella scelta di un tipo di illuminazion e dell’apparecchio che essa consente.

In primo luogo bisogna valutare che la forma non √® soltanto una questione di stile o di aspetto estetico, ma anche di funzionalit√† e di gestione. Difatti tale apparecchio deve consentire una giusta illuminazione dello spazio che gli compete: se √® ristretto o particolare pu√≤ ottenersi con spot (le lampade che concentrano il fascio luminoso su un luogo preciso, come la scrivania, una porta, una vetrina). Diversamente bisogna pensare ad una luce diffusa diretta o indiretta. Questo secondo caso si ottiene quando il fascio luminoso viene riflesso da una parete (bianca generalmente per evitare l’assorbimento dei raggi luminosi) o da un soffitto. Allora occorre pi√Ļ energia e, quindi, un maggiore consumo.

Si badi bene alla forma del lampadario: se √® troppo complicato potrebbe essere difficoltoso pulirlo, se √® troppo largo mantiene sulla sua superficie troppo la polvere. Il tipo di lampade da usare possono essere ad incandescenza (pi√Ļ vicine alla luce del sole, come tipologia) oppure alogene (hanno bisogno di un vetro di protezione perch√® il quarzo con cui sono fatte lascia passare raggi ultravioletti dannosi per l’occhio. Vi sono anche le lampade a risparmio energetico, ma hanno ancora un aspetto goffo, non sempre partono a dovere con la necessaria quantit√† di luce, costano ancora troppo, anche se recuperano il prezzo iniziale durante la loro vita.

Infine un giusto consiglio tecnico: per illuminare piccoli spazi di lavoro, come per esempio la zona del pc, può essere utile una piccola lampada alogena, anche da 20 watt (meno comunque di 50 watt) e a 12 volts (quindi con trasformatore). Il risparmio è netto, ma anche la resa luminosa è molto adatta e non disturba gli occhi.

come orientare una casa

Lunedì 30 Ottobre 2006

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Gli ambienti di una casa vanno orientati secondo la zona in cui l’abitazione, ma anche un ufficio o altri tipi i edifici, dovr√† essere costruita. Nel caso di regioni molto calde sar√† preferito orientare gli spazi usati di giorno verso nord (e viceversa per quelli usati di notte), mentre sar√† meglio l’orientamento a sud per le regioni fredde.
Gli ambienti, inoltre, devono essere distinti in locali di passaggio o di utilizzo breve (come le scale, gli ingressi, i servizi igienici) da quelli in cui l’uso si protrae nel tempo (come i soggiorni, la cucina, le camere da letto). Per i primi la scelta dell’orientamento non √® cos√¨ importante come per i secondi per cui bisogna prima sistemare la distribuzione interna di questi ultimi. Quando si hanno clienti che richiedono particolari esposizioni dei fronti della casa sar√† opportuno comporre la pianta in modo che a nord (per esempio, considerando la zona fredda) non vi siano fronti diretti, ma inclinati di circa 45¬į. In questo modo il sole entrer√† nelle aperture (finestre e balconi) che sono poste lateralmente ai raggi, anche se questi non saranno diretti, ma di profilo.

Blatter vada via!

Domenica 29 Ottobre 2006

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Non so come chiamare questo signore: se maleducato, se incoerente, se ignorante (participio del verbo ingorare). E comincio proprio da qui. Lui dice che l’Italia ai mondiali di calcio in Germania non meritava i quarti di finale perch√® il rigore contro l’Australia fu frutto di un errore arbitrale. Ebbene chi doveva accedere ai quarti l’Australia che stava pareggiando?

Blatter sei un razzista!

Vediamo perch√® √® un ignorante. Il calciatore australiano, che frana su Grosso impedendogli di andare avanti (gi√† di per s√® √® un rigore impedire una conclusione a rete all’avversario, diversamente si premierebbe chi procura un danno), alza il gomito sinistro quando si accorge che Grosso sta per scavalcarlo. Questo movimento impedisce alla gamba del nostro calciatore di superarlo: come si chiama tutto ci√≤? Lo dica Blatter che si dovrebbe vergognare per il suo ruolo e che getta, invece, ombre e dubbi sul calcio. Se non vado errato ci fu anche un’inchiesta sul suo operato qualche anno fa….

Non gli √® bastata la vergognosa sua assenza alla premiazione dell’Italia. La nostra squadra ha vinto perch√® √® stata la pi√Ļ convinta di poter fare bene, ha giocato con attenzione e il suo allenatore (che non mi √® sempre piaciuto per il suo modo di agire non sempre signorile verso gli altri), ha guidato con saggezza e bravura la nostra nazionale.

Il campionato del mondo di calcio lo ha vinto chi lo meritava, a meno che non vogliamo tornare sul fatto del lupo¬† e l’agnello di Zidane e Materazzi: tanti anni fa i Rokes cantavano “Bisogna saper perdere”. La dedico anche al signor Blatter.

Vuoi vedere che il nostro “blaterare”, ossia dire sproloqui, derivi proprio da lui!!!

le parcelle degli avvocati

Venerdì 27 Ottobre 2006

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Quando vedo i films americani dove gli avvocati vengono pagati in modo astronomico mi viene in mente che forse non si tratti di un pagamento per un lavoro svolto, ma quasi una vincita, come in borsa. In Italia succede un p√≤ meno, ma noto che le parcelle lievitano sempre pi√Ļ. Suggerisco di evitare le cause e gli avvocati per quanto possibile: le cause si sa come iniziano, ma non si sa come vanno a finire e spesso si perde pur nella ragione.

Una soluzione buona è quella di girare in internet alla ricerca di ciò che serve e poi decidese anche se servirsi di siti, come questo, che forniscono consulenze, per poco denaro: ormai si può dire perchè i minimi di tariffa professionali sono stati aboliti. Figuriamoci cosa accadeva prima: chi lavorava molto, soprattutto con enti pubblici, non solo non consentiva agli altri tecnici di lavorare, ma erano anche protetti per un lauto compenso dalla legge. Almeno ora esiste un minimo di concorrenza ed i prezzi delle consulenze, che è quello che interessa i clienti, sono scesi.

hai le mele?

Giovedì 26 Ottobre 2006

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Credevo che la mia amica, arrivata di corsa a casa mia, volesse davvero le mele, la frutta insomma. Ma non riuscivo a capire con precisione il motivo tecnico di questa richiesta, anche urgente. Il segreto mi fu svelato quando riuscii a capire che si tratta dell’email, la posta elettronica ovvero l’indirizzo di posta elettronica. Difatti doveva ricevere alcuni dati dalla Telecom e non potevano comunicare perch√® il telefono era guasto.

Così fornii le MELE (quasi la stessa pronuncia) a lei che se ne andò soddisfatta.

La cosa strana √® che lei sapeva leggere bene il simbolo @ (lo lesse “chiocciola”).

la tassa sui guadagni di borsa

Giovedì 26 Ottobre 2006

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Adesso la tassazione sulle rendite ottenute dalla vendita dei titoli di borsa è passata dal 12,5% al 20%. Si dice che ovunque si paga questo tipo di tassa e che altrove è anche superiore alla nostra. Può anche essere, ma mi preme fare questo ragionento logico. Se si hanno delle perdite esse possono essere defalcate solo entro 4 anni, sempre che ci siano dei guadagni da compensare. Quando si guadagna, invece,si paga sempre. Potrebbe dunque verificarsi che un trader abbia delle perdite che non riesce a scorporare dai guadagni entro un certo periodo (almeno, appunto, 4 anni). Poi abbia dei guadagni che, però, non sono superiori alle perdite avute in precedenza. Il risultato è una perdita complessiva, ma per lo Stato si calcola il guadagno degli ultimi 4 anni e le perdite precedenti non contano. Il trader pagherà una certa tassazione del capital gain fittizio.

Continuando per un pò di anni così potrebbe verificarsi che egli resti senza soldi ed avrebbe pagato tasse su guadagni inesistenti. Sarebbe stato tassato un poveretto, altro che rendite finanziarie.

Per questa ragione ritengo la tassazione dei titoli di borsa inadeguata ed ingiusta, così come è formulata attualmente.

Verdone

Mercoledì 25 Ottobre 2006

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Il comico romano mi √® sempre piaciuto, ma devo riconoscere che da un p√≤ di anni ha perso lo smalto che aveva un tempo. Quando vengono trasmesse di nuovo le sue comiche, parlo di qualche decennio fa, si nota subito la differenza con l’attuale modo di recitare: allora era irresistibile Carlo Verdone.

Sarà un processo naturale della vita di pesronaggi dello spettacolo, ed in particolare dei comici, perchè si può assistere allo steso deterioramento artuistico anche in altri attori ed anche di altre epoche di altri luoghi.

Comunque ciò è stato registrato resta nella storia dello spettacolo e della cultura.

troppi soldi per alcuni

Martedì 24 Ottobre 2006

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Non mi è mai stato simpatico chi guadagna soldi facilmente, forse perchè io li ho sempre sudati, o perchè avverto una specie di ingiustizia sociale pensando a coloro che sono senza lavoro o soffrono ristrettezze economiche, anche in silenzio.

In questo momento mi viene in mente quando guadagna un notaio del Trentino (media anno 2005 secondo il fisco): oltre 900′000 euro. Esattamente quasi due miliardi l’anno delle vecchie e amate lire. Il cronista di questa notizia diceva che c’era una discrepanza con i notai della Lombardia che arrivavano, invece, a soli 600′000 euro.

A me, che pure sono un libero professionista, non pare giusto che un laureato possa arrivare, con il suo ufficio (per grande che possa essere) a mettere insieme tanto denaro in un anno: poi quale sarebbe questo grande impegno professionale del notaio? Percentuali da capogiro per scrivere un atto, fotocopia di tanti altri.

Ritengo anche che non sia un comportamento cristiano, anche se la legge lo ammette. Chi se ne frega delle leggi se esse sono ingiuste!

Mi schiero dalla parte degli umili, di coloro che vivono onestamente e dignitosamente, non lasciandosi prendere dalla bramosia del denaro che non ha mai portato con certezza la felicità. Questa è determinata prima di tutto dalla tranquillità, quella verso sè stessi e verso gli altri, che non si compra, non è in vendita e va cercata nella propria coscienza e nel proprio cuore.


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