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	<title>casa dolce casa</title>
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	<description>software, servizi, informazioni sull'edilizia e la casa</description>
	<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 12:42:29 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;algoritmo Panda</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 12:40:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;entrata in vigore del nuovo algoritmo di Google si contano diverse vittime del nuovo modo di presentare le ricerche sul web. Panda, da agosto 2011, ha modificato la scala dei valori dei siti. In particolare si dice che abbia penalizzato tutti quelli che hanno, al loro interno, argomenti duplicati. Che significa? Che chi copia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;entrata in vigore del nuovo algoritmo di Google si contano diverse vittime del nuovo modo di presentare le ricerche sul web. Panda, da agosto 2011, ha modificato la scala dei valori dei siti. In particolare si dice che abbia penalizzato tutti quelli che hanno, al loro interno, argomenti duplicati. Che significa? Che chi copia non è degno di essere premiato nei risultati di ricerca del motore di Google. E la cosa detta così, potrebbe apparire giusta. Ma bisogna fare alcune considerazioni che gli americani, in genere, non sono abituati a valutare.</p>
<p>Prima di tutto il servizio di Google, la cui fortuna dipende dai siti, (se non ci fossero, non avrebbe senso nemmeno il motore di ricerca più famoso al mondo), è un comodato d&#8217;uso per chi fa ricerca nella rete e per chi pubblica un sito. Dunque non si paga nulla per avere e per dare informazioni. Ma il mezzo non ha il diritto di far crescere, secondo le sue leggi, un apparato che dà anche lavoro a chissà quanta gente e poi modificare le stesse leggi. Quando? Solo dopo che ha acquistato potere. Ecco.</p>
<p>Ossia, le modifiche, se servono a un migliore utilizzo della rete, ben vengano, ma non con la rapidità di una mannaia che scende senza ritegno su chi capita nei pressi. E mi spiego anche meglio. E&#8217; giusto far perdere posti di lavoro a siti che vedono crollare le visite, e quindi la pubblicità che è l&#8217;unica, o quasi, fonte di sostentamento degli stessi, nel giro di un giorno solo? Dal momento che è entrato in funzione il famigerato Panda? E quale sarebbe questo diritto? Che il motore di ricerca di Google è di proprietà privata? E allora che non usasse i siti del mondo. Invece ciò che serve a lui va bene, il resto sono affari degli altri!</p>
<p>Il problema, a questo punto, riveste un carattere di natura politica. Come Bill Gates non può avere in mano i destini del pianeta ugualmente il colosso Google non può esercitare il suo dominio persino nel decidere chi debba salire e chi scendere nei risultati di ricarca del proprio motore. Quando si raggiungono altissime vette bisogna rendere conto alla comunità. Il monopolio è una pessima cosa.<br />
Si diceva comodato d&#8217;uso. Ma esso è reciproco che anche Google usa, gratuitamente, i siti pubblicati.</p>
<p>Insomma, il miglioramento dei risultati di ricerca non può essere controllato come se si trattasse di un gioco. Nè si possono penalizzare siti che abbiano copiato in modo assoluto. Le leggi, per esempio, dovrebbero essere soltanto pubblicate dagli apparati dello Stato? Nessuno dovrebbe copiare, con il copia e incolla, che non ha nulla di strano in questo caso, le normative e inserirle nel proprio sito? E se non è un servizio, a esempio un sito che tratta di alimentazione, pubblicare leggi sull&#8217;argomento, tutte riunite per il vantaggio di chi le cerca che cos&#8217;è?</p>
<p>Chiedere a Google che ha studiato un algoritmo misterioso, come spesso gli succede. E basta controllare con una parola qualsiasi sul suo motore per verificare che non è affatto vero che i primi risultati siano i migliori.</p>
<p>E, ammesso che così fosse, basterebbe chiudere la maggior parte dei siti, che sarebbero più che sufficienti solo poche migliaia al mondo. Non è così?
</p>
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		<title>Zanna bianca di Jack London</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 13:40:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un libro che è un capolavoro della letteratura mondiale. Come vede il mondo un canelupo, gli dei, gli uomini bianchi ai quali bisogna ubbidire. E la sua natura selvaggia.
Il romanzo fu scritto prima dei trent&#8217;anni dell&#8217;autore, visto che fu pubblicato nel 1906 e lui era nato nel 1876. Per questo molto interessante per maturità e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro che è un capolavoro della letteratura mondiale. Come vede il mondo un canelupo, gli dei, gli uomini bianchi ai quali bisogna ubbidire. E la sua natura selvaggia.</p>
<p>Il romanzo fu scritto prima dei trent&#8217;anni dell&#8217;autore, visto che fu pubblicato nel 1906 e lui era nato nel 1876. Per questo molto interessante per maturità e ambiente, anche psicologia, seppure sia solo descritta e non approfondita come per gli umani. Dalla parte del cane, come disse mia figlia di 12 anni quando lesse il racconto. Ed è proprio così che questo libro si è conquistata la fama mondiale che ammassò nelle tasche di Jack London quel milione di dollari che lo avrebbe portato, credo, alla fine, al suicidio. Se è vero che la sua vita cambiò e nella sua stessa intensità divenne tragica. a soli quarant&#8217;anni.</p>
<p>Ci resta questo scritto, non eccelso come storia, ma immenso come approccio al modo di raccontare. Divino, direi, nella selva di romanzi da quattro soldi che ci sono oggi. Zanna bianca resiste da un secolo e il suo insegnamento è tuttora valido.
</p>
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		<title>Le scarpe rotte della regina Elisabetta</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 12:34:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa la tv, non ricoredo se di Stato o privata, ha mostrato la regina Elisabetta seduta e con le scarpe che mostravano il fondo consumato. A detta del giornalista, difatti, c&#8217;era un foro che mal si addiceva a una persona di quel rango. Mi sono ricordato, (si fa per dire), che ho passato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa la tv, non ricoredo se di Stato o privata, ha mostrato la regina Elisabetta seduta e con le scarpe che mostravano il fondo consumato. A detta del giornalista, difatti, c&#8217;era un foro che mal si addiceva a una persona di quel rango. Mi sono ricordato, (si fa per dire), che ho passato una vita a vendere scarpe e anche ad aggiustarle, oltre che a consumarle con i miei piedi. Così ho dato uno sguardo ai mocassini di pecary che indosso tutte le primavere e gli autunni da almeno vent&#8217;anni a questa parte, fatti di viaggi per le strade del mio paese. Certo consumate in una porzione centrale della suola destra, (e prontamente riparate), ma non nere, come il cronista sostena che fosse il foro della regina. Ossia le scarpe hanno un&#8217;intersuola che divide il battistrada dal plantare interno. E non voglio credere che una regina abbia scarpe di qualità tanto inferiore da esserne sprovviste. perciò la suola non è mai nera, tutt&#8217;al più del colore della pelle dell&#8217;animale.</p>
<p>Insomma quella macchia scura sotto la scarpa di Elisabetta d&#8217;Inghilterra non era altro che una zona colorata, non un buco dovuto al consumo del materiale (le calze erano trasparenti e non nere). Inoltre questa vecchietta, che così bisogna chiamarla, come poteva consumare un paio di scarpe se io, che non ancora mi reputo vecchio e non lo ero vent&#8217;anni fa, non sono riuscito a provocare un foro di uguali dimensioni? Che la suola di colei fosse meno robusta rispetto alla mia? Non ci credo.</p>
<p>Mio zio, prima di provocare un simile buco, tenne le scarpe ai piedi per cinquant&#8217;anni, e lui sì che camminava come la regina: poco e piano.</p>
<p>Questo per evitare che si rida dove non esiste e si getti fango dove non è mertitato. Che chi vuol far ridere ha altre strade, se ne è capace.</p>
<p>Viva la regina!
</p>
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		<title>L&#8217;ombra di Edgar</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 13:52:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un libro di Mattew Pearl, che nel dialetto di Milano potrebbe anche indicare, con una buona approssimazione, il valore dello scrittore. No, perché il romanzo è piuttosto noioso nonostante la moltitudine di avvenimenti che sanno parecchio di storia a fumetti e molto poco di letteratura. Poi una investigazione sulla morte del povero Edgar Poe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un libro di Mattew Pearl, che nel dialetto di Milano potrebbe anche indicare, con una buona approssimazione, il valore dello scrittore. No, perché il romanzo è piuttosto noioso nonostante la moltitudine di avvenimenti che sanno parecchio di storia a fumetti e molto poco di letteratura. Poi una investigazione sulla morte del povero Edgar Poe che morì in circostanze non chiare sembra come se si scavi nella melma che ricade, appena quella si sposta dal fosso. Tanto che alla fine il Pearl deve fare una serie di salti mortali per spiegare. Per giungere a una qualche conclusione. Ma quanto sforzo!</p>
<p>Il linguaggio non è particolarmente affascinante e il racconto spesso confuso e pesante. Probabilmente avrebbe voluto farne un film di azione, ma scrivere una storia è un&#8217;altra cosa da una sceneggiatura. Insomma ho finito di leggere questo libro per vedere dove voleva arrivare il suo autore. Da nessuna parte: voto mediocre.
</p>
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		<title>Zibaldino di Leonardo Cammarano</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 11:04:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando s&#8217;incontrano nuove persone è difficile pensare che siano di quelle che, nella vita, si possono contare sulle dita di una mano: uniche. Perciò Leonardo Cammarano, data anche la sua estrema umiltà, si nascondeva tra i sorrisi e le parole. Poi mi ha regalato un suo libro: ZIBALDINO. Che ho letto con grandissimo piacere. Ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando s&#8217;incontrano nuove persone è difficile pensare che siano di quelle che, nella vita, si possono contare sulle dita di una mano: uniche. Perciò Leonardo Cammarano, data anche la sua estrema umiltà, si nascondeva tra i sorrisi e le parole. Poi mi ha regalato un suo libro: ZIBALDINO. Che ho letto con grandissimo piacere. Ed allora è venuta fuori la sua fantasia, la sua ironia, la sua vasta cultura e non solo la sua filosofia. Ma soprattutto la saggezza di chi ha attraversato il tempo e, dice lui, non se n&#8217;è accorto. E allora la meraviglia che un simile personaggio, che lo abbia avuto vicino pichi chilometri, lo abbia conosciuto solo adesso che anche io mio avvio alla vecchiaia.</p>
<p>Il suo libro è meraviglioso, scritto con penna leggera e scorrevole, precisa, arguta, comica, artistica. Perché Leonardo è un pittore e sa dipingere anche con le parole.</p>
<p>Da leggere. Ottimo.
</p>
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		<title>La sorella di Mozart</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 12:30:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il romanzo, scritto da Rita Charbonnier, italianissima, parla della vita della sorella del grande musicista e di come sia rimasta nell&#8217;ombra nonostante abbia avuto un talento musicale grandissimo. Non sappiamo se migliore del fratello più conosciuto o se, magari, fosse stata lei stessa che scriveva gli spartiti suonati da lui.
Il libro è scritto con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il romanzo, scritto da Rita Charbonnier, italianissima, parla della vita della sorella del grande musicista e di come sia rimasta nell&#8217;ombra nonostante abbia avuto un talento musicale grandissimo. Non sappiamo se migliore del fratello più conosciuto o se, magari, fosse stata lei stessa che scriveva gli spartiti suonati da lui.</p>
<p>Il libro è scritto con un linguaggio gentile e si respira sempre l&#8217;aria di note e composizioni, fin dalle prime pagine. Una caratteristica non facile da trovare nei romanzi. Ossia che abbiano un determinato argomento e che offrano, al lettore, una coerenza di esso con lo stile e il racconto. Qui avviene. Se ci fosse stata qualche ipotesi, seppure generata dalla fantasia della scrittrice, si sarebbe gustato meglio, ritengo, ma nel complesso la storia e il modo in cui sono presentati appaiono più che positivi.
</p>
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		<title>Software per il poker</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 14:04:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È molto facile trovare giochi di poker da scaricare per la vostra PC. Tutte le poker room italiane offrono dei programmi gratis compatibili con Windows. Ci vogliono solamente cinque minuti per installare il software sul vostro e cominciare a giocare contro altri giocatori. 

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			<content:encoded><![CDATA[<p><font id="tabBobyFont">È molto facile trovare giochi di <a target="_blank" href="http://www.pokerlistings.it/download-poker">poker da scaricare</a> per la vostra PC. Tutte le poker room italiane offrono dei programmi gratis compatibili con Windows. Ci vogliono solamente cinque minuti per installare il software sul vostro e cominciare a giocare contro altri giocatori. </font>
</p>
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		<title>Mille giornate belle</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 16:01:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Te ne accorgi quando non ci sono più, quando appartengono al passato, quello tranquillo e spensierato. Allora le sai esaminare e descrivere come non mai: belle, appunto. E il romanzo si snoda attraversando un&#8217;intera gioventù, fino alla maturità, con qualche rimpianto di uno di noi. Insieme di nuovo, alla fine, amici come sempre.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Te ne accorgi quando non ci sono più, quando appartengono al passato, quello tranquillo e spensierato. Allora le sai esaminare e descrivere come non mai: belle, appunto. E il romanzo si snoda attraversando un&#8217;intera gioventù, fino alla maturità, con qualche rimpianto di uno di noi. Insieme di nuovo, alla fine, amici come sempre.
</p>
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		<title>Una vita in un attimo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:58:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La genesi di questo libro è dovuta a una mia vecchia idea per cui il tempo non esiste. Noi abbiamo sempre la stessa età e cambiano tante poche cose che restiamo sempre uguali, per tutta la vita. In quell&#8217;attimo che si pensa è possibile che scorrano anni e decenni. Così si possono raccontare. Nell&#8217;attimo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La genesi di questo libro è dovuta a una mia vecchia idea per cui il tempo non esiste. Noi abbiamo sempre la stessa età e cambiano tante poche cose che restiamo sempre uguali, per tutta la vita. In quell&#8217;attimo che si pensa è possibile che scorrano anni e decenni. Così si possono raccontare. Nell&#8217;attimo che passa tra la vista di un camion che arriva addosso e il ricordo di quanto trascorso dall&#8217;infanzia a quel punto. Ecco.
</p>
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		<title>Solo e pensoso</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:55:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo romanzo mi venne in mente mentre attraversavo, effettivamente, come raccontato, la strada che da mia madre portava a casa mia. Quando fui assalito da una bufera di neve e non vedevoi nulla intorno e mi sentivo solo al mondo. Che stranezza certe volte fa la neve e il vento. Allora pensai chissà che cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo romanzo mi venne in mente mentre attraversavo, effettivamente, come raccontato, la strada che da mia madre portava a casa mia. Quando fui assalito da una bufera di neve e non vedevoi nulla intorno e mi sentivo solo al mondo. Che stranezza certe volte fa la neve e il vento. Allora pensai chissà che cosa poteva succedermi se, rientrato, non avessi trovato più la mia famiglia&#8230;
</p>
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