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Archivio della Categoria 'Animali'

Perchè mentiamo con gli occhi e ci vergognamo con i piedi?

Mercoledì 29 Ottobre 2008

Il libro di Allan e Barbara Pease è un vero e proprio manuale di intrepretazione dei comportamenti umani. Utilissimo per chi ha a che fare con il pubblico: venditori, politici, rappresentanti, talent scout, ecc. Credevo si trattasse di una cosa leggera, invece qui è vera e propria psicologia. Profondo anche, e un tantino difficile per chi è a digiuno dall’osservazione dei gesti e dei movimenti di chi ci è di fronte, in quanlunque occasione. Difatti non sempre si colgono le miriadi di prove di un modo di pensare. Con questo testo si impara, e vi è anche un test finale per controllare che cosa si è capito. Buono.

Indirizzo email

Lunedì 14 Aprile 2008

Una delle travi che intralciano lo sviluppo e la serietà di internet, perché anche se non pare esso ancora è relegato a qualche cosa da guardare con sospetto, è l’anonimato dell’indirizzo email. Anche coloro che assegnano gratuitamente un tale indirizzo dovrebbero avere i dati esatti del titolare, mediante un sistema che è da studiare, ma non solo con l’attestazione via rete.

Così non esisterebbero tanto facilmente le truffe, i virus, gli sciacalli che si nascondono dietro quel dito della email che poi potrebbe essere scoperto dalla Polizia Postale. Ma proprio questo bisognerebbe evitare: di ricorrere agli organi inquirenti. Allora internet acquisterebbe la verità che ancora non ha: troppa fantasia, irrealtà, stupidità di un mezzo che potrebbe ricoluzionare la nostra società, ma ancora non lo fa.

Ascolta la mia voce

Martedì 12 Febbraio 2008

Il romanzo di Susanna Tamaro non mi pare un buon libro e dico il perchè. In primo luogo ci sono delle affermazioni del tutto fuori luogo sulla Madonna. Ognuno è libero di credere o non credere, ma non è libero di insultare chi crede o la stessa religione. Avrei voluto vedere che cosa poteva capitare alla libera scrittrice se fosse stata tra i musulmani e avesse detto le stesse cose di Maometto.

Comunque, parliamo del contenuto del libro. Una storiella che si può raccontare in un paio di frasi. Niente di avvincente o coinvolgente. Addirittura stravagante quando la protagonista parte all’improvviso e non si sa bene per dove.

Il linguaggio poi presenta una sciocchezza notevole. Qualcuno potrebbe farla passare per una brillante idea o per una licenza poetica, ma ho trovato alquanto fastidioso che si passi con disinvoltura dal verbo presente, o passato prossimo, al passato remoto. Al di là della capacità narrativa di questo espediente, che non vedo affatto, occorre che ci sia la logica nel dire e raccontare, altrimenti ognuno fa quello che vuole. E se è così, anche io dico quello che mi pare.

In definitiva un libro scadente.

Il ragazzo suicidatosi per i punti sulla patente

Lunedì 3 Dicembre 2007

La notizia di oggi riguarda un ragazzo piemontese che è stato trovato positivo ad un controllo della Polizia Stradale ad un controllo alcolico. Il giovane, tornato a casa e temendo di perdere il posto di lavoro, si è suicidato.

Mi chiedo dove sia la giustizia a questo riguardo. Con alcuni amici siamo stati ad una cena fuori qualche giorno fa. Nessuno beveva vino temendo di essere fermati dalla Polizia e di perdere punti dalla patente. Credevo che scherzassero, ma si sono comportati veramente così: quasi non hanno toccato vino, se non mezzo bicchiere. Non dico che bisogna ubriacarsi o cose simili, proprio io che non uso vino a tavola, ma solo che mi sembra che stiamo andando controcorrente per certi versi. La logica ci vuole sempre ed anche nella giustizia, nei controlli, nelle leggi, nelle pene. Bisogna sempre sapere il fine di ogni azione.

Ebbene chi è che non sa la storia del rom ubriaco che è stato condannato a pochi anni di carcere, ma è già fuori agli arresti domiciliari nonostante abbia ucciso 4 poveri ragazzi che andavano sul motorino per loro conto? Allora come la mettiamo? Un assassino, anche se il suo reato è stato giudicato colposo resta sempre un assassino, è comodamente in libertà, anzi adesso fa anche della pubblicità (che bell’esempio di essere vivente!), ed un  ragazzo che può aver anche sbagliato per una sera (ammesso che fosse davvero urbriaco), ma che non ha ucciso nessuno deve pagare con la vita?

I pesi e le misure non sono uguali. Mi si potrà rispondere che chi si suicida è sempre un depresso che aspetta solo la causa scatenante. Ma se andiamo avanti con questi ragionamenti si perde di vista il problema. Questa non è libertà e ordine, ma confusione, contraddizione e disorganizzazione sociale, a tutti i livelli.

Lumumba il musicista

Lunedì 19 Novembre 2007

Sull’assassinio della giovane inglesina a Perugia non avevo mai avuto dubbi sull’estraneità di Lumumba (che mi ricorda un capo di stato africano di alcuni decenni fa). Non ho prove al riguardo, ma, da quello che ho letto, non mi pare proprio che si possa tenere in carcere un ragazzo solo per il fatto che sia stato chiamato in causa da una persona, peraltro ora essa stessa indagata.

Mi chiedo che cosa potesse ricercare un uomo sposato da pochi mesi e con un figlio o figlia di altrettanti pochi mesi. Ma chi è sposato ed ha figli sa che significa avere la compagna vicina da poco tempo? innamoramento continuo, buoni sentimenti, altro che odio e morte. E poi un figlio si sa che è la cosa più bella del mondo che possa capitare nella vita? altro ancora che morte e droga e sesso sfrenato o materiale.

Non ho mai visto nulla di ciò negli occhi di Lumumba che, ne sono certo, quando uscirà pulito avrà anche modo di diventare famoso: ci scommetto. Se è già famosa Amanda che riceve lettere in carcere perchè non lo deve diventare chi è onesto?

Aspettiamo ancora, ma il quadro mi sembra sempre più delineato: l’artefice Amanda, forse drogata quel giorno, con qualcun altro, probabilmente Sollecito è intervenuto successivamente. Non mi risulta che gli universitari puliscano a fondo le proprie abitazioni. Sono stato anche io in quelle condizioni anni fa. Nè mi risulta che le ragazze abbiano tanta voglia di igiene in cucina, ancora meno se penso alla candeggina come detergente o disinfettante per i coltelli. Ma sanno costoro che la candeggina corrode i metalli e puzza terribilmente?

il delitto di Perugia

Sabato 10 Novembre 2007

Come per altre occasioni simili l’assassino vuole addossare la colpa agli altri, si difende anche contro l’impossibile, contro l’evidenza, tira fuori tutto il suo istinto bestiale per salvarsi. Per salvare il suo corpo, ma non la sua coscienza e la sua anima che resterà per sempre sotto il macigno del suo reato.

Chi ha ucciso l’Inglesina? mi pare chiarissimo dai riscontri che finora sono venuti fuori: i due fidanzatini. Probabilmente l’africano c’entra qualcosa, ma non credo che abbia ucciso lui. Nella stanza dell’orrore ci sono impronte riconducibili ai fidanzati e contro Patrick solo la testimonianza (inattendibile per i motivi di cui sopra) dell’americana.

Appena ho saputo del fatto mi sono subito fatto un’idea dell’accaduto: alcool e droga. Sono certo che alla fine sarà questa la causa dell’omicidio.

Il biondino con la spider rossa che uccise Milena Sutter, tanti anni fa ancora adesso che sconta l’ergastolo dice di essere innocente. E’ la logica sciocca dell’assassino. Contro questi mostri che non sono nemmeno lontanamente paragonabili agli animali, molto migliori degli uomini, bisogna solo di parlare di demoni.

Ed anche i genitori talora sbagliano nella speranza di vedere tutto finito e subito. Il padre di Raffaele(il fidanzatino) ha detto che suo figlio si doveva laureare in questi giorni. Non ha pensato che la giovanissima inglesina non si laurerà mai più.

l’omicidio di Bormio

Lunedì 15 Ottobre 2007

Nel nostro ordinamento l’omicidio colposo (art. 589 c.p.), che si configura quando taluno cagiona per colpa la morte di una persona, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Quando l’omicidio colposo è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale (oltre che delle norme sulla prevenzione infortuni sul lavoro) la pena è della reclusione da uno a cinque anni.

In ogni caso si tratta di modesta pena anche per il fatto che il codice penale prevede una diversa fattispecie di delitto quando l’omocidio è ‘intenzionale’.

Tutto ruota intorno a questa interpretazione. Mi voglio riferire all’omicidio del bambino di Bormio, ma anche a quello dell’ubriaco (e drogato) che ha investito un’auto uccidendo un’anziana signora e ferendone altre due.

I legali del minorenne motociclista dice che la stradina dove era in bici il piccolo investito è una strada ‘vicinale’ non vietata al traffico veicolare. Ma questo può bastare a far correre una moto in un viottolo (così lo chiamo viste le ridottissime dimensioni) a fari spenti al buio? e se, invece del bimbo con la mamma, ci fosse stata un’auto ferma in mezzo alla strada, chi sarebbe morto? probabilmente il motociclista stesso che non avrebbe potuto evitare l’impatto violento. Dunque la colpa e grave anche, come dice pure il codice, c’è tutta e non vi sarà mai giustizia se si continua a derubricare il reato in omicidio colposo, molto meno grave del volontario. Un simile comportamento è volontario e ben diverso dall’incidente causato da un evento non prevedibile.

Sarebbe come se in una zona sismica non si costruisse seguendo le normative tecniche adeguate ed il terremoto, poi, causerebbe delle vittime. Si potrebbe mai sostenere che un dato progettista di quelle case crollate non ha responsabilità diretta? e quei morti non sarebbero sulla sua coscienza? o anche qui il fato, la casualità sarebbe la ragione dei morti?

Per l’omicidio volontario il nostro codice penale prevede la pena da 21 anni all’ergastolo. La differenza è notevole, ma non come quella tra il guidare a fari spenti in una stradina vicinale ed il guidare a fari spenti in una pista ciclabile.

Il rom assassino

Lunedì 8 Ottobre 2007

Il rom che ha ucciso quattro ragazzi nelle Marche, mentre viaggiava su un furgone in condizioni di ubriachezza, è stato condannato a 6 anni agli arresti domiciliari. Non mi interessa parlare del Codice Penale e di ciò che prevede in questi casi, ma del fatto che sia stato considerato il reato di omicidio colposo.

Mi viene in mente la storia di un collega architetto che non ricevette una lira da una progettazione di alcuni villini perchè le altezze avrebbero superato quelle ammesse dal Programma di Fabbricazione del comune. Il giudice parlò di colpa e, quindi, nessuna parcella, anzi il tecnico dovette pagare tutte le spese legali. Certo si trattava di una causa civile e, nel caso del rom, di un procedimento penale. Ma il parallelo si può tracciare con facilità: il tecnico, che pure aveva  progettato come le altre case esistenti nella zona, fu condannato perchè avrebbe dovuto sapere …., il rom non avrebbe dovuto sapere che bevendo e riducendosi ad uno straccio poteva combinare guai agli altri. Sarebbe come se un ubriaco uccidesse con una pistola e venisse considerato non del tutto punibile. Perchè questo significa in soldoni ‘omicidio colposo’, aldilà dell’aggettivo che dovrebbe signifcare il contrario. Il diritto in Italia, patria della filosofia di questa disciplina fin dall’antichità, è tutto ’storto’, come mi dice spesso un amico avvocato.

Farebbe più effetto sui giudici se il rom uccideva con una rivoltella o un fucile da caccia? l’autocarro, guidato in stato di ubriachezza è uguale, non cambia niente, diventa uno strumento di morte.

La colpa del rom è stata mentre beveva un bicchiere dopo l’altro, più che mentre guidava ed è per questo che la sua condanna appare, anche a me, completamente ridicola. Come se il fatto che fosse ubriaco lo potesse scagionare in qualche modo. Non credo che sia stata applicata correttamente la legge penale e, qualora lo fosse stata, allora la nostra civiltà è alquanto imprecisa e da riscrivere nelle sue regole.

Solidarietà ai ragazzi morti, ai loro familiari, ai loro amici che hanno perso i compagni più importanti della loro vita: quelli della adolescenza che nessuno ti potrà mai sostituire.

l’omicidio di Garlasco

Martedì 25 Settembre 2007

Dico sempre che quando uccidono una moglie bisogna arrestare subito il marito e quando uccidono una ragazza bisogna prendere subito il fidanzato. Ma tutto ciò è un mio pregiudizio, che mi tengo gelosamente stretto nelle mie convinzioni: è chiaro che occorrono le prove per accusare qualcuno di un reato.

Il fidanzato di Chiara non mi è mai sembrato una persona ‘tranquilla’ come pure si diceva in paese. Bravo a scuola, educato, amorevole e chi più ne ha più ne metta. Impressioni che non significano nulla nella psicologia umana, altrimenti basterebbe vivere un solo anno perchè il resto sarebbe un’inutile ripetizione delle psicopatologie quotidiane esistenti. Invece non è affatto così: proprio oggi ho ascoltato la condanna di un vecchietto di 83 anni a 12 anni di carcere per aver ucciso una rumena, molto più giovane di lui, di cui si era invaghito.

Siamo sicuri che non ci fosse qualche segreto in Chiara o nel fidanzato che, una volta conosciuto dal partner non sia stato accettato? si cerca ancora il movente, ma non è necessario, bastano già le numerose contraddizioni del racconto del giovanotto e poi l’assenza di tracce nel muretto dove avrebbe scavalcato, l’assenza di sangue sulle sue scarpe, il pc che non era stato acceso la mattina del delitto, se non per poco tempo, la presenza di una traccia ematica di Chiara sui pedali della bici e, soprattutto, il suo atteggiamento psicologico: nemmeno una lacrima, la voce fredda nella chiamata di soccorsi.

Dalle mie parti si dice ‘lima sorda’, cioè una lima che quando la si usa non fa rumore ma morde il ferro. Questo è per me il fidanzatino di Chiara, lui di due anni più giovane, lei più matura e forse più capace di lasciarlo. Vedremo.

la stima di un immobile

Martedì 11 Settembre 2007

Leggo su un sito di software che ormai la stima di un immobile non può più essere lasciata alla discrezionalità del professionista, che ci sono strumenti tecnici per valutare con dati di fatto e scientifici, che il risultato può essere oggettivo, mentre le altre forme si estimo sarebbero arcaiche e superate.

Non faccio nomi quindi non offendo nessuno, ma una simile pubblicità non è solo ingannevole, ma stupida ed ignorante. Se davvero fosse così basterebbe un software automatico, una tabella, un pulsante qualsiasi per avere il valore di una casa o di un terreno. Invece la discrezionalità, che non è altro che la sensibilità del professionista di soppesare mille problematiche e discernere quelle importanti dalle sciocchezze, è indispensabile. Che cosa significa altrimenti la parola ’stima’ se non valutare, dare più o meno valore ad un fatto, una situazione, un evento e a prevedere anche un possibile sviluppo futuro? e che sarebbe allora la teoria della ‘ordinarietà‘ per cui si pensa ad un acquirente ordinario, normale e non ad un paperon dè pareponi che potrebbe sconvolgere il mercato e acquistare anche a prezzi doppi o tripli?

Ringrazio tutti quei tecnici che hanno acquistato la licenza del mio VALVEN (software per trovare il valore venale degli edifici) e lo hanno trovato semplice, rapido ed economico. Esso aiuta il tecnico, ma non lo sostituisce, altrimenti tutti dovrebbero chiudere il proprio studio.


     
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