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Archivio della Categoria 'Fisco e tasse'

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Lunedì 14 Aprile 2008

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Una delle travi che intralciano lo sviluppo e la seriet√† di internet, perch√© anche se non pare esso ancora √® relegato a qualche cosa da guardare con sospetto, √® l’anonimato dell’indirizzo email. Anche coloro che assegnano gratuitamente un tale indirizzo dovrebbero avere i dati esatti del titolare, mediante un sistema che √® da studiare, ma non solo con l’attestazione via rete.

Così non esisterebbero tanto facilmente le truffe, i virus, gli sciacalli che si nascondono dietro quel dito della email che poi potrebbe essere scoperto dalla Polizia Postale. Ma proprio questo bisognerebbe evitare: di ricorrere agli organi inquirenti. Allora internet acquisterebbe la verità che ancora non ha: troppa fantasia, irrealtà, stupidità di un mezzo che potrebbe ricoluzionare la nostra società, ma ancora non lo fa.

Il ragazzo suicidatosi per i punti sulla patente

Lunedì 3 Dicembre 2007

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La notizia di oggi riguarda un ragazzo piemontese che è stato trovato positivo ad un controllo della Polizia Stradale ad un controllo alcolico. Il giovane, tornato a casa e temendo di perdere il posto di lavoro, si è suicidato.

Mi chiedo dove sia la giustizia a questo riguardo. Con alcuni amici siamo stati ad una cena fuori qualche giorno fa. Nessuno beveva vino temendo di essere fermati dalla Polizia e di perdere punti dalla patente. Credevo che scherzassero, ma si sono comportati veramente così: quasi non hanno toccato vino, se non mezzo bicchiere. Non dico che bisogna ubriacarsi o cose simili, proprio io che non uso vino a tavola, ma solo che mi sembra che stiamo andando controcorrente per certi versi. La logica ci vuole sempre ed anche nella giustizia, nei controlli, nelle leggi, nelle pene. Bisogna sempre sapere il fine di ogni azione.

Ebbene chi √® che non sa la storia del rom ubriaco che √® stato condannato a pochi anni di carcere, ma √® gi√† fuori agli arresti domiciliari nonostante abbia ucciso 4 poveri ragazzi che andavano sul motorino per loro conto? Allora come la mettiamo? Un assassino, anche se il suo reato √® stato giudicato colposo resta sempre un assassino, √® comodamente in libert√†, anzi adesso fa anche della pubblicit√† (che bell’esempio di essere vivente!), ed un¬† ragazzo che pu√≤ aver anche sbagliato per una sera (ammesso che fosse davvero urbriaco), ma che non ha ucciso nessuno deve pagare con la vita?

I pesi e le misure non sono uguali. Mi si potrà rispondere che chi si suicida è sempre un depresso che aspetta solo la causa scatenante. Ma se andiamo avanti con questi ragionamenti si perde di vista il problema. Questa non è libertà e ordine, ma confusione, contraddizione e disorganizzazione sociale, a tutti i livelli.

l’eredit√† di Pavarotti

Mercoledì 19 Settembre 2007

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L’eredit√† del maestro Pavarotti pare che non sia la sua voce e la sua capacit√† di infondere espressivit√† musicale alle parole, ma i suoi beni materiali, il conto in banca, i diritti d’autore, la sua societ√† di amministrazione di palazzi e immobili vari.

Anche il suo inserviente, o come lo si debba chiamare, ha avuto una cospicua eredit√† in danaro. Mi chiedo perch√® Pavarotti abbia dovuto guadagnare tanto. Per far litigare gli eredi? per far arricchire chi non c’entra nulla con la sua fortuna? e poi quale sarebbe stata la sua fortuna, quella di accumulare soldi fino a dimenticarne l’ammontare?

Lui √® nell’aldil√†, solo con la sua anima ed il vile denaro non gli serve pi√Ļ e forse non gli √® servito, anzi certamente non gli √® servito, nemmeno in vita.

Non sarebbe stato meglio che avesse messo in pedi una organizzazione per sfamare tanti bambini nel mondo, come pure ha fatto in parte con i suoi proventi? meglio sarebbe stato se avesse vissuto modestamente ed avesse donato tutto o quasi a chi ne aveva bisogno. Probabilmente Iddio gli aveva donato tanta virt√Ļ per metterlo alla prova: la sua voce in realt√† non era sua, ma patrimonio di tutti. Credo che Pavarotti sarebbe stato ricordato molto pi√Ļ a lungo e non per le controversie tra figlie e seconda moglie.

le poste

Martedì 18 Settembre 2007

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Vorrei dire qualche cosa sulle Poste e Telecomunicazioni che cerca di arrampicarsi sugli specchi per sopravvivere ad internet ed alla rivoluzione sulle comunicazione delle email.

Mi chiedo a cosa serva ancora l’ufficio postale. A spedire le lettere? ormai c’√® l’email.

A spedire i pacchi? ora ci sono servizi privati ben pi√Ļ efficienti.

Alle Poste costa meno spedire un pacco ordinario? provate a farlo, il pi√Ļ delle volte non hanno bollettini, o dicono che il servizio non esiste, o il pacco arriva sfasciato.

Del resto quando il posti di lavoro √® assicurato si sa che l’addetto lavora poco e male, senza impegno e senza paura di andare a casa. Tutto a carico dei contribuenti.

Non parliamo poi delle file che sempre si è costretti a fare anche per una stupidaggine. Meglio usare tutti i servizi esistenti online. Con le banche è possibile ora pagare non solo gli F24 o i MAV o i RAV, ma anche bollettini qualsiasi. Ma poi perchè usare il conto corrente postale, farraginoso e lento? si può fare un bonifico bancario direttamente da casa. Ci sono banche che non chiedono un centesimo per questo servizio (vai nella sezione SHOP di questo sito e trova quante banche vuoi, con tutti i servizi offerti ed i costi).

Provate anche a fare un reclamo sul sito delle Poste. Nessuna traccia di vita, non si sa se parte, viene letto, arriva una risposta.

Le pensioni? si possono far accreditare automaticamente su un conto bancario.

Valentino Rossi e il fisco

Venerdì 10 Agosto 2007

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Premesso che nessuno vuole pagare le tasse che ritiene esagerate e esose, resta il fatto che comunque i soldi per far funzionare lo Stato debbano in qualche modo essere prelevate dal reddito dei cittadini. Qui entra il caso del mitico Valentino Rossi che avrebbe omesso versamenti di 60 milioni di euro al fisco italiano.

La riflessione che vorrei fare, aldil√† del fatto che il motociclista sia o meno responsabile del mancato versamento di tasse, √® che si parla di cifre che il comune lavoratore nemmeno si sogna. Sessanta milioni di euro sono circa 120 miliardi delle vecchie lire e solo per tre anni di reddito! ma che cosa ci dovrebbe fare Valentino con tanti soldi: lui ha otto automobili, chiss√† quante case, ecc. ecc. Non avr√† tempo per spenderli quei denari, perch√® se deve allo Stato 60 milioni di euro, lui ne avr√† almeno 10 volte tanto. Allora dico che una montagna di denaro √® sempre una montagna anche se ci togli una roccia: ‘√® bello prelevare da un grande mucchio’ diceva uno scrittore latino, come Paperon de’ Paperoni, ma alla fine la vita resta sempre quella che Dio ci ha dato: tanti giorni da vivere con le persone che amiamo, da fare le cose che desideriamo, da parlare con gli amici… Non c’√® molto di pi√Ļ: forse solo se vuoi partire per Marte e tornare dopo anni di buio cosmico.

Ritengo che 10 o 100 milioni di euro sono la stessa quantit√† di soldi per chi non deve pagare le spese di impianto di una nuova fabbrica di…. motociclette. Chiss√†! Forse a questo pensa Valentino?!

la delibera di Montalto di Castro

Venerdì 20 Luglio 2007

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Il comune di Montalto di Castro ha deliberato di provvedere a versare 5000 euro per la difesa legale di ciascuno degli 8 ragazzi, privi di mezzi finanziari, per difendersi dall’accusa di aver violentato una ragazzina del posto.

Questa √® la notizia pura e cruda. Quel che mi chiedo √® ‘come si possa essere pi√Ļ stupidi politicamente nell’amministrazione di un comune’.

Non era chiaro fin dall’inizio che la delibera sarebbe stata percepita come uno scandalo, anche se fosse vera la tesi che i ragazzini siano stati denunciati erroneamente dalla persona violentata? Invece voglio sottolineare il fatto che la scusante degli amministratori √® completamente ridicola. Si basa sul fatto che i ragazzi abbiano avuto di fronte una donna consenziente. Ma si tratta sempre di una minorenne, questo non lo possono cancellare. Poi come si faccia a dimostrare che una ragazzina possa essere consenziente ad essere maltrattata da 8 maschi non √® dato sapere. Oppure al comune credono che gli imputati posano testimoniare scagionandosi l’un l’altro.

Adesso tutti coloro che hanno partecipato alla riunione di giunta comunale e votato quella delibera devono avere il coraggio di ammettere che hanno sbagliato e dimettersi. Questo potrebbe essere l’unico modo di evitare una querela da parte di chi √® stato offeso. Se cos√¨ non fosse ritengo che lo stesso Stato debba iniziare un’azione legale contro questi signori che hanno scambiato il denaro pubblico per risorse private, a vantaggio di un cittadino e contro un altro.

Si vergognino, sindaco in testa.

il medico

Venerdì 29 Giugno 2007

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Ho fatto fare una visita al medico dell’ASL (o come si chiama mentre stai leggendo) per un problemino al piede, che poi non era nulla. Il costo di questa visita, cio√® del ticket? 22 euro e rotti. il tempo della visita? 6 minuti di orologio che corrispondono a 10 visite all’ora e, quindi a 220 euro l’ora di costo.

Qui due sono le cose da considerare:

1) l’asl costa troppo al cittadino e quindi non √® pi√Ļ efficiente;

2) i prezzi di alcuni lavoratori (oppure non vogliamo chiamare un medico lavoratore?) sono troppo esagerati rispetto a quelli di altri.

Qui non si tratta di comunismo o socialismo o politica sociale del fascismo, ma di buon senso (io non ho tessere e non ne avr√≤ mai pi√Ļ). Ma quale giustizia sociale pu√≤ mai essere quella che vede un professore laureato guadagnare 1500 euro al mese ed un medico guadadagnare (non fa differenza se √® un dipendente dell’asl perch√® l’autonomo riesce ad incassare uguali cifre) 1500 euro al giorno?

Per me questa non √® civilt√†, ma bestemmia contro Dio del quale siamo tutti figli e, su questo aspetto, tutti uguali. Che poi la diminuzione di alcuni stipendi o guadagni non porti troppo denaro per gli altri non ha alcuna importanza perch√® si tratta di moralit√† o di coscienza. Io non mi sentirei tanto tranquillo con me stesso se, a fine giornata, avessi accumulato tanti soldi da essere dieci o cento volte quanto riesce a mettersi in tasca chi adopera solo la forza delle mani. E a che serve dire che un professionista inizia a guadagnare a 30 anni? sono un professionista, ma questo non vuol dire che si debba essere distanti anni luce dagli stipendi pi√Ļ bassi o dalle pesnioni di chi non arriva a fine mese solo per mangiare.

Troppa disuguaglianza non giova al genere umano…. molti pensano per tutta la vita di essere eterni!

ICI odiosa

Mercoledì 23 Maggio 2007

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L’ICI risulta essere l’imposta pi√Ļ odiosa per gli italiani. Cos√¨ dicono i sondaggi e c’√® da credere per almeno due serie di considerazioni. La prima √® che ogni imposta, per cui non si riceve alcun servizio diretto, come accade per le tasse, √® sempre poco gradita al contribuente. La seconda perch√® si va a toccare la propriet√† della casa: il bene pi√Ļ prezioso per la famiglia, soprattutto quando si tratta di prima ed unica casa.

Il ragionamento che ognuno fa dentro di s√® √® questo: ho lavorato per mettere insieme il denaro necessario alla costruzione o all’acquisto di un alloggio; ho pagato tasse su ogni cosa che per costruire ho acquistato; ho versato l’IVA sulle spese tecniche, sui lavori dell’impresa, sui materiali, oppure sulle spese di notaio; ho pagato tasse per il passaggio di propriet√†, per il catasto, per la bucalossi, per gli allacci di acqua, fognatura, gas, luce, telefono. Insomma ci sono stati un’infinit√† di sacrifici e versamenti ed alla fine, quando tutto sembra finito, devo ancora pagare un ‘fitto’, al Comune. Ma allora la casa quando sar√† completamente mia e liberamente fruibile? La risposta √® mai se persiste l’ICI. E non √® una questione di qualche centinaio di euro all’anno, ma di principio: non √® possibile succhiare ancora sangue a chi ha raggiunto uno scopo con sudore e lavoro. L’ICI √® molto pi√Ļ odiata da chi √® un piccolo proprietario ed anche della sua sola abitazione. A ci√≤ si aggiunge anche l’atteggiamento di molti Comuni che, come sanguisughe, ti mandano¬† accertamenti, cartelle esattoriali e ti fanno perdere tempo prezioso per i loro controlli troppo spesso dovuti al fatto che chi li fa riceve una percentuale sui recuperi: ma se non √® cos√¨, poi, perch√® non paga le spese al contribuente?

Rignano Flaminio

Mercoledì 16 Maggio 2007

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Quando ero all’universit√†, come studente, a Roma, avevo sentito parlare di questa cittadina laziale, non ricordo bene a quale proposito: probabilmente per la sua struttura urbana. Adesso mi √® tornato davanti agli occhi per una vicenda misteriosa e forse non troppo: gli abusi presunti o veri sui bambini dell’asilo.

Non voglio ripercorrere le strade gi√† esplorate da altri in tanti articoli sull’argomento. Anche la TV adesso, lasciato al suo destino il caso di Cogne, vuole sostituirlo con un altro meno cruento e forse pi√Ļ spettacolare, almeno per l’intrigo.

Ho insegnato vari anni nelle scuole di bambini e mi ricordo che le fantasie erano all’ordine del giorno, come pure le ansie dei genitori che spessissimo capivamo ci√≤ che volevano capire dagli insegnanti. Si chieda ad un capo di istituto qualsiasi se un genitore accetti che il proprio figlio abbia fatto un’azione sgarbata o un reato a scuola. La risposta sarebbe:

- Chi, mio figlio? ma no… mio figlio non √® cos√¨, non fa queste cose.

Il motivo √® semplice: il genitore, soprattutto la mamma, ritiene inconsciamente che l0′accusa sia rivolta a lei stessa, oppure √® lei che si sente responsabile per le azioni del figlio, vuoi per l’educazione datagli, vuoi per la diretta discendenza culturale o, meglio, di natura.

Così è difficile che venga subito accettato che un bambino o un ragazzo possa essere responsabile di cattive azioni in classe. Un giorno dissi ad un genitore che sua figlia, ancora minorenne, fumava perchè ne sentivo la puzza quando tornava dai servizi igienici. Mi rispose, come volevasi dimostrare, che non poteva essere vero.

Oppure mi viene in mente quando misi una nota per errore ad un ragazzino delle medie che aveva lo stesso cognome di un altro. Feci la modifica sul registro e dissi che era successo per via del cognome. Il ragazzino disse alla madre che io ce l’avevo con la loro famiglia per il cognome che portavano…..

O ancora quando, mentre aiutavo a gestire una mensa scolastica proprio di una scuola materna, si scaten√≤ l’inferno senza ragione sulla cooperativa che preparava i pasti: l’ASL, il NAS, i carabinieri per cercare prove di cibo avariato, scadente, insufficiente, ecc. e nessuno voleva vedere quanto dal sottoscritto denunciato che la fognatura era collegata senza alcun sifone allo scarico del cuocipasta (poi non usato, naturalmente) o che a terra esistevano prese a 380 volts senza alcuna protezione. Alla fine tutto fin√¨ a ‘brodo di ceci’, come suol dirsi dalle mie parti.

La cagnara era stata organizzata da motivi politici e di gelosia ed avevano abboccato delle mamme di bassa cultura (che non è quella che sdi mostra nel saper parlare, ma nel saper ragionare).
Ma posso anche aggiungere che qualche maestra d’asilo dovette pulire il culetto a qualche bambino che si era fatto addosso. Chiss√† che cosa avrebbe raccontato alla mamma se gli avesse chiesto chi ti ha toccato a scuola…

I bambini dicono sempre la verità, ma è una verità diversa da quella che intendiamo noi. Il loro mondo è un altro, abitato da personaggi che fanno cose strane e sensazionali per il fatto che la mente del piccolo non ancora possiede le informazioni sulla realtà. Capire queste costruzioni, questi ambienti, questi abitanti, queste azioni è difficile anche per lo psicologo. E mi meraviglio come ci possa essere stata una perizia di ben 80 mila euro per interrogare i bambini di Rignano, senza cavarne una prova valida per incriminare eventuali colpevoli.

Le prove sono diverse dagli indizi. Occorre la certezza e non la supposizione, per cui si potrebbe opporre al candore delle parole dei bambini le altrettanto facce pulite degli incriminati. Ma questo che significa? non si gioca con la libert√† delle persone, non si confonde il sentimento con la verit√† (le fidanzate sono sempre belle agli occhi degli innamorati, l’invidia fa vedere alta e verde l’erba del vicino), non si spendono soldi dei cittadini per indagini che gi√† si mostrano complesse e che non porteranno, alla fine, come ritengo, a nulla.

Mi chiedo se, chiunque sia il colpevole di tutto ciò, possa poi pagare tutti i danni, compreso ciò che si spende per indagare da parte dello Stato.

i soldi

Venerdì 11 Maggio 2007

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Molti dicono una frase che non mi è mai sembrata pertinente, anzi mi è sempre parsa come una contraddizione in termini. La frase è la seguente:

- Quello (o quella) ha molti soldi.

In realt√†, io rispondo (oppure lo penso solamente quando non √® il caso di intervenire): quello non ha nemmeno un centesimo, sono i soldi che tengono lui (o lei)… in pugno.

La spiegazione √® immediata se si pensa al superfluo. Ci√≤ che serve, appunto, √® nelle nostre mani e lo usiamo per un preciso scopo. Il resto, il di pi√Ļ, il molto (i tanti soldi, per dirla con la frase di prima) diventano padroni dei nostri comportamenti perch√® ci fanno fare azioni e pensare pensieri che, altrimenti, non avremmo mai fatto o mai pensato. In un semplice concetto: diventiamo servi noi del denaro, mentre quello non ci occorre per nulla…

La conclusione di questo ragionamento sarebbe che la povert√† √® la vera ricchezza? In un certo senso √® proprio cos√¨ e, su questo, sono pienamente d’accordo con la Chiesa Cristiana.


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