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Archivio della Categoria 'Religione, usi, costumi'

Vomitoria

Martedì 30 Aprile 2013

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Nerone, considerato da molti un pazzo, aveva una stanza chiamata vomitoria. Un luogo dove si poteva vomitare tutto ciò che si era mangiato per poi continuare a cibarsi allegramente di tutto ciò che piaceva. Un pazzo, appunto! Andiamo a capo.

Vedo sulla carta stampata, sulla tv e su internet delle pubblicità a particolari prodotti che promettono di poter dimagrire allo stesso modo: allegramente. Allora mi chiedo a che cosa serva mangiare oltre, soprattutto quando una buona parte della popolazione mondiale soffre la fame, ne muore, e quando il nostro paese vede crisi di tal genere che molti preferioscono suicidarsi per dignità! Certo, un loro modo di intendere la dignità, di fronte a chi pensa che deve avere pure una certa linea del fisico. Non anche della mente?

Chi legge questo breve messaggio sappia valutare chi sia il pazzo nella storia.

Vegetariani

Mercoledì 3 Aprile 2013

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I vegetariani non mangiano carne. Qualcuno per motivi religiosi, altri per questioni morali, altri ancora per moda. Dispiace dirlo, ma succede anche questo. Nessuno che abbia una visione globale e organica della realtà. Ci vuole coerenza, mi pare.

Quando chiedi se usino insetticida o trappole per topi, si trovano in difficoltà, oppure se chiedi se lascino fare ai microrganismi della muffa, non sanno cosa dire. E non ne parliamo se provi a inventarti che anche le piante possano avere dei sensi, chiamiamoli così. Ma vediamo quale insidia di logica si nasconda dietro una semplice abitudine alimentare.

Si spera che non si debba parlare di scarpe di pelle per costoro, oppure di cosmetici e di medicine, che sanno tutti come derivino direttamente o indirettaente dagli animali, non fosse per la sperimentazione delle case farmaceutiche sui topi e su altri esseri. Lasciamo stare queste eventualit√†, andiamo oltre, pi√Ļ nel profondo. Gli stili di vita.

Che provino a fare, i vegetariani, un semplice test che gira anche sulla rete per controllare quante Italie, se non quanti Mondi, occorrerebbero per consentire a tutti gli abitanti di vivere con lo stesso livello di consumi. Che tipo di consumi? Tutto, non soltanto la carne, ovviamente. Perch√© tutto si produce in qualche maniera ed emette CO2 nell’ambiente, tonnellate all’anno per ciascuno di noi. Ne vedremmo delle belle. L’impronta di CO2, ossia l’emissione totale annua di anidride carbonica conseguente all’uso dei trasporti, degli apparecchi delle nostre case, dei vestiti, dell’alimentazione, seppure priva di carne perch√© si √® vegetariani. Che succede? Non si deve parlare anche di quell’altra bestia che √® l’uomo? Non si dimentichi che anche noi siamo animali. E l’anidride carbonica generata dai consumi esagerati allarga il buco dell’ozono, sempre pi√Ļ in quanto gli alberi presenti sulla terra non sono inn grado di assorbirla. Potremmo essere destinati alla distruzione, quando non saremo pi√Ļ protetti dai raggi nocivi del sole.

Chi pensa soprattutto all’animale uomo pu√≤ dichiararsi vegetariano, adattando i suoi personali consumi e il proprio stile di vita. Gi altri che si facciano un esame di coscienza e vedano dentro di s√© che cosa sia questa scelta di non mangiare carne. Potrebbero scoprire di non vivere secondo un comportamento logico e organico.

Il resto è noia, diceva il Califfo!

Zanna bianca di Jack London

Venerdì 1 Ottobre 2010

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Un libro che è un capolavoro della letteratura mondiale. Come vede il mondo un canelupo, gli dei, gli uomini bianchi ai quali bisogna ubbidire. E la sua natura selvaggia.

Il romanzo fu scritto prima dei trent’anni dell’autore, visto che fu pubblicato nel 1906 e lui era nato nel 1876. Per questo molto interessante per maturit√† e ambiente, anche psicologia, seppure sia solo descritta e non approfondita come per gli umani. Dalla parte del cane, come disse mia figlia di 12 anni quando lesse il racconto. Ed √® proprio cos√¨ che questo libro si √® conquistata la fama mondiale che ammass√≤ nelle tasche di Jack London quel milione di dollari che lo avrebbe portato, credo, alla fine, al suicidio. Se √® vero che la sua vita cambi√≤ e nella sua stessa intensit√† divenne tragica. a soli quarant’anni.

Ci resta questo scritto, non eccelso come storia, ma immenso come approccio al modo di raccontare. Divino, direi, nella selva di romanzi da quattro soldi che ci sono oggi. Zanna bianca resiste da un secolo e il suo insegnamento è tuttora valido.

Le scarpe rotte della regina Elisabetta

Giovedì 16 Settembre 2010

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Qualche giorno fa la tv, non ricoredo se di Stato o privata, ha mostrato la regina Elisabetta seduta e con le scarpe che mostravano il fondo consumato. A detta del giornalista, difatti, c’era un foro che mal si addiceva a una persona di quel rango. Mi sono ricordato, (si fa per dire), che ho passato una vita a vendere scarpe e anche ad aggiustarle, oltre che a consumarle con i miei piedi. Cos√¨ ho dato uno sguardo ai mocassini di pecary che indosso tutte le primavere e gli autunni da almeno vent’anni a questa parte, fatti di viaggi per le strade del mio paese. Certo consumate in una porzione centrale della suola destra, (e prontamente riparate), ma non nere, come il cronista sostena che fosse il foro della regina. Ossia le scarpe hanno un’intersuola che divide il battistrada dal plantare interno. E non voglio credere che una regina abbia scarpe di qualit√† tanto inferiore da esserne sprovviste. perci√≤ la suola non √® mai nera, tutt’al pi√Ļ del colore della pelle dell’animale.

Insomma quella macchia scura sotto la scarpa di Elisabetta d’Inghilterra non era altro che una zona colorata, non un buco dovuto al consumo del materiale (le calze erano trasparenti e non nere). Inoltre questa vecchietta, che cos√¨ bisogna chiamarla, come poteva consumare un paio di scarpe se io, che non ancora mi reputo vecchio e non lo ero vent’anni fa, non sono riuscito a provocare un foro di uguali dimensioni? Che la suola di colei fosse meno robusta rispetto alla mia? Non ci credo.

Mio zio, prima di provocare un simile buco, tenne le scarpe ai piedi per cinquant’anni, e lui s√¨ che camminava come la regina: poco e piano.

Questo per evitare che si rida dove non esiste e si getti fango dove non è mertitato. Che chi vuol far ridere ha altre strade, se ne è capace.

Viva la regina!

L’ombra di Edgar

Martedì 10 Agosto 2010

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E’ un libro di Mattew Pearl, che nel dialetto di Milano potrebbe anche indicare, con una buona approssimazione, il valore dello scrittore. No, perch√© il romanzo √® piuttosto noioso nonostante la moltitudine di avvenimenti che sanno parecchio di storia a fumetti e molto poco di letteratura. Poi una investigazione sulla morte del povero Edgar Poe che mor√¨ in circostanze non chiare sembra come se si scavi nella melma che ricade, appena quella si sposta dal fosso. Tanto che alla fine il Pearl deve fare una serie di salti mortali per spiegare. Per giungere a una qualche conclusione. Ma quanto sforzo!

Il linguaggio non √® particolarmente affascinante e il racconto spesso confuso e pesante. Probabilmente avrebbe voluto farne un film di azione, ma scrivere una storia √® un’altra cosa da una sceneggiatura. Insomma ho finito di leggere questo libro per vedere dove voleva arrivare il suo autore. Da nessuna parte: voto mediocre.

Zibaldino di Leonardo Cammarano

Martedì 18 Maggio 2010

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Quando s’incontrano nuove persone √® difficile pensare che siano di quelle che, nella vita, si possono contare sulle dita di una mano: uniche. Perci√≤ Leonardo Cammarano, data anche la sua estrema umilt√†, si nascondeva tra i sorrisi e le parole. Poi mi ha regalato un suo libro: ZIBALDINO. Che ho letto con grandissimo piacere. Ed allora √® venuta fuori la sua fantasia, la sua ironia, la sua vasta cultura e non solo la sua filosofia. Ma soprattutto la saggezza di chi ha attraversato il tempo e, dice lui, non se n’√® accorto. E allora la meraviglia che un simile personaggio, che lo abbia avuto vicino pochi chilometri, lo abbia conosciuto solo adesso che anche io mio avvio alla vecchiaia.

Il suo libro è meraviglioso, scritto con penna leggera e scorrevole, precisa, arguta, comica, artistica. Perché Leonardo è un pittore e sa dipingere anche con le parole.

Da leggere. Ottimo.

Perchè mentiamo con gli occhi e ci vergognamo con i piedi?

Mercoledì 29 Ottobre 2008

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Il libro di Allan e Barbara Pease √® un vero e proprio manuale di intrepretazione dei comportamenti umani. Utilissimo per chi ha a che fare con il pubblico: venditori, politici, rappresentanti, talent scout, ecc. Credevo si trattasse di una cosa leggera, invece qui √® vera e propria psicologia. Profondo anche, e un tantino difficile per chi √® a digiuno dall’osservazione dei gesti e dei movimenti di chi ci √® di fronte, in quanlunque occasione. Difatti non sempre si colgono le miriadi di prove di un modo di pensare. Con questo testo si impara, e vi √® anche un test finale per controllare che cosa si √® capito. Buono.

vacanze

Martedì 26 Agosto 2008

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La gente che torna dalle vacanze √® pi√Ļ stanca di quando √® partita, questo quasi sempre. Comunque la soddisfazione riguarda solo una buona met√† di essi, il resto √® deluso. Dunque la vacanza quasi non serve. Meglio una gita di un giorno o due, un fine settimana per rinfrancarsi che stare seduto o sdraiato senza fare nulla e solo per il gusto di raccontare dove si √® stati. Posti esclusivi, lontani, costosi, lusso e niente altro, anzi noia, malinconia e depressione. Altro che ristoro del corpo e della mente.

Sarà per questo che preferisco riposare in modo diverso, leggendo, nel giardino di casa, al fresco, passeggiando con gli amici, sorseggiando una birra al bar, preparando una cenetta insieme, magari in una scampagnata. E poi i familiari, quelli sì che ti fanno riposare, se vogliono, basta solo un pò di volontà. Senza dimenticare il risparmio economico e il sentirsi vicini a chi non dispone di denaro da gettare al vento.

omicidio colposo

Martedì 27 Maggio 2008

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E’ alquanto strano che, almeno all’inizio, l’omicidio di due ragazzi su un motorino da parte di un giovane senza patente sia stato definito come ‘volontario’ e quello del rom nelle marche, ubriaco, di quattro ragazzi, sia invece¬† classificato come ‘omicidio colposo’. In questo caso la pena √® molto inferiore. Ma se non si elimina questa distorsione negli incidenti stradali non ci sar√† mai pace.

Il ‘colposo’ pu√≤ essere in caso di incidente involontario, quando si mettono in atto tutte le procedure per evitare di fare del male a qualcuno. Ma non quando si beve fino a diventare incosciente. Perch√® nel momento che si inizia a bere si capisce che ci si sta ubriacando. Dunque ci si mette nella condizione della scarsa coscienza delle cose. E questo come lo vogliamo chiamare? Non √® una volont√†?

Non lo sarebbe se fosse un’altra persona a farci bere per forza, ma se lo decidiamo in pare che non ci siano dubbi. In cado di incidente con il morto, allora, omicidio volontario. Oppure che i parlamentari trovino un’altra forma di reato perch√® non √® accettabile che sia messo alla stregua di un incidente capitato per caso.

Indirizzo email

Lunedì 14 Aprile 2008

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Una delle travi che intralciano lo sviluppo e la seriet√† di internet, perch√© anche se non pare esso ancora √® relegato a qualche cosa da guardare con sospetto, √® l’anonimato dell’indirizzo email. Anche coloro che assegnano gratuitamente un tale indirizzo dovrebbero avere i dati esatti del titolare, mediante un sistema che √® da studiare, ma non solo con l’attestazione via rete.

Così non esisterebbero tanto facilmente le truffe, i virus, gli sciacalli che si nascondono dietro quel dito della email che poi potrebbe essere scoperto dalla Polizia Postale. Ma proprio questo bisognerebbe evitare: di ricorrere agli organi inquirenti. Allora internet acquisterebbe la verità che ancora non ha: troppa fantasia, irrealtà, stupidità di un mezzo che potrebbe ricoluzionare la nostra società, ma ancora non lo fa.


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