Archivio della Categoria 'Fotografia'
Mercoledì 29 Ottobre 2008
Il libro di Allan e Barbara Pease è un vero e proprio manuale di intrepretazione dei comportamenti umani. Utilissimo per chi ha a che fare con il pubblico: venditori, politici, rappresentanti, talent scout, ecc. Credevo si trattasse di una cosa leggera, invece qui è vera e propria psicologia. Profondo anche, e un tantino difficile per chi è a digiuno dall’osservazione dei gesti e dei movimenti di chi ci è di fronte, in quanlunque occasione. Difatti non sempre si colgono le miriadi di prove di un modo di pensare. Con questo testo si impara, e vi è anche un test finale per controllare che cosa si è capito. Buono.
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Mercoledì 6 Febbraio 2008
L’autore di questo libro è Massimo Corona. Ho letto la prima parte (l’inverno) e già ho capito dove andrà a parare per il resto. Il suo linguaggio è molto, ma molto retorico. Si può dire che non usa quasi mai descrizioni aderenti alla realtà , ma sempre mediante similitudini, richiami di altre situazioni e strutture linguistiche simili. Insomma, a lungo andare, tutto questo dà fastidio al lettore. Potrebbe apparire poesia, ma non è possibile usare mezzi impropri per la prosa.
Per spiegarmi meglio è come se un architetto fosse molto bravo nel disegno e poi quasi assente nel campo della progettazione. La sua qualità verrebbe distrutta, qualora ci fosse, dalla rappresentazione.
Così Corona, si consola nei mille aggettivi usati per parlare di una strada, una casa, un personaggio. Poi il personaggio è appena abbozzato psicologicamente. In tal modo il racconto è una continua lagna che non affascina e non diverte.
La grezzezza di alcune situazioni è davvero sconcertante: come sia possibile cercare la poesia e poi parlare continuamente di masturbazioni lo sa solo lui. Non parliamo di come tratta il padre e la madre: li ignora semplicemente, come cani.
Se il racconto non fosse autobiografico sarebbe lo stesso perchè sono i sentimenti che contano. In tutto questo miscuglio infantile e senza fine (nel senso di obiettivo), il libro mi pare scadente. La fantasia di Mauro Corona è riservata solo al linguaggio, mentre il contenuto è misero, come il tema di quei studenti che non sanno come riempire il foglio protocollo.
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Sabato 10 Novembre 2007
Come per altre occasioni simili l’assassino vuole addossare la colpa agli altri, si difende anche contro l’impossibile, contro l’evidenza, tira fuori tutto il suo istinto bestiale per salvarsi. Per salvare il suo corpo, ma non la sua coscienza e la sua anima che resterà per sempre sotto il macigno del suo reato.
Chi ha ucciso l’Inglesina? mi pare chiarissimo dai riscontri che finora sono venuti fuori: i due fidanzatini. Probabilmente l’africano c’entra qualcosa, ma non credo che abbia ucciso lui. Nella stanza dell’orrore ci sono impronte riconducibili ai fidanzati e contro Patrick solo la testimonianza (inattendibile per i motivi di cui sopra) dell’americana.
Appena ho saputo del fatto mi sono subito fatto un’idea dell’accaduto: alcool e droga. Sono certo che alla fine sarà questa la causa dell’omicidio.
Il biondino con la spider rossa che uccise Milena Sutter, tanti anni fa ancora adesso che sconta l’ergastolo dice di essere innocente. E’ la logica sciocca dell’assassino. Contro questi mostri che non sono nemmeno lontanamente paragonabili agli animali, molto migliori degli uomini, bisogna solo di parlare di demoni.
Ed anche i genitori talora sbagliano nella speranza di vedere tutto finito e subito. Il padre di Raffaele(il fidanzatino) ha detto che suo figlio si doveva laureare in questi giorni. Non ha pensato che la giovanissima inglesina non si laurerà mai più.
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Venerdì 7 Settembre 2007
Nell’era di internet e del digitale il contrassegno, come metodo di spedizione della merce, dovrebbe essere quasi bandito. Almeno per i servizi che non riguardano prodotti “pesanti” il contrassegno è un sistema arcaico di trasporto delle informazioni. Questo vale, ad esempio, per i software che, infatti, noi vendiamo quasi esclusivamente attraverso la rete: si scaricano dal sito, si installano, si creano dei codice ai quali si risponde con un altro codice fornito dopo il pagamento della licenza.
Qualcuno crede che con il contrassegno si possa essere più sicuri di ricevere qualcosa in cambio del denaro. Invece dentro il pacco ci potrebbe essere solo segatura o carta di giornale ed aver pagato per nulla. In pratica il compratore non si difende così dalla truffa o dalla paura della truffa.
Per il venditore è ugualmente problematico spedire in contrassegno. Prima di tutto l’acquirente potrebbe rifiutare il pacco che torna al mittente con spese a carico di costui. Poi l’incasso dell’assegno può avvenire anche dopo venti giorni. Insomma lentezza e insicurezza quanta se ne vuole.
Poi debbo citare una truffa particolare messa in scena da alcuni operatori (della ditta del corriere molto probabilmente). L’acquirente chiede l’invio contrassegno di prodotti di vario genere ad un indirizzo fasullo. Il corriere trova che il destinatario è assente o inesistente e lascia il pacco in giacenza nei locali della ditta di spedizione. Qui avviene l’alleggerimento del prodotto, spesso di valore, e la sostituzione con materiale di poco conto. Quindi il pacco viene mandato indietro al truffato venditore.
Troppi rischi per l’attuale contrassegno, meglio di no.
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Giovedì 10 Maggio 2007
Sento spesso in tv gente che prende in giro coloro che dicono di aver avvistato un ufo. E mi riferisco in particolare a ‘Striscia la notizia’ che scende talora veramente nella stupidità o nell’ignoranza, a fronte di servizi molto puntuali e pertinenti. Come si possa mescolare il coraggio con la ridicolaggine è un mistero dell’uomo…,
Dunque, si dice che gli avvistamenti sono delle bufale, degli imbrogli e via scorrendo. Il redattore del servizio mostra chiaramente di non sapere con precisione che cosa significa UFO (è un acronimo di unidentifield object, ossia oggetto non identificato). Quindi si tratta di oggetti sconosciuti, almeno fino a che non di determina di cosa si tratti. Il resto sono chiacchiere e non vale l’associazione ufo=marziani oppure ufo=extraterrestri.
Non vedo allora che cosa ci sia da denigrare chi scatti foto di oggetti strani o riprenda immagini e video di fatti apparentemente inspiegabili. Che Strisca la notizia spieghi il tutto non significa che prima non si potesse trattare di un ufo. Si sfati questa parola che non ha, in origine, tanto mistero attorno a sè.
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Lunedì 7 Maggio 2007
E’ il modo in cui la mia piccola figlia chiama una pubblicità che sente in tv. Si tratta della Fattoria Osella, ma lo spot cantando le parole due volte sembra che dica, effettivamente, ma-ria ..osella. La lettera ‘T’ l’ha aggiunta mia figlia per metatesi da fa-tt-oria.
Ne è venuto fuori questo modo di dire che, ormai, è divenuto usuale a casa mia quando appare la pubblicità del fiordilatte e di altri derivati del formaggio della marca Osella… ovvero Maria Tosella!
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Martedì 24 Aprile 2007
Mi sono trovato in una situazione complessa per accontentare le mie figlie senza far dispiacere mia moglie. Si doveva acquistare una tenda da campeggio, che io ho sempre amato, ma c’erano discordanze in famiglia. Il fatto è che non volevo spendere inutilmente dei soldi, così è capitato un giorno che venisse venduta una canadese da due posti per soli 15 euro. Il venditore mi aveva avvertito che c’era un piccolo difetto, uno strappetto sul lato ben ricucito e sigillato che quasi era diventato invisibile. In effettio era proprio così e comprari la tenda.
Ottenni tutto quello che speravo: poca spesa e gioia dei figli. Anche mia moglie non rumoreggiò pensando che, in fondo, si trattava di un giocattolo o quasi.
La prima uscita, non per dormire all’aperto, ma solo per mangiare alla trapper, fu in montagna in un giorno di primavera. Il pomeriggio, dopo l’arrosto alla brace sul fuoco alimentato con creppi secchi dei boschi intorno, fu passato attorno a quella tenda. Per me ci volle un pò per montarla giacchè da tempo non le usavo più, ma per le figlie fu una allegria continua.
Talora ci vuole davvero poco per fare tutti contenti.
Dimenticavo: la tenda pesa un paio di chili e si raccoglie in un sacchetto poco più grosso di un ombrello pieghevole. Miracoli della tecnologia moderna.
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Mercoledì 18 Aprile 2007
Non è la prima volta che ragazzi armati fino a denti facciano irruzione in scuole americane falciando all’impazzata vite umane. Evidentemente non imparano da quelle parti che l’occasione fa l’uomo ladro. Se un adolescente, con la psiche già sottoposta a notevoli stress naturali per la sua evoluzione complessa, ha in mano una pistola è facile che prima o poi la usi.
E difatti basti leggere il movente di tanta bestialità per capire che esso è debole rispetto alla risposta che ha scatenato. Ci si difenda proibendo la vendita così facile delle armi. Del resto la cultura degli USA si riflette anche nei loro films e telefilms dove abbonda il sangue, il macabro, l’assassinio continuo. Non c’è più alcun raffronto con i western di una volta quando le persone erano personaggi di fumetti, quasi favole, storie fantastiche. Ora ci si sofferma sul particolare, con gusto, con psicopatologia, con tossicità . Ed i risultati sono quelli che vediamo troppo spesso ormai.
Siamo tutti figli di Dio ha detto il Papa qualche tempo fa. Anche chi non crede non può pensare che un proprio simile non abbia il suo stesso destino su questo mondo, su questa terra, la nostra casa. L’arma è un mezzo utilizzabile per difendersi, ma è troppo rischioso quando capita nelle mani sbagliate che diventano quelle di Caino.
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Martedì 17 Aprile 2007
Ricordo un libro di tanti anni fa che trattava, appunto, di salute e bellezza, ma era una stupidaggine e mi dispiacque tantissimo quando mio padre pagò, contrassegno, le 1500 lire del suo costo.
Quando sento in tv queste due parole associate e unite come se fossero un’unico concetto mi si drizzano i capelli perchè vedo che, dopo quarant’anni, non è cambiato nulla nel costume. Eppure i greci antichi parlavano di bello e buono, ma erano altri concetti… poi l’estetica, che è un ramo della filosofia, è diventata estetismo e momento frivolo e senza significato.
Dunque la salute è un argomento serio e la bellezza le si può accostare solo a precise condizioni. Che senso ha avere un corpo statuario e scolpito se poi sono gli estrogeni, gli ormoni, le medicine che lo hanno reso così? e se poi c’è il rischio non lontano di ammalarsi anche gravemente?
Oppure il fisico asciutto delle modelle che non mangiano e rischiano l’infarto secondo chi è bello? per gli ignoranti naturalmente, per coloro che non sanno quanto pesa sul povero cuore tale regime alimentare (altro che salute).
Poi ancora, che significato ha avere una pelle liscia e morbida se il fegato è in rovina?
Allora prima di tutto la salute e, di conseguenza, la bellezza dovuta alla buona salute dell’organismo e non il contrario, come pure troppo spesso sui media appare.
La bellezza che proviene dalla salute è l’unica che ha significato, come il bello dell’architettura discende sempre dall’uso e dall’utilità dei suoi elementi: tutto il resto è fumetto… che lo sappiano i nostri figli.
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Lunedì 16 Aprile 2007
Appare sugli schermi TV una pubblicità di uno yoghourt della ditta Danone che, a prima vista e letto di sfuggita come si ascolta la pubblicità televisiva, sembrava una crema per la pelle. Difatti viene mostrata una donna nuda (non si vede tutta…) che assaggia una goccia dello yoghourt quasi dimostrando di fare una cosa inusuale (cioè come se assaggiasse una crema bianca) e poi una voce parla di pelle e di come mantenerla morbida…
Dunque due sono i motivi di questa pubblicità che a me sembra piuttosto grezza e… diciamolo pure “schifosa”: o si tratta di una scelta per legare l’aspetto fisico e la salute del corpo con l’alimentazione ed il benessere dell’organismo, oppure è una cantonata presa dagli autori.
Nel primo caso trovo che il gusto e la logica siano completamente sballati, proprio perchè una pubblicità non deve suscitare perplessità , confusione, nè schifo. Ed inoltre deve essere chiara ed immediata nel suo messaggio. Questa della Danone è invece assolutamente ambigua.
Nel secondo caso si dimostra come siano superficiali ed ignoranti coloro che studiano i messaggi pubblicitari perchè, lungi dal raggiungere lo scopo della pubblicità , provocano irritazione nell’ascoltatore e nello spettatore.
Aggiungo una terza ipotesi che presume che viviamo in un mondo senza principi. Cioè potrebbe essere che il mescolare l’alimentazione con la bellezza della pelle sia un obiettivo degli uomini e delle donne moderne. In questo caso la confusione sarebbe ancora più grave ed investe la civiltà di oggi.
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