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Archivio della Categoria 'Natura'

Lumumba il musicista

Lunedì 19 Novembre 2007

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Sull’assassinio della giovane inglesina a Perugia non avevo mai avuto dubbi sull’estraneità di Lumumba (che mi ricorda un capo di stato africano di alcuni decenni fa). Non ho prove al riguardo, ma, da quello che ho letto, non mi pare proprio che si possa tenere in carcere un ragazzo solo per il fatto che sia stato chiamato in causa da una persona, peraltro ora essa stessa indagata.

Mi chiedo che cosa potesse ricercare un uomo sposato da pochi mesi e con un figlio o figlia di altrettanti pochi mesi. Ma chi è sposato ed ha figli sa che significa avere la compagna vicina da poco tempo? innamoramento continuo, buoni sentimenti, altro che odio e morte. E poi un figlio si sa che è la cosa più bella del mondo che possa capitare nella vita? altro ancora che morte e droga e sesso sfrenato o materiale.

Non ho mai visto nulla di ciò negli occhi di Lumumba che, ne sono certo, quando uscirà pulito avrà anche modo di diventare famoso: ci scommetto. Se è già famosa Amanda che riceve lettere in carcere perchè non lo deve diventare chi è onesto?

Aspettiamo ancora, ma il quadro mi sembra sempre più delineato: l’artefice Amanda, forse drogata quel giorno, con qualcun altro, probabilmente Sollecito è intervenuto successivamente. Non mi risulta che gli universitari puliscano a fondo le proprie abitazioni. Sono stato anche io in quelle condizioni anni fa. Nè mi risulta che le ragazze abbiano tanta voglia di igiene in cucina, ancora meno se penso alla candeggina come detergente o disinfettante per i coltelli. Ma sanno costoro che la candeggina corrode i metalli e puzza terribilmente?

il delitto di Perugia

Sabato 10 Novembre 2007

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Come per altre occasioni simili l’assassino vuole addossare la colpa agli altri, si difende anche contro l’impossibile, contro l’evidenza, tira fuori tutto il suo istinto bestiale per salvarsi. Per salvare il suo corpo, ma non la sua coscienza e la sua anima che resterà per sempre sotto il macigno del suo reato.

Chi ha ucciso l’Inglesina? mi pare chiarissimo dai riscontri che finora sono venuti fuori: i due fidanzatini. Probabilmente l’africano c’entra qualcosa, ma non credo che abbia ucciso lui. Nella stanza dell’orrore ci sono impronte riconducibili ai fidanzati e contro Patrick solo la testimonianza (inattendibile per i motivi di cui sopra) dell’americana.

Appena ho saputo del fatto mi sono subito fatto un’idea dell’accaduto: alcool e droga. Sono certo che alla fine sarà questa la causa dell’omicidio.

Il biondino con la spider rossa che uccise Milena Sutter, tanti anni fa ancora adesso che sconta l’ergastolo dice di essere innocente. E’ la logica sciocca dell’assassino. Contro questi mostri che non sono nemmeno lontanamente paragonabili agli animali, molto migliori degli uomini, bisogna solo di parlare di demoni.

Ed anche i genitori talora sbagliano nella speranza di vedere tutto finito e subito. Il padre di Raffaele(il fidanzatino) ha detto che suo figlio si doveva laureare in questi giorni. Non ha pensato che la giovanissima inglesina non si laurerà mai più.

il controsoffitto in legno

Venerdì 26 Ottobre 2007

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Un problema che si riscontra spesso nei controsoffitti in legno, o in doghette, è quello del ritiro del materiale. E’ consigliabile, pertanto, di tenerne conto all’atto della posa in opera per il seguente motivo: la mancanza di connessione tra le parti può generare un distacco dei componenti che, se sono agganciati l’uno all’altro, possono provocare anche un crollo parziale.

Anche la temperatura può fare di questi scherzi o l’esposizione all’aria, che asciuga il legno, o mal sole che lo fa seccare. Anche se molto antiestetiche le viti sono più adatte in questi casi e non i ganci a scomparsa che possono anche piegarsi sotto il peso delle tavole, se sono posti a distanza notevole rispetto al peso da sostenere.

Insomma chi fa da sè deve sapere che l’incognita è in agguato ed è molto meglio informarsi prima da chi ha già fatto simili lavori o, come in questa occasione, leggere un consiglio sulla rete e su un sito adatto. Grazie della visita.

l’omicidio di Bormio

Lunedì 15 Ottobre 2007

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Nel nostro ordinamento l’omicidio colposo (art. 589 c.p.), che si configura quando taluno cagiona per colpa la morte di una persona, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Quando l’omicidio colposo è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale (oltre che delle norme sulla prevenzione infortuni sul lavoro) la pena è della reclusione da uno a cinque anni.

In ogni caso si tratta di modesta pena anche per il fatto che il codice penale prevede una diversa fattispecie di delitto quando l’omocidio è ‘intenzionale’.

Tutto ruota intorno a questa interpretazione. Mi voglio riferire all’omicidio del bambino di Bormio, ma anche a quello dell’ubriaco (e drogato) che ha investito un’auto uccidendo un’anziana signora e ferendone altre due.

I legali del minorenne motociclista dice che la stradina dove era in bici il piccolo investito è una strada ‘vicinale’ non vietata al traffico veicolare. Ma questo può bastare a far correre una moto in un viottolo (così lo chiamo viste le ridottissime dimensioni) a fari spenti al buio? e se, invece del bimbo con la mamma, ci fosse stata un’auto ferma in mezzo alla strada, chi sarebbe morto? probabilmente il motociclista stesso che non avrebbe potuto evitare l’impatto violento. Dunque la colpa e grave anche, come dice pure il codice, c’è tutta e non vi sarà mai giustizia se si continua a derubricare il reato in omicidio colposo, molto meno grave del volontario. Un simile comportamento è volontario e ben diverso dall’incidente causato da un evento non prevedibile.

Sarebbe come se in una zona sismica non si costruisse seguendo le normative tecniche adeguate ed il terremoto, poi, causerebbe delle vittime. Si potrebbe mai sostenere che un dato progettista di quelle case crollate non ha responsabilità diretta? e quei morti non sarebbero sulla sua coscienza? o anche qui il fato, la casualità sarebbe la ragione dei morti?

Per l’omicidio volontario il nostro codice penale prevede la pena da 21 anni all’ergastolo. La differenza è notevole, ma non come quella tra il guidare a fari spenti in una stradina vicinale ed il guidare a fari spenti in una pista ciclabile.

Il presidente ed il committente

Lunedì 8 Ottobre 2007

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Lo sfogo del Presidente del Napoli calcio dopo la sconfitta con l’Inter (che l’allenatore non ha fatto giocare subito Sosa) mi ha fatto venire in mente un caso analogo che si ripete nella professione di architetto. In questo caso è il committente che vuole fare il progettista, un pò come il presidente della squadra di calcio vuole fare l’allenatore. Bisogna sopportare stupidaggini grosse quanto una casa, soluzioni assurde o stupide o di ignoranti completi e fare buon viso a cattivo gioco, come si suol dire. Diversamente bisognerebbe litigare ogni giorno e, praticamente, non si lavorerebbe più.

Capisco perfettamente gli allenatori molti dei quali vengono allontanati proprio per non seguire le direttive tecniche di chi tecnico non è, ma che ha il potere del contratto.

Ricordo un cliente che, per avere maggiore luce dal balcone (secondo lui) lo fece mettere in diagonale rispetto ai muri, lasciando la trave superiore in parte a vista dall’esterno ed in parte dall’interno. Allora, logicamente, mi feci sentire e fu rimesso tutto a posto.

Aurelio De Laurentiis accetta il ko con l’Inter e invia una frecciatina al suo allenatore Edy. Così titolava la Repubblica del 6 ottobre scorso. Il Presidente del Napoli non si accorgeva che l’Inter avrebbe potuto fare altri gol e ne avrebbe fatti se fosse stato necessario, oppure se la squadra si fosse sbilanciata cercando di recuperare un risultato impossibile.

Come il cliente ansioso era meglio se avesse taciuto.

Il rom assassino

Lunedì 8 Ottobre 2007

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Il rom che ha ucciso quattro ragazzi nelle Marche, mentre viaggiava su un furgone in condizioni di ubriachezza, è stato condannato a 6 anni agli arresti domiciliari. Non mi interessa parlare del Codice Penale e di ciò che prevede in questi casi, ma del fatto che sia stato considerato il reato di omicidio colposo.

Mi viene in mente la storia di un collega architetto che non ricevette una lira da una progettazione di alcuni villini perchè le altezze avrebbero superato quelle ammesse dal Programma di Fabbricazione del comune. Il giudice parlò di colpa e, quindi, nessuna parcella, anzi il tecnico dovette pagare tutte le spese legali. Certo si trattava di una causa civile e, nel caso del rom, di un procedimento penale. Ma il parallelo si può tracciare con facilità: il tecnico, che pure aveva  progettato come le altre case esistenti nella zona, fu condannato perchè avrebbe dovuto sapere …., il rom non avrebbe dovuto sapere che bevendo e riducendosi ad uno straccio poteva combinare guai agli altri. Sarebbe come se un ubriaco uccidesse con una pistola e venisse considerato non del tutto punibile. Perchè questo significa in soldoni ‘omicidio colposo’, aldilà dell’aggettivo che dovrebbe signifcare il contrario. Il diritto in Italia, patria della filosofia di questa disciplina fin dall’antichità, è tutto ’storto’, come mi dice spesso un amico avvocato.

Farebbe più effetto sui giudici se il rom uccideva con una rivoltella o un fucile da caccia? l’autocarro, guidato in stato di ubriachezza è uguale, non cambia niente, diventa uno strumento di morte.

La colpa del rom è stata mentre beveva un bicchiere dopo l’altro, più che mentre guidava ed è per questo che la sua condanna appare, anche a me, completamente ridicola. Come se il fatto che fosse ubriaco lo potesse scagionare in qualche modo. Non credo che sia stata applicata correttamente la legge penale e, qualora lo fosse stata, allora la nostra civiltà è alquanto imprecisa e da riscrivere nelle sue regole.

Solidarietà ai ragazzi morti, ai loro familiari, ai loro amici che hanno perso i compagni più importanti della loro vita: quelli della adolescenza che nessuno ti potrà mai sostituire.

l’omicidio di Garlasco

Martedì 25 Settembre 2007

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Dico sempre che quando uccidono una moglie bisogna arrestare subito il marito e quando uccidono una ragazza bisogna prendere subito il fidanzato. Ma tutto ciò è un mio pregiudizio, che mi tengo gelosamente stretto nelle mie convinzioni: è chiaro che occorrono le prove per accusare qualcuno di un reato.

Il fidanzato di Chiara non mi è mai sembrato una persona ‘tranquilla’ come pure si diceva in paese. Bravo a scuola, educato, amorevole e chi più ne ha più ne metta. Impressioni che non significano nulla nella psicologia umana, altrimenti basterebbe vivere un solo anno perchè il resto sarebbe un’inutile ripetizione delle psicopatologie quotidiane esistenti. Invece non è affatto così: proprio oggi ho ascoltato la condanna di un vecchietto di 83 anni a 12 anni di carcere per aver ucciso una rumena, molto più giovane di lui, di cui si era invaghito.

Siamo sicuri che non ci fosse qualche segreto in Chiara o nel fidanzato che, una volta conosciuto dal partner non sia stato accettato? si cerca ancora il movente, ma non è necessario, bastano già le numerose contraddizioni del racconto del giovanotto e poi l’assenza di tracce nel muretto dove avrebbe scavalcato, l’assenza di sangue sulle sue scarpe, il pc che non era stato acceso la mattina del delitto, se non per poco tempo, la presenza di una traccia ematica di Chiara sui pedali della bici e, soprattutto, il suo atteggiamento psicologico: nemmeno una lacrima, la voce fredda nella chiamata di soccorsi.

Dalle mie parti si dice ‘lima sorda’, cioè una lima che quando la si usa non fa rumore ma morde il ferro. Questo è per me il fidanzatino di Chiara, lui di due anni più giovane, lei più matura e forse più capace di lasciarlo. Vedremo.

l’eredità di Pavarotti

Mercoledì 19 Settembre 2007

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L’eredità del maestro Pavarotti pare che non sia la sua voce e la sua capacità di infondere espressività musicale alle parole, ma i suoi beni materiali, il conto in banca, i diritti d’autore, la sua società di amministrazione di palazzi e immobili vari.

Anche il suo inserviente, o come lo si debba chiamare, ha avuto una cospicua eredità in danaro. Mi chiedo perchè Pavarotti abbia dovuto guadagnare tanto. Per far litigare gli eredi? per far arricchire chi non c’entra nulla con la sua fortuna? e poi quale sarebbe stata la sua fortuna, quella di accumulare soldi fino a dimenticarne l’ammontare?

Lui è nell’aldilà, solo con la sua anima ed il vile denaro non gli serve più e forse non gli è servito, anzi certamente non gli è servito, nemmeno in vita.

Non sarebbe stato meglio che avesse messo in pedi una organizzazione per sfamare tanti bambini nel mondo, come pure ha fatto in parte con i suoi proventi? meglio sarebbe stato se avesse vissuto modestamente ed avesse donato tutto o quasi a chi ne aveva bisogno. Probabilmente Iddio gli aveva donato tanta virtù per metterlo alla prova: la sua voce in realtà non era sua, ma patrimonio di tutti. Credo che Pavarotti sarebbe stato ricordato molto più a lungo e non per le controversie tra figlie e seconda moglie.

la stima di un immobile

Martedì 11 Settembre 2007

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Leggo su un sito di software che ormai la stima di un immobile non può più essere lasciata alla discrezionalità del professionista, che ci sono strumenti tecnici per valutare con dati di fatto e scientifici, che il risultato può essere oggettivo, mentre le altre forme si estimo sarebbero arcaiche e superate.

Non faccio nomi quindi non offendo nessuno, ma una simile pubblicità non è solo ingannevole, ma stupida ed ignorante. Se davvero fosse così basterebbe un software automatico, una tabella, un pulsante qualsiasi per avere il valore di una casa o di un terreno. Invece la discrezionalità, che non è altro che la sensibilità del professionista di soppesare mille problematiche e discernere quelle importanti dalle sciocchezze, è indispensabile. Che cosa significa altrimenti la parola ’stima’ se non valutare, dare più o meno valore ad un fatto, una situazione, un evento e a prevedere anche un possibile sviluppo futuro? e che sarebbe allora la teoria della ‘ordinarietà‘ per cui si pensa ad un acquirente ordinario, normale e non ad un paperon dè pareponi che potrebbe sconvolgere il mercato e acquistare anche a prezzi doppi o tripli?

Ringrazio tutti quei tecnici che hanno acquistato la licenza del mio VALVEN (software per trovare il valore venale degli edifici) e lo hanno trovato semplice, rapido ed economico. Esso aiuta il tecnico, ma non lo sostituisce, altrimenti tutti dovrebbero chiudere il proprio studio.

bocciato e promosso

Lunedì 10 Settembre 2007

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Un ragazzino della prima media era stato bocciato a giungo nella scuola del mio paese. Il papà ha fatto ricorso al Tar ed oggi, primo giorno di scuola, suo figlio è entrato a pieno diritto nell’aula della seconda media: promosso.

Avevo previsto subito l’esito della causa e per un motivo molto semplice: la scuola media è una scuola dell’obbligo ed ogni spiegazione per la bocciatura non regge quando un ragazzino è obbligato ad andare a scuola. Insomma la colpa è sempre e comunque della scuola per definizione. Mi si dirà: “ma se uno non studia per niente, se dà fastidio agli altri, se non sa leggere e scrivere non bisogna bocciarlo?”

La risposta è semplicissima: bisogna bocciare gli insegnanti e la scuola che non sono stati capaci di fornire all’alunno gli strumenti per superare scogli obbligatori. Altrimenti sarebbe un assurdo, come dire “devi salire sull’albero e se non sei capace te lo ripeto finchè non lo sarai”.

Non è difficile rendersi conto di questo ragionamento, basta fermarsi un attimo a pensare. Del resto anche i giudici del TAR MOLISE hanno sentenziato allo stesso modo.


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