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Archivio della Categoria 'Soldi e banche'

il contrassegno

Venerdì 7 Settembre 2007

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Nell’era di internet e del digitale il contrassegno, come metodo di spedizione della merce, dovrebbe essere quasi bandito. Almeno per i servizi che non riguardano prodotti “pesanti” il contrassegno è un sistema arcaico di trasporto delle informazioni. Questo vale, ad esempio, per i software che, infatti, noi vendiamo quasi esclusivamente attraverso la rete: si scaricano dal sito, si installano, si creano dei codice ai quali si risponde con un altro codice fornito dopo il pagamento della licenza.

Qualcuno crede che con il contrassegno si possa essere più sicuri di ricevere qualcosa in cambio del denaro. Invece dentro il pacco ci potrebbe essere solo segatura o carta di giornale ed aver pagato per nulla. In pratica il compratore non si difende così dalla truffa o dalla paura della truffa.

Per il venditore è ugualmente problematico spedire in contrassegno. Prima di tutto l’acquirente potrebbe rifiutare il pacco che torna al mittente con spese a carico di costui. Poi l’incasso dell’assegno può avvenire anche dopo venti giorni. Insomma lentezza e insicurezza quanta se ne vuole.

Poi debbo citare una truffa particolare messa in scena da alcuni operatori (della ditta del corriere molto probabilmente). L’acquirente chiede l’invio contrassegno di prodotti di vario genere ad un indirizzo fasullo. Il corriere trova che il destinatario è assente o inesistente e lascia il pacco in giacenza nei locali della ditta di spedizione. Qui avviene l’alleggerimento del prodotto, spesso di valore, e la sostituzione con materiale di poco conto. Quindi il pacco viene mandato indietro al truffato venditore.

Troppi rischi per l’attuale contrassegno, meglio di no.

Valentino Rossi e il fisco

Venerdì 10 Agosto 2007

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Premesso che nessuno vuole pagare le tasse che ritiene esagerate e esose, resta il fatto che comunque i soldi per far funzionare lo Stato debbano in qualche modo essere prelevate dal reddito dei cittadini. Qui entra il caso del mitico Valentino Rossi che avrebbe omesso versamenti di 60 milioni di euro al fisco italiano.

La riflessione che vorrei fare, aldilà del fatto che il motociclista sia o meno responsabile del mancato versamento di tasse, è che si parla di cifre che il comune lavoratore nemmeno si sogna. Sessanta milioni di euro sono circa 120 miliardi delle vecchie lire e solo per tre anni di reddito! ma che cosa ci dovrebbe fare Valentino con tanti soldi: lui ha otto automobili, chissà quante case, ecc. ecc. Non avrà tempo per spenderli quei denari, perchè se deve allo Stato 60 milioni di euro, lui ne avrà almeno 10 volte tanto. Allora dico che una montagna di denaro è sempre una montagna anche se ci togli una roccia: ‘è bello prelevare da un grande mucchio’ diceva uno scrittore latino, come Paperon de’ Paperoni, ma alla fine la vita resta sempre quella che Dio ci ha dato: tanti giorni da vivere con le persone che amiamo, da fare le cose che desideriamo, da parlare con gli amici… Non c’è molto di più: forse solo se vuoi partire per Marte e tornare dopo anni di buio cosmico.

Ritengo che 10 o 100 milioni di euro sono la stessa quantità di soldi per chi non deve pagare le spese di impianto di una nuova fabbrica di…. motociclette. Chissà! Forse a questo pensa Valentino?!

la delibera di Montalto di Castro

Venerdì 20 Luglio 2007

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Il comune di Montalto di Castro ha deliberato di provvedere a versare 5000 euro per la difesa legale di ciascuno degli 8 ragazzi, privi di mezzi finanziari, per difendersi dall’accusa di aver violentato una ragazzina del posto.

Questa è la notizia pura e cruda. Quel che mi chiedo è ‘come si possa essere più stupidi politicamente nell’amministrazione di un comune’.

Non era chiaro fin dall’inizio che la delibera sarebbe stata percepita come uno scandalo, anche se fosse vera la tesi che i ragazzini siano stati denunciati erroneamente dalla persona violentata? Invece voglio sottolineare il fatto che la scusante degli amministratori è completamente ridicola. Si basa sul fatto che i ragazzi abbiano avuto di fronte una donna consenziente. Ma si tratta sempre di una minorenne, questo non lo possono cancellare. Poi come si faccia a dimostrare che una ragazzina possa essere consenziente ad essere maltrattata da 8 maschi non è dato sapere. Oppure al comune credono che gli imputati posano testimoniare scagionandosi l’un l’altro.

Adesso tutti coloro che hanno partecipato alla riunione di giunta comunale e votato quella delibera devono avere il coraggio di ammettere che hanno sbagliato e dimettersi. Questo potrebbe essere l’unico modo di evitare una querela da parte di chi è stato offeso. Se così non fosse ritengo che lo stesso Stato debba iniziare un’azione legale contro questi signori che hanno scambiato il denaro pubblico per risorse private, a vantaggio di un cittadino e contro un altro.

Si vergognino, sindaco in testa.

il suicidio di Bovio

Martedì 10 Luglio 2007

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L’avvocato Bovio, noto penalista milanese, si è suicidato sparandosi con una pistola e lasciando solo una busta con alcuni oggetti dentro. Questa notizia si apprende dagli organi di stampa e dalla tv in questi giorni di inizio luglio 2007.

Ho ascoltato i commenti di colleghi avvocati di Milano. In questi casi si va sempre oltre la logica e, in questo caso, anche oltre il diritto. Un certo Chiesa ha detto che bisogna avere ‘pietas’ e ‘rispettare’ il gesto di Bovio e la sua decisione. Mi chiedo allora che cosa si studi all’università, e non parlo di religione o di etica, di cui dirò in seguito.

Se Bovio avesse ucciso un’altra persona sarebbe stato condannato dalla legge degli uomini? la risposta è pleonastica.

Se Bovio fosse ancora ‘vivo’ (per un assurdo ragionamento rispetto alla vita ed alla morte, ma non rispetto al codice penale) sarebbe stato giudicato per omocidio dello stesso Bovio? a meno che non si alzi al mattino qualche matto e ci spieghi che l’assassinio riguarda gli altri ma non la nostra persona.

Bovio ha ucciso una persona, un figlio di Dio ed è condannabile, non giustificabile.

Adesso passiamo al lato morale.

Bisogna capire chi attua un suicidio? e perchè? in nessun caso secondo me, ma meno che mai quando egli lascia in vita i suoi parenti, i suoi amici, le persone che gli hanno voluto bene. Non è che debba uccidere anche loro, ma l’eredità è pesante perchè si tratta di dolore.

Un marito che se ne va per sempre può infliggere disperazione nella moglie e nei figli, e così un padre, una madre, un figlio nei suoi familiari e compagni di scuola. Questa semplice constatazione ci fa capire che non siamo liberi di fare ciò che vogliamo: magari solo quando si è soli. Ma esiste davvero una persona che è sola su questo mondo?

cantautori impegnati

Lunedì 9 Luglio 2007

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L’aggettivo ‘impegnati’ associato a cantautori mi ha sempre dato fastidio. Basterebbe dire che non si può parlare di chi soffre o emarginato stando comodamente seduti sull’opulenza o dentro il successo, ma è una funzione che non digerisco in nessun modo quella di fare soldi con argomenti che sono l’esatto contrario della vita che si ottiene.

Poi vorrei passare al lato artistico dove molti si stracciano le vesti per inneggiare a questo o a quel poeta. Molte canzoni sono quasi ridicole, se non scritte in maniera infantile e ignorante. Ma anche qui non voglio infierire e sottolineare solo come le migliori composizioni siano quelle che puntualmente parlano d’amore dove, evidentemente, i suddetti cantautori trovano la più profonda ispirazione.

Che dovremmo dire allora? che sono in contraddizione con sè stessi e con quello che scrivono in maniera impegnata? dico solo che appaiono degli incoerenti e questo basta ed avanza per definirli.

il medico

Venerdì 29 Giugno 2007

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Ho fatto fare una visita al medico dell’ASL (o come si chiama mentre stai leggendo) per un problemino al piede, che poi non era nulla. Il costo di questa visita, cioè del ticket? 22 euro e rotti. il tempo della visita? 6 minuti di orologio che corrispondono a 10 visite all’ora e, quindi a 220 euro l’ora di costo.

Qui due sono le cose da considerare:

1) l’asl costa troppo al cittadino e quindi non è più efficiente;

2) i prezzi di alcuni lavoratori (oppure non vogliamo chiamare un medico lavoratore?) sono troppo esagerati rispetto a quelli di altri.

Qui non si tratta di comunismo o socialismo o politica sociale del fascismo, ma di buon senso (io non ho tessere e non ne avrò mai più). Ma quale giustizia sociale può mai essere quella che vede un professore laureato guadagnare 1500 euro al mese ed un medico guadadagnare (non fa differenza se è un dipendente dell’asl perchè l’autonomo riesce ad incassare uguali cifre) 1500 euro al giorno?

Per me questa non è civiltà, ma bestemmia contro Dio del quale siamo tutti figli e, su questo aspetto, tutti uguali. Che poi la diminuzione di alcuni stipendi o guadagni non porti troppo denaro per gli altri non ha alcuna importanza perchè si tratta di moralità o di coscienza. Io non mi sentirei tanto tranquillo con me stesso se, a fine giornata, avessi accumulato tanti soldi da essere dieci o cento volte quanto riesce a mettersi in tasca chi adopera solo la forza delle mani. E a che serve dire che un professionista inizia a guadagnare a 30 anni? sono un professionista, ma questo non vuol dire che si debba essere distanti anni luce dagli stipendi più bassi o dalle pesnioni di chi non arriva a fine mese solo per mangiare.

Troppa disuguaglianza non giova al genere umano…. molti pensano per tutta la vita di essere eterni!

banca intesa e poste

Martedì 19 Giugno 2007

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Continuano ad arrivarmi decine di email con richieste da una pseudo banca intesa o dalle poste italiane per ottenere i miei codici di accesso. Ma io non sono cliente nè dell’una e nè dell’altra. La mia meraviglia non è per questi furfanti da strapazzo, quasi sempre dell’europa dell’est, il cui materialismo durato decine di anni evidentemente ha lasciato profondi segni nella loro civiltà, ma per coloro che dovrebbero controllare internet. Mi si dirà che non è possibile verificare la posta di ogni utente della rete, ma è possibile controllare chiare missive elettroniche che contengono messaggi fraudolenti, specialmente quando sono identiche ed inviate a migliaia di cittadini: anche così si difende la nostra economia.

Ma vi è di più. Internet ha bisogno di fiducia per poter essere usato con chiarezza da tutti per le transazioni commerciali. Si pensi al risparmio di tempo ed inutili spese per acquisti e vendite operate senza intermediari e solo con l’ausilio di un gestore informatico. Tutto questo patrimonio tecnologico mondiale va protetto per il benessere di tutta l’umanità. Non si può permettere ad un deficiente qualsiasi, ad un delinquente di rompere impunemente un difficile percorso di civiltà.

Dunque continuo a ripetere quanto già dico da tempo: occorre una autority vera e internazionale che controlli e disciplini internet che non può essere solo un discorso locale o nazionale. Punizioni esemplari quando si prendono i colpevoli di frodi. Pulizia e verifica dei messaggi, dei virus, degli hackers e di tutto ciò che insozza la rete e la rende a volte una fognatura.

all’ora di pranzo

Sabato 2 Giugno 2007

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Mi arrivano spesso delle telefonate non richieste proprio all’ira di pranzo. Per gentilezza cerco di chiudere la conversazione e non essere troppo duro nelle risposte, ma si tratta sempre di pubblicità o sollecitazioni all’acquisto di beni e servizi. Ultimamente ero particolarmente teso per fatti miei ed appena ho sentito dall’altra parte della cornetta… ’sono di SKY…’ non ci ho riflettuto due volte ed ho detto alla signorina che sto 10 ore davanti al monitor del mio pc, tutti i giorni, e non mi interessava niente di SKY e della tv a pagamento.

Lei continuava ad insistere e mi diceva che ero simpatico. Mentre io mi dovevo mordere la lingua per non riempire la mia interlocutrice di parolacce. Tra una frase e l’altra la telefonata è durata circa un paio di minuti, ma sufficienti a farmi raffreddare la minestra che stava gustando…

Ma possibile che non esiste una legge che vieta queste tipologie di telefonate? e che serietà hanno le ditte che si affidano a call center, forse pagati a percentuale, per rompere le scatole a casa propria?

Forse sarà questo il motivo che mi sento molto meglio quando ho tutti i telefoni (fisso e cellulari) impegnati con la rete o spenti.

che stile sportivo!

Sabato 26 Maggio 2007

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La festa del Milan per la conquista della settima coppa dei campioni è stata macchiata da uno striscione portato da Ambrosini, sul pulman scoperto che girava per le strade affollate di Milano che diceva più o meno così: “Adesso lo scudetto mettetevelo nel c…”, riferito ai cugini dell’Inter.

Ci sono state le scuse del Milan, di Galliani a Moratti, che le ha accettate, di Ambrosini con una lettera sul sito della società. Ma resta la maleducazione totale oltre che la mancanza di qualsiasi comportamento sportivo. Dunque mi chiedo: se per degli spintoni e diciamo pure qualche pungo sferrato dopo la gara col Valencia alcuni giocatori sono stati squalificati dall’UEFA perchè mai un comportamento come quello di Ambrosini non deve essere sanzionato dalla giustizia sportiva?

Poi c’è un’altra considerazione da fare. Ambrosini sarà stato aiutato da altri a scriverlo, non è credibile che abbia fatto tutto lui ed ha avuto del tempo per pensare e riflettere sul suo comportamento. Dunque doppia colpa che fa la spia di un modo di sentire le cose dentro: con odio e disprezzo per gli altri e per il lavoro degli altri, perchè non si dimentichi che i calciatori sono professionisti e le società sono formate dai capitali dei soci. Si può perdonare, ma non assolvere.

Poi ai milioni di tifosi dell’Inter come viene chiesto scusa? Sinceramente questo calcio diventa sempre più schifoso. E pensare che ero rimasto contento nel vedere Berlusconi lanciato in aria con la coppa dei campioni in mano, come un bambino felice…

ICI odiosa

Mercoledì 23 Maggio 2007

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L’ICI risulta essere l’imposta più odiosa per gli italiani. Così dicono i sondaggi e c’è da credere per almeno due serie di considerazioni. La prima è che ogni imposta, per cui non si riceve alcun servizio diretto, come accade per le tasse, è sempre poco gradita al contribuente. La seconda perchè si va a toccare la proprietà della casa: il bene più prezioso per la famiglia, soprattutto quando si tratta di prima ed unica casa.

Il ragionamento che ognuno fa dentro di sè è questo: ho lavorato per mettere insieme il denaro necessario alla costruzione o all’acquisto di un alloggio; ho pagato tasse su ogni cosa che per costruire ho acquistato; ho versato l’IVA sulle spese tecniche, sui lavori dell’impresa, sui materiali, oppure sulle spese di notaio; ho pagato tasse per il passaggio di proprietà, per il catasto, per la bucalossi, per gli allacci di acqua, fognatura, gas, luce, telefono. Insomma ci sono stati un’infinità di sacrifici e versamenti ed alla fine, quando tutto sembra finito, devo ancora pagare un ‘fitto’, al Comune. Ma allora la casa quando sarà completamente mia e liberamente fruibile? La risposta è mai se persiste l’ICI. E non è una questione di qualche centinaio di euro all’anno, ma di principio: non è possibile succhiare ancora sangue a chi ha raggiunto uno scopo con sudore e lavoro. L’ICI è molto più odiata da chi è un piccolo proprietario ed anche della sua sola abitazione. A ciò si aggiunge anche l’atteggiamento di molti Comuni che, come sanguisughe, ti mandano  accertamenti, cartelle esattoriali e ti fanno perdere tempo prezioso per i loro controlli troppo spesso dovuti al fatto che chi li fa riceve una percentuale sui recuperi: ma se non è così, poi, perchè non paga le spese al contribuente?


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