Casa dolce casa
blog di
www.softwareparadiso.it
software, servizi, informazioni sull'edilizia e la casa
 

           ------------------------------------------------------------
           Clicca qui per il login oppure qui per registrarti.
           ------------------------------------------------------------

Archivio della Categoria 'Urbanistica'

Il riequilibrio territoriale

Domenica 3 Marzo 2013

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Può esistere una legge che cerchi il riequilibrio territoriale? Ossia una norma che aiuti a restare nei propri luoghi ed evitare il trasferimento, per qualsiasi motivo, altrove? Molto difficile, ma almeno qualche incentivo che suoni anche come giustizia sociale ci può essere. E vediamo in che maniera.

Tutti sanno che nei condomini si pagano le spese comuni secondo determinati criteri. Non somme uguali per ogni appartamento, per esempio, ma secondo i cosiddetti millesimi di propriet√†. Tutto lo stabile viene indicato come valore 1000 (mille), e le sngole unit√† immobiliari come parte del tutto, secondo la superficie, il piano, l’esposizione, e altri fattori previsti da una norma statale. Succede che ogni condomino paga una quota differente in bnase, appunton ai suoi millesimi dipropriet√†: per esempio 100/1000, 155/1000, eccetera, come stabiliti da una consulenza tecnica.
Non sarebbe possibile equiparare l’Italia a un grande condominio dove ciascuno partecipi in maniera diversa? Si dir√† che gi√† √® cos√¨, ma manca un particolare molto interessante. Dov’√® preso in considerazione il paese o la citt√† in cui si vive? Da nessuna parte. Chi guadagna cinquantamila euro, per esempio, paga le stesse tasse se vive a Frosolone o a Monza. Viceversa sarebbe auspicabile un coefficiente che tenesse conto della tipologia di vita del posto. Perch√© come √® differente, per esempio, il consumo di metano per il risaldamento di luoghi marini o montani, cos√¨ √® anche diversa la vita per altri fattori. In un piccolo centro che si spopola manca anche un ospedale, un tribunale, se non addirittura l’ufficio postale. E i costi per il cittadino sono diversi per tutto ci√≤ che offre lo Stato. Dunque un coefficiente che serva in tutti quei casi in cui lo Stato stesso offra servizi o chieda tasse in qualunque modo.

Ne vedremmo delle belle, perch√© sarebbe disincentivata l’emigrazione verso luoghi pi√Ļ ricchi, (pi√Ļ ricchi anche di tasse), e il coefficiente di cui si tratta, diverso da comune a comune, aiuterebbe a restare la gente dov’√® nata. O, almeno, a non dover sopportare sacrifici non equiparabili alla tipologia di vita che ivi si porta avanti.

Il centro storico di Frosolone, una volta, alla fine dell’800, anche popolato da oltre 6000 (seimila) abitanti, ora ne conta meno di 200 (duecento). Sono arrivato a calcolarne 170 (centosettanta). E questo si chiama distruzione di una civilt√†.

omicidio colposo

Martedì 27 Maggio 2008

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

E’ alquanto strano che, almeno all’inizio, l’omicidio di due ragazzi su un motorino da parte di un giovane senza patente sia stato definito come ‘volontario’ e quello del rom nelle marche, ubriaco, di quattro ragazzi, sia invece¬† classificato come ‘omicidio colposo’. In questo caso la pena √® molto inferiore. Ma se non si elimina questa distorsione negli incidenti stradali non ci sar√† mai pace.

Il ‘colposo’ pu√≤ essere in caso di incidente involontario, quando si mettono in atto tutte le procedure per evitare di fare del male a qualcuno. Ma non quando si beve fino a diventare incosciente. Perch√® nel momento che si inizia a bere si capisce che ci si sta ubriacando. Dunque ci si mette nella condizione della scarsa coscienza delle cose. E questo come lo vogliamo chiamare? Non √® una volont√†?

Non lo sarebbe se fosse un’altra persona a farci bere per forza, ma se lo decidiamo in pare che non ci siano dubbi. In cado di incidente con il morto, allora, omicidio volontario. Oppure che i parlamentari trovino un’altra forma di reato perch√® non √® accettabile che sia messo alla stregua di un incidente capitato per caso.

Indirizzo email

Lunedì 14 Aprile 2008

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Una delle travi che intralciano lo sviluppo e la seriet√† di internet, perch√© anche se non pare esso ancora √® relegato a qualche cosa da guardare con sospetto, √® l’anonimato dell’indirizzo email. Anche coloro che assegnano gratuitamente un tale indirizzo dovrebbero avere i dati esatti del titolare, mediante un sistema che √® da studiare, ma non solo con l’attestazione via rete.

Così non esisterebbero tanto facilmente le truffe, i virus, gli sciacalli che si nascondono dietro quel dito della email che poi potrebbe essere scoperto dalla Polizia Postale. Ma proprio questo bisognerebbe evitare: di ricorrere agli organi inquirenti. Allora internet acquisterebbe la verità che ancora non ha: troppa fantasia, irrealtà, stupidità di un mezzo che potrebbe ricoluzionare la nostra società, ma ancora non lo fa.

quer pasticciaccio brutto de via merulana

Giovedì 20 Marzo 2008

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Carlo Emilio Gadda scrive un libro che √® un vero fenomeno della letteratura italiana. Prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto, un delitto in Via Merulana a Roma, per descrivere personaggi molto meglio di un pittore ritrattista. Profondo nei concetti e nuovo nelle frasi e nelle parole. Molte dialettali, romanesche o napoletane, un p√≤ meno molisane quelle del dottor Ingravallo che sembra Di Pietro di oggi. Anzi questa somiglianza √® scobcertante in quanto il “pasticciaccio” fu scritto molti anni fa, addirittura prima del ‘50 la prima stesura.

Il linguaggio di Gabba √® avvicinabile a quello di altri grandi letterati del passato che hanno fatto la storia della nostra cultura letteraria. Un libro da leggere, anche se, andando avanti diventa pesante per l’attenzione necessaria a capire non solo le costruzioni nel periodo (spesso troppo lungo), ma gli stessi significati e le assonanze ricercate sempre dall’autore. E’ un capolavoro da studiare.

I fantasmi di pietra

Mercoledì 6 Febbraio 2008

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

L’autore di questo libro √® Massimo Corona. Ho letto la prima parte (l’inverno) e gi√† ho capito dove andr√† a parare per il resto. Il suo linguaggio √® molto, ma molto retorico. Si pu√≤ dire che non usa quasi mai descrizioni aderenti alla realt√†, ma sempre mediante similitudini, richiami di altre situazioni e strutture linguistiche simili. Insomma, a lungo andare, tutto questo d√† fastidio al lettore. Potrebbe apparire poesia, ma non √® possibile usare mezzi impropri per la prosa.

Per spiegarmi meglio è come se un architetto fosse molto bravo nel disegno e poi quasi assente nel campo della progettazione. La sua qualità verrebbe distrutta, qualora ci fosse, dalla rappresentazione.

Così Corona, si consola nei mille aggettivi usati per parlare di una strada, una casa, un personaggio. Poi il personaggio è appena abbozzato psicologicamente. In tal modo il racconto è una continua lagna che non affascina e non diverte.

La grezzezza di alcune situazioni è davvero sconcertante: come sia possibile cercare la poesia e poi parlare continuamente di masturbazioni lo sa solo lui. Non parliamo di come tratta il padre e la madre: li ignora semplicemente, come cani.

Se il racconto non fosse autobiografico sarebbe lo stesso perchè sono i sentimenti che contano. In tutto questo miscuglio infantile e senza fine (nel senso di obiettivo), il libro mi pare scadente. La fantasia di Mauro Corona è riservata solo al linguaggio, mentre il contenuto è misero, come il tema di quei studenti che non sanno come riempire il foglio protocollo.

pitturare la casa

Giovedì 3 Gennaio 2008

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

La pitturazione delle pareti della casa, a parte l’esterno che pu√≤ essere trattato anche a vista o in modi diversi, √® un problema che si risolve talora seguendo la moda del momento. Alcuni tipi di pitture, divenute tecnologicamente possibile negli ultimi tempi, attraggono come se fossero le soluzioni pi√Ļ eleganti esistenti. Mi riferisco soprattutto a quelle che mostrano una superficie variopinta, non uniforme e con colorazioni pi√Ļ adatte ad una discoteca o ad un bar.

Per la casa bisogna orientarsi sulla tinta unita e sui colori non troppo forti e intensi. Il motivo è semplice: in casa ci si vive tutti i giorni e molte persone ci lavorano anche. I colori vivaci e le forme di colore appariscenti stancano con il tempo e dopo pochi mesi o giorni diventano insopportabili. La mia esperienza tecnica e professionale mi ha insegnato proprio questo. Inoltre la tinta unita può essere data anche da personale non qualificato, insomma si può fare da sè con un pò di buona volontà e senza spendere soldi inutili per acquistare materiali che non darebbero risultati positivi.

Una raccomandazione finale per chi ha necessità anche di pitturare spesso o di risistemare una piccola porzione di parete: usare il bianco perchè è quello che stanca di meno, va bene su ogni altro tipo di arredo e pavimento, si presta senza problemi ai ritocchi.

Il ragazzo suicidatosi per i punti sulla patente

Lunedì 3 Dicembre 2007

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

La notizia di oggi riguarda un ragazzo piemontese che è stato trovato positivo ad un controllo della Polizia Stradale ad un controllo alcolico. Il giovane, tornato a casa e temendo di perdere il posto di lavoro, si è suicidato.

Mi chiedo dove sia la giustizia a questo riguardo. Con alcuni amici siamo stati ad una cena fuori qualche giorno fa. Nessuno beveva vino temendo di essere fermati dalla Polizia e di perdere punti dalla patente. Credevo che scherzassero, ma si sono comportati veramente così: quasi non hanno toccato vino, se non mezzo bicchiere. Non dico che bisogna ubriacarsi o cose simili, proprio io che non uso vino a tavola, ma solo che mi sembra che stiamo andando controcorrente per certi versi. La logica ci vuole sempre ed anche nella giustizia, nei controlli, nelle leggi, nelle pene. Bisogna sempre sapere il fine di ogni azione.

Ebbene chi √® che non sa la storia del rom ubriaco che √® stato condannato a pochi anni di carcere, ma √® gi√† fuori agli arresti domiciliari nonostante abbia ucciso 4 poveri ragazzi che andavano sul motorino per loro conto? Allora come la mettiamo? Un assassino, anche se il suo reato √® stato giudicato colposo resta sempre un assassino, √® comodamente in libert√†, anzi adesso fa anche della pubblicit√† (che bell’esempio di essere vivente!), ed un¬† ragazzo che pu√≤ aver anche sbagliato per una sera (ammesso che fosse davvero urbriaco), ma che non ha ucciso nessuno deve pagare con la vita?

I pesi e le misure non sono uguali. Mi si potrà rispondere che chi si suicida è sempre un depresso che aspetta solo la causa scatenante. Ma se andiamo avanti con questi ragionamenti si perde di vista il problema. Questa non è libertà e ordine, ma confusione, contraddizione e disorganizzazione sociale, a tutti i livelli.

Lumumba il musicista

Lunedì 19 Novembre 2007

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Sull’assassinio della giovane inglesina a Perugia non avevo mai avuto dubbi sull’estraneit√† di Lumumba (che mi ricorda un capo di stato africano di alcuni decenni fa). Non ho prove al riguardo, ma, da quello che ho letto, non mi pare proprio che si possa tenere in carcere un ragazzo solo per il fatto che sia stato chiamato in causa da una persona, peraltro ora essa stessa indagata.

Mi chiedo che cosa potesse ricercare un uomo sposato da pochi mesi e con un figlio o figlia di altrettanti pochi mesi. Ma chi √® sposato ed ha figli sa che significa avere la compagna vicina da poco tempo? innamoramento continuo, buoni sentimenti, altro che odio e morte. E poi un figlio si sa che √® la cosa pi√Ļ bella del mondo che possa capitare nella vita? altro ancora che morte e droga e sesso sfrenato o materiale.

Non ho mai visto nulla di ciò negli occhi di Lumumba che, ne sono certo, quando uscirà pulito avrà anche modo di diventare famoso: ci scommetto. Se è già famosa Amanda che riceve lettere in carcere perchè non lo deve diventare chi è onesto?

Aspettiamo ancora, ma il quadro mi sembra sempre pi√Ļ delineato: l’artefice Amanda, forse drogata quel giorno, con qualcun altro, probabilmente Sollecito √® intervenuto successivamente. Non mi risulta che gli universitari puliscano a fondo le proprie abitazioni. Sono stato anche io in quelle condizioni anni fa. N√® mi risulta che le ragazze abbiano tanta voglia di igiene in cucina, ancora meno se penso alla candeggina come detergente o disinfettante per i coltelli. Ma sanno costoro che la candeggina corrode i metalli e puzza terribilmente?

il televisore assassino

Giovedì 15 Novembre 2007

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Ancora un incidente dovuto alla caduta di un televisore su una bimba che √® morta. E’ accaduto in questi giorni in Sicilia ed √® la riprova che questi ‘elettrodomestici’ sono costruiti senza tener conto di una loro statica. Provate a prendere con le mani un tale apparecchio, almeno grande una ventina di pollici, e vedrete come sia sbilanciato completamente verso la parte dove √® il vetro. Se lo aprite il retro √® quasi vuoto ed √® ampio solo per alloggiare il tubo catodico, nei televisori di questo tipo.

Occorrerebbe una legge che parlasse di bilanciamento statico dei tv di casa: non è possibile che basta una spinta nemmeno troppo forte per provocare la caduta pesante e pericolosa. Chi ci rimette? i bambini che sono piccoli e stanno quasi sempre al di sotto del mobile che porta la tv.

E’ consigliabile, per questo motivo, di abbandonare del tutto gli apparecchi a tubi catodici (RTC) e orientarsi verso quelli piatti che possono essere agganciate meglio alla parete e non solo poggiati in un equilibrio precario.

Nelle nostre case talora basterebbe poco per evitare guai che, quasi sempre, toccano i pi√Ļ deboli, i bambini e gli anziani: in cucina, nei bagni, nelle scale, a causa dei mobili e degli elettrodomestici non sempre sicuri.

il controsoffitto in legno

Venerdì 26 Ottobre 2007

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Un problema che si riscontra spesso nei controsoffitti in legno, o in doghette, √® quello del ritiro del materiale. E’ consigliabile, pertanto, di tenerne conto all’atto della posa in opera per il seguente motivo: la mancanza di connessione tra le parti pu√≤ generare un distacco dei componenti che, se sono agganciati l’uno all’altro, possono provocare anche un crollo parziale.

Anche la temperatura pu√≤ fare di questi scherzi o l’esposizione all’aria, che asciuga il legno, o mal sole che lo fa seccare. Anche se molto antiestetiche le viti sono pi√Ļ adatte in questi casi e non i ganci a scomparsa che possono anche piegarsi sotto il peso delle tavole, se sono posti a distanza notevole rispetto al peso da sostenere.

Insomma chi fa da s√® deve sapere che l’incognita √® in agguato ed √® molto meglio informarsi prima da chi ha gi√† fatto simili lavori o, come in questa occasione, leggere un consiglio sulla rete e su un sito adatto. Grazie della visita.


18446744073709551615