Casa dolce casa
blog di
www.softwareparadiso.it
software, servizi, informazioni sull'edilizia e la casa
 

           ------------------------------------------------------------
           Clicca qui per il login oppure qui per registrarti.
           ------------------------------------------------------------

Archivio della Categoria 'Spettacolo'

Le scarpe rotte della regina Elisabetta

Giovedì 16 Settembre 2010

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Qualche giorno fa la tv, non ricoredo se di Stato o privata, ha mostrato la regina Elisabetta seduta e con le scarpe che mostravano il fondo consumato. A detta del giornalista, difatti, c’era un foro che mal si addiceva a una persona di quel rango. Mi sono ricordato, (si fa per dire), che ho passato una vita a vendere scarpe e anche ad aggiustarle, oltre che a consumarle con i miei piedi. Cos√¨ ho dato uno sguardo ai mocassini di pecary che indosso tutte le primavere e gli autunni da almeno vent’anni a questa parte, fatti di viaggi per le strade del mio paese. Certo consumate in una porzione centrale della suola destra, (e prontamente riparate), ma non nere, come il cronista sostena che fosse il foro della regina. Ossia le scarpe hanno un’intersuola che divide il battistrada dal plantare interno. E non voglio credere che una regina abbia scarpe di qualit√† tanto inferiore da esserne sprovviste. perci√≤ la suola non √® mai nera, tutt’al pi√Ļ del colore della pelle dell’animale.

Insomma quella macchia scura sotto la scarpa di Elisabetta d’Inghilterra non era altro che una zona colorata, non un buco dovuto al consumo del materiale (le calze erano trasparenti e non nere). Inoltre questa vecchietta, che cos√¨ bisogna chiamarla, come poteva consumare un paio di scarpe se io, che non ancora mi reputo vecchio e non lo ero vent’anni fa, non sono riuscito a provocare un foro di uguali dimensioni? Che la suola di colei fosse meno robusta rispetto alla mia? Non ci credo.

Mio zio, prima di provocare un simile buco, tenne le scarpe ai piedi per cinquant’anni, e lui s√¨ che camminava come la regina: poco e piano.

Questo per evitare che si rida dove non esiste e si getti fango dove non è mertitato. Che chi vuol far ridere ha altre strade, se ne è capace.

Viva la regina!

Niente di vero tranne gli occhi

Domenica 4 Ottobre 2009

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Il linguaggio di Faletti è sporco, e della cosa non vi è alcun bisogno per raccontare una storia qualsiasi. Gratuito e inopportuno. Naturalmente tale sua scelta porta anche a conquistare un certo tipo di pubblico, ma ne allontana sicuramente un altro. Personalmente, dopo poche pagine, ho dovuto abbandonare la lettura che mi schifava. Stessa cosa successa a mia moglie.

Giudizio negativo, nonostante sia un successo editoriale, a quanto si sente dire.

Perchè mentiamo con gli occhi e ci vergognamo con i piedi?

Mercoledì 29 Ottobre 2008

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Il libro di Allan e Barbara Pease √® un vero e proprio manuale di intrepretazione dei comportamenti umani. Utilissimo per chi ha a che fare con il pubblico: venditori, politici, rappresentanti, talent scout, ecc. Credevo si trattasse di una cosa leggera, invece qui √® vera e propria psicologia. Profondo anche, e un tantino difficile per chi √® a digiuno dall’osservazione dei gesti e dei movimenti di chi ci √® di fronte, in quanlunque occasione. Difatti non sempre si colgono le miriadi di prove di un modo di pensare. Con questo testo si impara, e vi √® anche un test finale per controllare che cosa si √® capito. Buono.

quer pasticciaccio brutto de via merulana

Giovedì 20 Marzo 2008

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Carlo Emilio Gadda scrive un libro che √® un vero fenomeno della letteratura italiana. Prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto, un delitto in Via Merulana a Roma, per descrivere personaggi molto meglio di un pittore ritrattista. Profondo nei concetti e nuovo nelle frasi e nelle parole. Molte dialettali, romanesche o napoletane, un p√≤ meno molisane quelle del dottor Ingravallo che sembra Di Pietro di oggi. Anzi questa somiglianza √® scobcertante in quanto il “pasticciaccio” fu scritto molti anni fa, addirittura prima del ‘50 la prima stesura.

Il linguaggio di Gabba √® avvicinabile a quello di altri grandi letterati del passato che hanno fatto la storia della nostra cultura letteraria. Un libro da leggere, anche se, andando avanti diventa pesante per l’attenzione necessaria a capire non solo le costruzioni nel periodo (spesso troppo lungo), ma gli stessi significati e le assonanze ricercate sempre dall’autore. E’ un capolavoro da studiare.

Ascolta la mia voce

Martedì 12 Febbraio 2008

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Il romanzo di Susanna Tamaro non mi pare un buon libro e dico il perchè. In primo luogo ci sono delle affermazioni del tutto fuori luogo sulla Madonna. Ognuno è libero di credere o non credere, ma non è libero di insultare chi crede o la stessa religione. Avrei voluto vedere che cosa poteva capitare alla libera scrittrice se fosse stata tra i musulmani e avesse detto le stesse cose di Maometto.

Comunque, parliamo del contenuto del libro. Una storiella che si pu√≤ raccontare in un paio di frasi. Niente di avvincente o coinvolgente. Addirittura stravagante quando la protagonista parte all’improvviso e non si sa bene per dove.

Il linguaggio poi presenta una sciocchezza notevole. Qualcuno potrebbe farla passare per una brillante idea o per una licenza poetica, ma ho trovato alquanto fastidioso che si passi con disinvoltura dal verbo presente, o passato prossimo, al passato remoto. Al di là della capacità narrativa di questo espediente, che non vedo affatto, occorre che ci sia la logica nel dire e raccontare, altrimenti ognuno fa quello che vuole. E se è così, anche io dico quello che mi pare.

In definitiva un libro scadente.

I fantasmi di pietra

Mercoledì 6 Febbraio 2008

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

L’autore di questo libro √® Massimo Corona. Ho letto la prima parte (l’inverno) e gi√† ho capito dove andr√† a parare per il resto. Il suo linguaggio √® molto, ma molto retorico. Si pu√≤ dire che non usa quasi mai descrizioni aderenti alla realt√†, ma sempre mediante similitudini, richiami di altre situazioni e strutture linguistiche simili. Insomma, a lungo andare, tutto questo d√† fastidio al lettore. Potrebbe apparire poesia, ma non √® possibile usare mezzi impropri per la prosa.

Per spiegarmi meglio è come se un architetto fosse molto bravo nel disegno e poi quasi assente nel campo della progettazione. La sua qualità verrebbe distrutta, qualora ci fosse, dalla rappresentazione.

Così Corona, si consola nei mille aggettivi usati per parlare di una strada, una casa, un personaggio. Poi il personaggio è appena abbozzato psicologicamente. In tal modo il racconto è una continua lagna che non affascina e non diverte.

La grezzezza di alcune situazioni è davvero sconcertante: come sia possibile cercare la poesia e poi parlare continuamente di masturbazioni lo sa solo lui. Non parliamo di come tratta il padre e la madre: li ignora semplicemente, come cani.

Se il racconto non fosse autobiografico sarebbe lo stesso perchè sono i sentimenti che contano. In tutto questo miscuglio infantile e senza fine (nel senso di obiettivo), il libro mi pare scadente. La fantasia di Mauro Corona è riservata solo al linguaggio, mentre il contenuto è misero, come il tema di quei studenti che non sanno come riempire il foglio protocollo.

pitturare la casa

Giovedì 3 Gennaio 2008

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

La pitturazione delle pareti della casa, a parte l’esterno che pu√≤ essere trattato anche a vista o in modi diversi, √® un problema che si risolve talora seguendo la moda del momento. Alcuni tipi di pitture, divenute tecnologicamente possibile negli ultimi tempi, attraggono come se fossero le soluzioni pi√Ļ eleganti esistenti. Mi riferisco soprattutto a quelle che mostrano una superficie variopinta, non uniforme e con colorazioni pi√Ļ adatte ad una discoteca o ad un bar.

Per la casa bisogna orientarsi sulla tinta unita e sui colori non troppo forti e intensi. Il motivo è semplice: in casa ci si vive tutti i giorni e molte persone ci lavorano anche. I colori vivaci e le forme di colore appariscenti stancano con il tempo e dopo pochi mesi o giorni diventano insopportabili. La mia esperienza tecnica e professionale mi ha insegnato proprio questo. Inoltre la tinta unita può essere data anche da personale non qualificato, insomma si può fare da sè con un pò di buona volontà e senza spendere soldi inutili per acquistare materiali che non darebbero risultati positivi.

Una raccomandazione finale per chi ha necessità anche di pitturare spesso o di risistemare una piccola porzione di parete: usare il bianco perchè è quello che stanca di meno, va bene su ogni altro tipo di arredo e pavimento, si presta senza problemi ai ritocchi.

Il ragazzo suicidatosi per i punti sulla patente

Lunedì 3 Dicembre 2007

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

La notizia di oggi riguarda un ragazzo piemontese che è stato trovato positivo ad un controllo della Polizia Stradale ad un controllo alcolico. Il giovane, tornato a casa e temendo di perdere il posto di lavoro, si è suicidato.

Mi chiedo dove sia la giustizia a questo riguardo. Con alcuni amici siamo stati ad una cena fuori qualche giorno fa. Nessuno beveva vino temendo di essere fermati dalla Polizia e di perdere punti dalla patente. Credevo che scherzassero, ma si sono comportati veramente così: quasi non hanno toccato vino, se non mezzo bicchiere. Non dico che bisogna ubriacarsi o cose simili, proprio io che non uso vino a tavola, ma solo che mi sembra che stiamo andando controcorrente per certi versi. La logica ci vuole sempre ed anche nella giustizia, nei controlli, nelle leggi, nelle pene. Bisogna sempre sapere il fine di ogni azione.

Ebbene chi √® che non sa la storia del rom ubriaco che √® stato condannato a pochi anni di carcere, ma √® gi√† fuori agli arresti domiciliari nonostante abbia ucciso 4 poveri ragazzi che andavano sul motorino per loro conto? Allora come la mettiamo? Un assassino, anche se il suo reato √® stato giudicato colposo resta sempre un assassino, √® comodamente in libert√†, anzi adesso fa anche della pubblicit√† (che bell’esempio di essere vivente!), ed un¬† ragazzo che pu√≤ aver anche sbagliato per una sera (ammesso che fosse davvero urbriaco), ma che non ha ucciso nessuno deve pagare con la vita?

I pesi e le misure non sono uguali. Mi si potrà rispondere che chi si suicida è sempre un depresso che aspetta solo la causa scatenante. Ma se andiamo avanti con questi ragionamenti si perde di vista il problema. Questa non è libertà e ordine, ma confusione, contraddizione e disorganizzazione sociale, a tutti i livelli.

Lumumba il musicista

Lunedì 19 Novembre 2007

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Sull’assassinio della giovane inglesina a Perugia non avevo mai avuto dubbi sull’estraneit√† di Lumumba (che mi ricorda un capo di stato africano di alcuni decenni fa). Non ho prove al riguardo, ma, da quello che ho letto, non mi pare proprio che si possa tenere in carcere un ragazzo solo per il fatto che sia stato chiamato in causa da una persona, peraltro ora essa stessa indagata.

Mi chiedo che cosa potesse ricercare un uomo sposato da pochi mesi e con un figlio o figlia di altrettanti pochi mesi. Ma chi √® sposato ed ha figli sa che significa avere la compagna vicina da poco tempo? innamoramento continuo, buoni sentimenti, altro che odio e morte. E poi un figlio si sa che √® la cosa pi√Ļ bella del mondo che possa capitare nella vita? altro ancora che morte e droga e sesso sfrenato o materiale.

Non ho mai visto nulla di ciò negli occhi di Lumumba che, ne sono certo, quando uscirà pulito avrà anche modo di diventare famoso: ci scommetto. Se è già famosa Amanda che riceve lettere in carcere perchè non lo deve diventare chi è onesto?

Aspettiamo ancora, ma il quadro mi sembra sempre pi√Ļ delineato: l’artefice Amanda, forse drogata quel giorno, con qualcun altro, probabilmente Sollecito √® intervenuto successivamente. Non mi risulta che gli universitari puliscano a fondo le proprie abitazioni. Sono stato anche io in quelle condizioni anni fa. N√® mi risulta che le ragazze abbiano tanta voglia di igiene in cucina, ancora meno se penso alla candeggina come detergente o disinfettante per i coltelli. Ma sanno costoro che la candeggina corrode i metalli e puzza terribilmente?

il delitto di Perugia

Sabato 10 Novembre 2007

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\softwareparadisoit\blog\wp-includes\functions-formatting.php on line 76

Come per altre occasioni simili l’assassino vuole addossare la colpa agli altri, si difende anche contro l’impossibile, contro l’evidenza, tira fuori tutto il suo istinto bestiale per salvarsi. Per salvare il suo corpo, ma non la sua coscienza e la sua anima che rester√† per sempre sotto il macigno del suo reato.

Chi ha ucciso l’Inglesina? mi pare chiarissimo dai riscontri che finora sono venuti fuori: i due fidanzatini. Probabilmente l’africano c’entra qualcosa, ma non credo che abbia ucciso lui. Nella stanza dell’orrore ci sono impronte riconducibili ai fidanzati e contro Patrick solo la testimonianza (inattendibile per i motivi di cui sopra) dell’americana.

Appena ho saputo del fatto mi sono subito fatto un’idea dell’accaduto: alcool e droga. Sono certo che alla fine sar√† questa la causa dell’omicidio.

Il biondino con la spider rossa che uccise Milena Sutter, tanti anni fa ancora adesso che sconta l’ergastolo dice di essere innocente. E’ la logica sciocca dell’assassino. Contro questi mostri che non sono nemmeno lontanamente paragonabili agli animali, molto migliori degli uomini, bisogna solo di parlare di demoni.

Ed anche i genitori talora sbagliano nella speranza di vedere tutto finito e subito. Il padre di Raffaele(il fidanzatino) ha detto che suo figlio si doveva laureare in questi giorni. Non ha pensato che la giovanissima inglesina non si laurer√† mai pi√Ļ.


18446744073709551615