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Software per il poker

10 Novembre 2009

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Mille giornate belle

29 Ottobre 2009

Te ne accorgi quando non ci sono più, quando appartengono al passato, quello tranquillo e spensierato. Allora le sai esaminare e descrivere come non mai: belle, appunto. E il romanzo si snoda attraversando un’interas gioventù, fino alla maturità, con qualche rimpianto di uno di noi. Insieme di nuovo, alla fine, amici come sempre.

Una vita in un attimo

29 Ottobre 2009

La genesi di questo libro è dovuta a una mia vecchia idea per cui il tempo non esiste. Noi abbiamo sempre la stessa età e cambiano tante poche cose che restiamo sempre uguali, per tutta la vita. In quell’attimo che si pensa è possibile che scorrano anni e decenni. Così si possono raccontare. Nell’attimo che passa tra la vista di un camion che arriva addosso e il ricordo di quanto trascorso dall’infanzia a quel punto. Ecco.

Solo e pensoso

29 Ottobre 2009

Questo romanzo mi venne in mente mentre attraversavo, effettivamente, come raccontato, la strada che da mia madre portava a casa mia. Quando fui assalito da una bufera di neve e non vedevoi nulla intorno e mi sentivo solo al mondo. Che stranezza certe volte fa la neve e il vento. Allora pensai chissà che cosa poteva succedermi se, rientrato, non avessi trovato più la mia famiglia…

Niente di vero tranne gli occhi

4 Ottobre 2009

Il linguaggio di Faletti è sporco, e della cosa non vi è alcun bisogno per raccontare una storia qualsiasi. Gratuito e inopportuno. Naturalmente tale sua scelta porta anche a conquistare un certo tipo di pubblico, ma ne allontana sicuramente un altro. Personalmente, dopo poche pagine, ho dovuto abbandonare la lettura che mi schifava. Stessa cosa successa a mia moglie.

Giudizio negativo, nonostante sia un successo editoriale, a quanto si sente dire.

La storia (La fiera di sant’Antonio)

31 Agosto 2009

Ringrazio coloro che mi hanno scritto per chiedermi se fosse una storia vera, come pure è indicato nel romanzo. Rispondo anche qua così ognuno può leggere.

Si tratta di un fatto realmente accaduto. Però posso anche aggiungere una seconda riflessione. Ossia che non sia possibile chiedere a un autore dove è iniziata la sua opera di fantasia, dove si è fermata la realtà e dove parte l’invenzione. Nessuno risponderà come si crede. Come si può pensare, perché per il romanziere è tutto vero oppure tutto finto, allo stesso tempo e non ve ne renderà ragione.

Nel caso specifico assicuro, comunque, che la stragrande maggioranza dei fatti descritti appartengono alla storia.

Un libro per l’estate

8 Agosto 2009

E’ intitolato La fiera di sant’Antonio. Si legge bene, veloce e interessante. Comincia con il 997 e la vita di allora, poi un delitto punito. Ma quella ragazzina violentata non riposa, la sua storia si tramanda di padre in figlio, poi è scritta su una pergamena che nessuno legge fino ai nostri giorni. E ci vuole un terremoto che lesiona la biblioteca di un monastero. Allora due studiosi la riportano alla luce. Viene pubblicata, proprio nelle coincidenze di una fiera di paese, il 13 giugno, adesso come allora, dopo una visita del frate santo in quel posto sperduto tra le montagne.

E lei, la bambina del 997, può riposare in pace.

Perchè mentiamo con gli occhi e ci vergognamo con i piedi?

29 Ottobre 2008

Il libro di Allan e Barbara Pease è un vero e proprio manuale di intrepretazione dei comportamenti umani. Utilissimo per chi ha a che fare con il pubblico: venditori, politici, rappresentanti, talent scout, ecc. Credevo si trattasse di una cosa leggera, invece qui è vera e propria psicologia. Profondo anche, e un tantino difficile per chi è a digiuno dall’osservazione dei gesti e dei movimenti di chi ci è di fronte, in quanlunque occasione. Difatti non sempre si colgono le miriadi di prove di un modo di pensare. Con questo testo si impara, e vi è anche un test finale per controllare che cosa si è capito. Buono.

vacanze

26 Agosto 2008

La gente che torna dalle vacanze è più stanca di quando è partita, questo quasi sempre. Comunque la soddisfazione riguarda solo una buona metà di essi, il resto è deluso. Dunque la vacanza quasi non serve. Meglio una gita di un giorno o due, un fine settimana per rinfrancarsi che stare seduto o sdraiato senza fare nulla e solo per il gusto di raccontare dove si è stati. Posti esclusivi, lontani, costosi, lusso e niente altro, anzi noia, malinconia e depressione. Altro che ristoro del corpo e della mente.

Sarà per questo che preferisco riposare in modo diverso, leggendo, nel giardino di casa, al fresco, passeggiando con gli amici, sorseggiando una birra al bar, preparando una cenetta insieme, magari in una scampagnata. E poi i familiari, quelli sì che ti fanno riposare, se vogliono, basta solo un pò di volontà. Senza dimenticare il risparmio economico e il sentirsi vicini a chi non dispone di denaro da gettare al vento.

omicidio colposo

27 Maggio 2008

E’ alquanto strano che, almeno all’inizio, l’omicidio di due ragazzi su un motorino da parte di un giovane senza patente sia stato definito come ‘volontario’ e quello del rom nelle marche, ubriaco, di quattro ragazzi, sia invece  classificato come ‘omicidio colposo’. In questo caso la pena è molto inferiore. Ma se non si elimina questa distorsione negli incidenti stradali non ci sarà mai pace.

Il ‘colposo’ può essere in caso di incidente involontario, quando si mettono in atto tutte le procedure per evitare di fare del male a qualcuno. Ma non quando si beve fino a diventare incosciente. Perchè nel momento che si inizia a bere si capisce che ci si sta ubriacando. Dunque ci si mette nella condizione della scarsa coscienza delle cose. E questo come lo vogliamo chiamare? Non è una volontà?

Non lo sarebbe se fosse un’altra persona a farci bere per forza, ma se lo decidiamo in pare che non ci siano dubbi. In cado di incidente con il morto, allora, omicidio volontario. Oppure che i parlamentari trovino un’altra forma di reato perchè non è accettabile che sia messo alla stregua di un incidente capitato per caso.


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