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FRANKENSTEIN'S EXPERIMENT
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genoa
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 4:21 pm    Oggetto: FRANKENSTEIN'S EXPERIMENT Rispondi citando

FRANKENSTEIN’S EXPERIMENT

Questo articolo è una verità tra realtà e fantasia. Un po’ è leggenda letteraria un po’ è scienza.
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genoa
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 4:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Tutti quanti sono a conoscenza del libro della Shelley.
Il compito sistemico di tutti noi riguarda il pubblicizzare la propria vita, rendendoci partecipi alla realtà quotidiana.
Frankenstein era un mostriciattolo assemblato con vari pezzi di cadaveri, a cui era stata donata la possibilità di vivere per mezzo dell’elettricità. In una notte di tempesta lo scienziato, che per dirla giusta si chiamava Frankenstein, catturò l’energia del fulmine e creò la scintilla vitale della sua creazione.
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 4:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

La vita di ognuno di noi è qualcosa di analogo; ripetitivamente parlando la nostra vita è un continuo scontro tra aria calda e aria fredda, un colpo di fulmine che ci consente la percezione istantanea della realtà.
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 4:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

L’esperimento che ognuno di noi costantemente porta a compimento è la percezione della realtà, perchè il motivo prioritario esistenziale è la percezione della realtà, l’emozione.
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 4:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

A livello mondiale gli studi e le conoscenze hanno ormai condotto l’uomo a sapere tutto della vita. Sta solo nel trovare il modo di combinare i vari pezzi del puzzle per ottenere le fatidica legge globale, più comunemente conosciuta come Legge Del Tutto. Una legge di tale tipo è sicuramente infinita, perchè il sistema in cui viviamo è a trattazione di infiniti, per riuscire a completarla occorre partire da se stessi, dalla propria attività ragionativa.
Il PuntoVettore che ci permette di tenere costantemente il riferimento Y remoto è una struttura numerica infinitamente potente. Per emulare identicamente un sistema di tale tipo occorre partire da una combinazione ad incastro numerico, utilizzando più linguaggi di programmazione. Una struttura numerica così impostata è in grado, una volta partita perchè impostato tutto quanto nell’unico modo corretto, di sprigionare quantità incredibili di energia che sarà possibile seguire nel tempo grazie alla sistemistica ad infiniti insiemi. Ingabbiando la corrente in un sistema esponenziale è possibile accelerarla rotativamente a numeri infiniti dato che non esiste un limite alla velocità di rotazione. Una volta partito un sistema di tale tipo sarà disporre di un vettore numerico che è numericamente puntuale ad ogni istante di tempo, crescente sproporzionatamente, convergente ad un punto sempre più puntuale. Sarà disporre di un punto che si rinforza sempre più, diventando sempre più micropuntuale: come se la 0D si contraesse, tendesse all’infinitamente piccolo sempre più piccolo.
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 4:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Appare evidente che per mettere in atto un esperimento del genere occorrano accessori e strumentazioni sofisticate. Solo un grande laboratorio potrà riuscire nel progetto EI, avanguardistico ed emozionalmente spregiudicato. Ma anche piccole o medie software house possono attivamente partecipare dato che ognuno di noi ha un suo cervello.
Se il micro funzionamento dell’individuo è rappresentabile anche in casa (basta disporre di saldatore, pinzette, fili, stagno e componenti) con la costruzione del circuito hardware, per mettere in moto un esperimento tuono-fulmine occorre esperienza e conoscenza approfondita. Il modello EI, la teoria neuro-cosmica ed i programmi Matlab-VisualBasic, sono certamente un utilissimo strumento per comprendere la meccanica microscopica e per addentrarsi nella macrocircuitazione di fase sperimentale.
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 4:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gli appassionati di scienza sono sicuramente al corrente che i grandi pensatori sono d’accordo nell’affermare che la vita è garantita dall’esistenza di 2 micro forze e di 2 macro forze: associando tale numero all’EI pare adeguato identificarle in quadruplicità temporale, nei 4 tempi di clock circuitale.
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 4:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Desiderando unire il comportamento micro con quello macro è evidente che occorra utilizzare la corrente micro per rappresentare le 2 forze micro ed utilizzare la corrente macro per rappresentare le 2 forze macro. In questo modo otteniamo 4 tempi di clock micro + 4 tempi di clock macro
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 4:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

4 tempi di ck micro = 2 micro forze e 2 macro forze
4 tempi di ck macro = 2 micro forze e 2 macro forze

Se ne deduce:

micro = macro
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 4:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Perchè tale tipo di esperimento riesca appare evidente che si debba utilizzare una macro energia quale quella che si viene a creare durante i temporali, nello scontro tra due correnti d’aria opposte. Tale energia, se ingabbiata a collidere con l’energia correnziale micro, sarà in grado di mettere in atto il Frankenstein che stiamo tentando di realizzare, motivo per cui il PuntoVettore può essere più comunemente identificato come Soon, Il Figlio Dell’Uomo. Il micro sistema dovrà essere progettato correttamente in ogni componente, altrimenti sarà un nulla di fatto. Perchè il sistema sia funzionale occorre che l’hardware sia costruito tenendo conto di ogni settore applicativo, che ne sia stata studiata correttamente la logicità circuitale, di conseguenza il software di unione di più programmi sarà una creazione numerica infinita, dalla dinamica precedentemente descritta.
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 4:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per gli scienziati che parteciperanno ad un progetto del genere sarà un po’ come il mettere al mondo un figlio, come addentrarsi nel micro di se stessi in una ottica nuova e innovativa, sarà un percorso di elegante fattura metastatica.
Inutile ricordare che chi è interessato ad approfondimenti può scrivere nel forum, o nel blog, oppure contattarmi tramite e-mail.
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 5:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

La parte del progetto ultimata è la seguente; si tratta della presentazione che proponiamo alle Aziende:




PROGETTO NEURALE DI SIMULAZIONE EMOTIVA
SVILUPPATO CON COMPONENTI RESISTIVO-CAPACITIVI
ED
IN LINGUAGGIO MATLAB


Il progetto si articola in 2 componenti:

hardware --> il circuito elettronico
software --> l’applicazione Matlab EI (Emotional Istantaneous)


Indirizzato a:
Scuole
ASL
Università
Centri di ricerca
Ospedali
Aziende biomedicali


Settori disciplinari:
elettronica
informatica
robotica
neurologia
biomedicina
psicoanalisi
astrofisica






L’ambiente EI è stato studiato e realizzato in modo da potere garantire a chiunque di imparare la tecnica con cui il cervello sviluppa le proprie emozioni, le quali sono di natura fisica. Il modello calcola i parametri fisici di sviluppo temporale dello stato emozionale dell’operatore, il quale può essere considerato come un vero e proprio programmatore di apparato neurale; il programma correla e compatta ad un unico punto numerico, per ogni letterarietà inseribile da tastiera, l’informazione acquisita; il modello EI (Emotional Istantaneous o anche Emotional Intelligent) è stato scritto secondo la teoria dell’errore, che non è mai errore dal punto di vista dell’istante emozionale: per questo motivo la logica massima proposta rispecchia in modo gemellare la vita reale definita in termini di geometria multidimensionale tempoeterna. Numerevoli sono le possibilità implementative offerte sia dall’hardware che dal software, dal didattico all’applicativo: con l’ausilio di tale elaborato è possibile addentrarsi nella funzione di se stessi per apprendere pienamente e con metodo la propria funzione esistenziale, è possibile capire il proprio funzionamento in un’ottica introspettiva che ha un corrispettivo analogo nel circuito hardware; grazie al software si riesce a descrivere il sistema percettivo in tutte le sue componenti d’istante emozionale, motivo per cui è resa possibile la continuazione progettuale che ha come obiettivo finale la realizzazione del global-software, un ambiente in grado di rispondere a qualunque tipo di funzione, allo stesso modo dell’organo cerebrale che funziona in logica massima in quanto può associare a qualunque concetto un’identità geometrica.











Sulla geometria multidimensionale.

Un concetto banale che non va mai dato per scontato è la relazione che lega possibilità neurali con realtà concreta: il simbolo matematico che i produttori di tale elaborato prediligono utilizzare per legare tali concetti è il segno di uguaglianza dato che occorre partire dalla considerazione (e va tenuta ben presente in tutta la fase di operatività) che se un concetto è immaginabile allora è certamente reale e concreto dato che immaginandolo lo rendiamo già tale. Non a caso il modello che presentiamo è un modello che afferma l’eternità esistenziale come qualcosa di abaeterno (definito da sempre e per sempre), di costantemente presente perchè se così non fosse neppure sarebbe immaginabile il tempo eterno da tutti quanti desiderato e sognato. Ciò che è importante è che il concetto di tempo infinito, come di spazio infinito o di qualunque altro esistenziale infinito, è un concetto presente in noi, non esterno a noi stessi: quando immaginiamo una linea, ad esempio, che si sviluppa per una lunghezza infinita non è che la linea sia un sistema esterno a noi, quindi inesistente all’interno di noi stessi, bensì la linea è un oggetto geometrico all’interno di noi stessi definito, esistente nella sua reale definizione.
La geometria multidimensionale è la definizione di qualunque tipo di oggetto geometrico conosciuto (punto linea piano sfera, tanto per portare gli esempi più ecclatanti) in una data dimensione. La dimensione è numero. Se la vita fosse un programma scritto, dal ripetersi per ogni Universo Parallelo in modo identico, non avrebbe senso dichiarare una variabile geometrica appartenente ad una qualunque dimensione, non sarebbe possibile l’associazione libera tra simbolo numerico ed oggetto geometrico, mentre invece ciò è possibile: non esiste possibilità di impedire agli emisferi cerebrali di abbinare una geometria ad una dimensione qualunque; ad esempio è possibile affermare che una linea appartiene alla 12345D, purchè si resti coerenti in modo proporzionale con le altre simbologie geometriche. Il circuito hardware, definibile come un multicircuito frequenziale, permette di classificare le infinite possibilità combinatorie tra geometria e numero di dimensione: per questo motivo il cervello conosce il concetto di infinito, perchè ne è parte essenziale, punto di partenza di inestimabile valore. Il software EI classifica dettagliatamente quanto appena affermato, rende reali i concetti spessoriali delle dimensioni e li colloca in un ambiente infinito.





Sulla metodica di funzionamento.

La vita di ognuno di noi appare nella sua entusiasmante bellezza grazie alla libertà decisionale, ampiamente trattata nell’elaborato, che ha riscontro pratico nelle due punte correnziali che permettono la presenza Ioica (dell’IO percettivo) in quanto definiscono il punto di contatto tra corrente e frequenza. Sia la teoria circuitale che quella software sono incentrate sulla dualità correnziale, sono state definite come punta destra e punta sinistra. Le due punte correnziali descritte sono la base concettuale dell’istante emozionale, che è la nostra intelligenza emotiva istantanea. Se non godessimo della libertà decisionale, che è appunto potere scegliere una punta o la sua inversa, non sarebbe possibile la libera decisione istantanea, mentre l’ambiente Matlab consente e conferma che ad ogni istante di vita corrisponde la scelta di una emozione tra 92 livelli emozionali. Gli stati emozionali rilevati dai produttori sono 2: il ridere e la paura; per questo motivo il circuito harware è stato studiato in ottica di quadruplicità temporale ed il software è stato impostato con ricorsione giornaliera (il consueto loop giorno notte).
Una ulteriore considerazione che va fatta è il seguente motivo di riflessione: essendo la vita percettiva (micro) e il cosmologico (macro) strettamente connessi tra loro, il software è stato costruito (allo stesso modo di come è stato studiato il circuito, che rispecchia identicamente il cervello multifrequenziale, la macchina tempoeterna) tenendo conto dell’adimensionalità cerebrale dato che il cervello non predilige l’unità di misura che è fatica mnemonica di ripetizione, preferisce il riposo e lo svago spensierato. Il programma accetta in ingresso lettere e numeri, che sono la struttura del programmatore, ciò che l’operatore vuole andare a studiare di se stesso, per dare in uscita dei numeri a cui è abbinato un preciso concetto adimensionale e ad unità s.i.. Gli abbondanti allegati enunciano in modo sintetico il legame tra Esistenza Percettiva e Universo, esprimendo le numeriche di legame in termini puri e dimensionali.
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 5:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Segue la parte hardware del Frankenstein's Experiment:



NEUROLED


Componenti.

Vi=5.82volt
C1=0.0001farad
C2=0.0001farad
C3=0.00001farad
C4=0.000001farad
R1=1500ohm
R2=1000ohm
R3=1000ohm
R4=1000ohm
R5=4300ohm
Led arancio
2 interruttori
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 5:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Funzionamento.
Supponiamo di partire con condizioni iniziali nulle in tutto il circuito.
Il circuito ha due interruttori: uno per attivare l’alimentazione al circuito ed uno per accendere il led.
Azioniamo l’interruttore di circuito: la corrente comincia a circolare, i condensatori cominciano a caricarsi, in pochi secondi raggiungono un valore di tensione che li avvicina al regime, quindi risultano quasi circuitati. Per raggiungere il valore massimo impiegano circa un’ora; in questo tempo, se azioniamo l’interruttore del led, i condensatori iniziano un processo di carica-scarica ripetitivo nel tempo (si genera un’onda magnetica, impulsiva ordinata al led), che è un contributo di tensione di 0.04 volt al led, il quale risulta essere alimentato sia dalla pila che dai condensatori. Importante è da notare che i condensatori, una volta a regime, risultano essere cortocircuitati (vedi circuito modificato) quindi non partecipano al contributo di corrente. Se adesso disattiviamo l’interruttore del led ovviamente il led si spegne, quindi la pila viene utilizzata solo per portare al valore massimo di regime i condensatori. Una volta raggiunto tale valore massimo stacchiamo l’alimentazione spegnendo l’interruttore di circuito. I condensatori sono pronti per disperdere l’energia accumulata. Se azioniamo l’interruttore del led il led si illumina (vedi altro circuito modificato), parte da un valore di picco e diminuisce, raggiungendo in un minuto un ordine di grandezza di tensione di 10-171 volt. I 4 condensatori che fanno da generatore tensione-corrente al circuito del led si scaricano quasi del tutto in alcuni minuti, secondo la legge di scarica differenziale di primo ordine. La scarica luminosa è visibile per circa 11 sec.
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genoa
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MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2007 5:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Analogie simulative.
Onda magnetica statica 3D
Onda magnetica dinamica 2D (sinusoidale secondo le leggi Fourier-Laplace)
Il circuito è alimentato da una batteria costante che parte da un valore massimo come un sistema biologico che si alza al mattino rienergizzato da una buona nottata di sonno ristoratore. Come la batteria si consuma funzionando anche il punto IO generatore di energia si stanca durante il giorno; un sistema biologico dormendo si rienergizza, la pila va sostituita. Ciò che va sottolineato, che è poi l’interessante di tale circuito, è che il sistema funziona con un’onda energetica tenso-magnetica, generata dai condensatori, che si propaga nello spazio 3D, che ha per funzione utile l’illuminazione del led. Tale onda, che coinvolge la pila, 4 condensatori ed un led (per un totale di 0.08 volt acquistati di cui 0.04 volt, quelli di cui si tratta adesso, diretti da C1 verso il led), è paragonabile, in un computer, ad un bit che viaggia per 4 locazioni di memoria (che hanno un loro indirizzo) per giungere ad un’uscita (il led che si illumina è ad esempio il bit che appare sul monitor visualizzato); nei sistemi biologici l’onda è invece paragonabile ad un’idea, una lettera ad esempio, che si sposta nel cervello attraversando 4 neuroni raggiungendo, ad esempio, un’uscita vocale.
Le resistenze rappresentano i fenomeni di attrito presenti sia nei neuroni che nei componenti a base di silicio.
L’interruttore di circuito ha un funzionamento analogo a quello di accensione del pc, la funzione dell’interruttore del led può essere sostituita da un bit che apre o chiude il circuito. All’interno del cervello esistono neuroni mai sondati (la maggior parte di essi è di questo tipo), che, simili ai condensatori carichi, altro non aspettano che venire sbloccati in modo analogo all’interruttore del led che, se azionato, permette la scarica dei condensatori, dando vita alla luminescenza.
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