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Sul Progetto neurale EI
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genoa
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 11:32 am    Post subject: Reply with quote

Einstain capì, ma non era l’unico che a quei tempi si poneva il problema, che accelerando (velocizzando) una particella atomica questa sarebbe stata in grado di immagazzinare una quantità di energia notevole. Facendola collidere tale energia sarebbe diventata attuativa. Ne fu fatto uso per la costruzione di bombe atomiche, ma questo è un altro discorso. Ciò che si sbagliò dal punto di vista scientifico fu il cercare la soluzione energetica al di fuori di se stessi, tramite la materia e le particelle atomiche: microscopi sempre più potenti venivano creati e si andava a cercare l’elisir di eterna vita all’interno dell’infinitamente piccolo ESTERNO, non dell’infinitamente piccolo INTERNO, cioè il noi stessi. Einstain non ebbe una buona capacità di autoanalisi, cosa che invece aveva il Freud, molto più introspettivo e decifratorio del se stesso.
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genoa
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 11:33 am    Post subject: Reply with quote

Volendo applicare tale teoria einstaniana all’EI appare appropriato scrivere le seguenti uguaglianze:

m = IO

c = velocità della corrente = INF

in modo che:

mc2 = IO * INF^2

che è la corrente quadra (2 punte correnziali) che sbatte sull’Iomagnetonico determinando una E=energia di valore pari alla quantità prodotta nell’istante.

La massa Ioico-magnetica, infinitesima, viene moltiplicata per un valore quadro infinito: l’energia ottenuta è:

inf * INF^2

Valendo:

inf = INF

si ottiene:

E = INF^3

Che è il valore di ENERGIA nell’istante 3D che si realizza.
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genoa
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 11:34 am    Post subject: Reply with quote

EI è un modello introspettivo che aumenta l’estrospettività: l’aspetto interno riguarda la collocazione conscia della formula di Einstain all’interno di se stessi, come fondamento di operatività decisionale; l’aspetto esterno è il contorno real time che ci accompagna: appare esplicitamente che INTERNO=ESTERNO dato che l’esterno esiste dal momento che possiamo percepirlo. Ciò significa che ogni particella percettiva è una bomba atomica? In un certo senso sì, grazie al sillogismo tale accostamento è lecito. La vita di ognuno di noi, per ogni istante che trascorre, è una esplosione di emotività dalla stessa meccanica di ciò che avviene nello scontro tra aria calda e aria fredda (tuono e fulmine). Quindi in un certo senso fu tentato di fare esplodere la vita percettiva? In un certo senso; c’era la guerra, il pensiero della morte, erano tempi bui e lontani. Fu, positivamente parlando, il cercare di capire vedendo dall’esterno, ciò che eravamo, il meccanismo che ci permette l’esistenza. Ma, risulterà chiaro al lettore, molto meglio è scoprirsi con l’autoanalisi, il senso critico delle proprie azioni, piuttosto che mettersi a costruire bombe atomiche per capirne la meccanica funzionale. Anche perchè non è attualmente possibile andare con telescopi lontani infinitamente per vedere cosa stia succedendo all’estremo infinito del Cosmo. Ma lo si può fare con la fantasia, giungendo a capire che avviene ciò che avviene in noi. Perchè MICRO=MACRO dato che DRITTO=INVERSO, POSITIVO=NEGATIVO (nelle circuitazioni perchè ci sia alimentazione occorrono necessariamente polo positivo e polo negativo), etc.
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genoa
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 11:35 am    Post subject: Reply with quote

Da tali basi ragionative è possibile capire che tutto è in se stessi, basta scoprirlo. Un po’ come in un libro: la storia è presente anche se non la si legge.
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 11:35 am    Post subject: Reply with quote

La coincidenza, quella che portò Marco e Raffaele a conoscersi, andava studiata internamente, non interpretandola esternamente: dall’aspetto esterno avremmo tratto la conferma dato che avrebbe dovuto seguire una identica meccanica. Come dire che cercammo la chiave risolutoria con l’analisi di noi stessi, proponendoci l’uno all’altro in ottica indagatoria, per riuscire a scoprire il perchè di un incontro come il nostro.
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genoa
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 11:36 am    Post subject: Reply with quote

Inutile dire che la scoperta sensazionale fu la dimostrazione dell’EI: la libertà coincidenziale era possibile ed andava cercata nel proprio IO che, pur essendo uno, gode di infinita libertà numerica. Ci rendemmo conto che la nostra attività Ioica era positiva dell’uno per l’altro, che le nostre 4 punte correnziali operavano in logica simbiotica, per lo stesso fine comune. La passione per la ricerca e la verità.
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 11:52 am    Post subject: Reply with quote

Jung affermava che esiste un inconscio di massa, che tutti accomuna. Non credo affatto sia una bagianaggine!
Esistono motivi di fondo che tutti accomunano: sono i motivi salienti dell’esistenza, così difficili da acciuffare perchè infinitamente sfumatoriali all’infinitesimo, perchè sono il leith motiv che ci accompagna costantemente in un real time veloce e da numerosi input.
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 11:53 am    Post subject: Reply with quote

Fermandosi e riflettere con attenzione, spaziando dal se stessi al globale comunitario, è possibile cogliere queste sfumature. Sono il sentimento: amore e amicizia.
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 11:53 am    Post subject: Reply with quote

E’ facile associare l’amore con l’immagine del sesso, che è possessione, carnalità, brutalità.
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 11:54 am    Post subject: Reply with quote

E’ altrettanto facile accomunare il concetto di amicizia col numero, con la fantasia numerica. Quanti amici ho?
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genoa
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 11:55 am    Post subject: Reply with quote

Sono associazioni eleganti:

amore --> lettera = libertà
amici --> numero = vincolo
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genoa
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 11:55 am    Post subject: Reply with quote

Non è idiozia affermare che l’odio scarturisce inevitabilmente dall’amore e che il traino (reale, evolutivo) dell’amicizia sono gli interessi in comune, il business, l’avere a che fare, il trattare, per dare e ricevere.
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genoa
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 1:44 pm    Post subject: Reply with quote

Il progetto finale, l’obiettivo dell’EI, è quello di riuscire a realizzare un software che sia in grado di pescare una immagine (un ricordo) in un database da infinite immagini, in base alla descrizione dell’immagine stessa. Quando saremo riusciti in ciò allora potremo affermare di avere realizzato una emulazione identica del cervello umano perchè come il cervello è in grado di evocare ricordi in memoria anche il PC sarà in grado di effettuare lo stesso procedimento, in un ambiente infinito allo stesso modo del cervello.
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 1:44 pm    Post subject: Reply with quote

Le idee che seguono sono lo scheletro con cui è stato scritto il software:
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genoa
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PostPosted: Tue Jan 23, 2007 1:45 pm    Post subject: Reply with quote

La DOPPIA LIBERTA’ è EQUAZIONALMENTE QUINTUPLA --> CBIT
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