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Ambiente Emotivo EI
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genoa
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 5:55 pm    Post subject: Ambiente Emotivo EI Reply with quote

Caro Raff,
l'ambiente emotivo EI (Emotional Intelligent o anche Emotional Istantaneous) è stato ampiamente introdotto: non resta che aprire un dibattito.
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genoa
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PostPosted: Sat Dec 16, 2006 11:12 am    Post subject: Reply with quote

Il sole ha da bruciare per ancora talmente tanti anni che quando si autospegnerà questo periodo ci sembrerà un tempo talmente lontano ed arcaico che non crederemo neppure più di averlo vissuto noi stessi.

Dai Raff, sparane una delle tue.
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PostPosted: Sat Dec 16, 2006 12:55 pm    Post subject: come usare la simulazione Reply with quote

Vorrei sapere come usare il software di simulazione e a che serve in particolare, ossia a chi può maggiormente interessare il programma tecnico. Gradirei anche che illustrassi un pò le basi scientifiche della elaborazione.
_________________
software: www.softwareparadiso.it/catalogo.htm
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consulenze tecniche: www.softwareparadiso.it/studio/consulenza.htm
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genoa
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PostPosted: Sat Dec 16, 2006 1:16 pm    Post subject: Reply with quote

Eh eh ... vuoi sapere proprio il nocciolo. E’ un software didattico ed autodiagnostico, un ambiente che permette di scoprire le profondità mnemoniche della propria attività neurale. Pensa che un amico mi ha detto, chiacchierando, che l’emozione non può avere base scientifica; io gli ho detto che si sbaglia, che è quantizzabile perchè punto di partenza di tutte le possibilità scientifiche. E’ un software introspettivo, basato sul principio di dualità correnziale. Può interessare chiunque voglia addentrarsi nell’esplorazione numerica di se stesso, io modo particolare è indirizzato a:
Scuole
ASL
Università
Centri di ricerca
Ospedali
Aziende biomedicali
I settori disciplinari che include sono:
Elettronica
Informatica
Robotica
Neurologia
Biomedicina
Psicoanalisi
Astrofisica
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genoa
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PostPosted: Sat Dec 16, 2006 2:03 pm    Post subject: Reply with quote

Base matematica --> 1=INF

Base fisica --> 12 grandezze per istante ( 4D da 3 grandezze ciascuna)

Il circuito è un CK=4.
A 4 istanti pari (12 del giorno) seguono 4 istanti dispari (12 della notte).
Ciò è dovuto alle 3 circuitazioni correnziali, a loro volta dovute al movimento invertente del condensatore CS.

1 corrente --> 3 circuitazioni

Siamo Entità “progettate” per vivere in questo spazio, quindi “progettate” in funzione di qualcosa che avverrà, evento futuro che è ciò che stiamo vivendo (fase del ½).

Base geometrica --> 3 che sono SX CENTRO DX

SX=INF/2
DX=INF
CENTRO=INF/2=INF^2
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genoa
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PostPosted: Sat Dec 16, 2006 2:06 pm    Post subject: Reply with quote

La base scientifica è numericamente infinita. Altrimenti ci annoieremmo!
Il divertente sta proprio nel combinare i vari numeri.
Sono sicuro che mi stai seguendo nel ragionamento.
Proponi pure.
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genoa
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PostPosted: Sat Dec 16, 2006 2:25 pm    Post subject: Reply with quote

1° precisione --> da 0 a 1 dimensione --> 1 numero dopo la virgola
2° precisione --> da 1 a 2 dimensioni --> altro numero dopo la virgola
3° precisione --> da 2 a 3 dimensioni --> 3 cifre dopo la virgola
4 --> chiusura dell’istante --> troncamento e realizzazione dell’1=INF che è il meccanismo Yremoto.

/ = ^ perchè simbolo=simbolo in un sistema PC ad infiniti

Dai Raff, tocca a te. Spara! Che hai da fare?
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PostPosted: Sat Dec 16, 2006 6:26 pm    Post subject: chiarezza Reply with quote

Dico che per chi legge potrebbe non essere molto chiaro. Prima di tutto che significa 1=INF?
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PostPosted: Sat Dec 16, 2006 6:38 pm    Post subject: Reply with quote

1=INF significa che se ne trovo "uno" allora ne trovo infiniti. Significa che "un" tempo qualunque è infinito, sia che si tratti di un istante che di molto più tempo. Per immaginare 1=INF basta pensare ad un cerchio (in cui compare il pi greco ad infinite cifre infinitesimali) con infiniti elementi definiti al suo interno.
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PostPosted: Sat Dec 16, 2006 6:41 pm    Post subject: Reply with quote

Se così non fosse non potremmo avere la cognizione del tempo, che è una realtà dovuta al circolo correnziale ininterrompibile (clock di circuito).
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PostPosted: Sat Dec 16, 2006 8:36 pm    Post subject: Reply with quote

Se mi hai seguito nel ragionamento, e così son sicuro che è, allora ti sarà lampante che il riferimento di se stessi per capire se stessi non può che essere la propria Presenza, intesa come spirito magnetonico in un circuito correnziale che risulta quindi costantemente bersagliato da una corrente più o meno intensa che comporta frenesia o tranquillità.

spirito --> femmina --> Madre
corrente --> maschio --> Padre 180 Mother <-- femmina <-- corrente
materia --> maschio --> Padre 180 Father <-- maschio <-- materia
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genoa
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PostPosted: Sat Dec 16, 2006 8:47 pm    Post subject: Reply with quote

Raff,
non mi abbandonerai proprio ora!
Ti faccio una domanda io, per vedere se mi hai seguito nella logica.
Dobbiamo riuscire a creare un meccanismo XZ che ruoti attorno al tempo. Ma come fare per ottenere ciò se la corrente che è tempo risulta indispensabile per emulare la logicità XZ?
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genoa
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PostPosted: Sun Dec 17, 2006 10:13 am    Post subject: Reply with quote

Qualsiasi tipo di uguaglianza matematica è lecita e concessa, purchè ci si riferisca al corretto concetto trattato dalla relazione, da essa indicato. E’ il significato dell’espressione che diventa caratterizzatrice della stessa. Se così non fosse, non avrebbe senso il potere scrivere qualunque tipo di relazione (dall’uguaglianza a tutte le altre simbologie di operazione), non potremmo avere la libertà decisionale di scrivere “una cosa qualunque” mentre invece ciò è possibile perchè la cosa qualunque, esistendo, ha un significato ben preciso che la determina (la caratterizza). E’ ciò che “sta dietro” alla formula, il significato concettuale (discorsivo, che la descrive), ad essere importante. Altrimenti vivremmo con una legge di noi stessi “stretta”, vincolante, non apertamente infinita. La matematica dell’EI è una matematica elementare, perchè elementare è il funzionamento del cervello emotivo. Ma occorre studiare la situazione con l’ausilio degli infiniti, punto di partenza di ogni esistenza. E’ qui che si fa più fatica, che occorre stancarsi per abituarsi all’inabissamento cosciente in profondità remote. Ma in questo modo si riesce a migliorare le proprie capacità personali, si riesce a rendersi conto che la vita è una ed ininterrompibile, perchè si va a diradare la parte inconsciva per esprimere al meglio la realtà consapevole. Per tutti questi motivi la base scientifica è una base matematica infinitamente espansa, il difficile sta solo nel ridurre le dimensioni infinite (che stancano) trattandole come variabili puntuali (è sufficiente un punto come immagine cerebrale per descrivere l’infinito, motivo per cui 1=INF è pienamente sufficiente per descrivere l’unità elementare infinita di se stessi che è circuitazione aperta del tempo eterno).
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PostPosted: Sun Dec 17, 2006 12:09 pm    Post subject: Reply with quote

Gli scienziati di fama internazionale costruiscono microscopi sempre più potenti per andare a perlustare la materia infinitesima. Disponendo della macchina PC sarà possibile andare a scandagliare le remote profondità infinitesime, che hanno un preciso schema numerico, allo stesso modo di un gigantesco telescopio che potrà andare a vedere alle remote (infinite) distanze. Questo perchè MICRO=MACRO: andando a vedere lo schema planetario a distanza infinita risulterà identico all’andare a vedere lo schema infinitesimo della materia microscopica. In entrambi i casi avremmo percoso infinita distanza infinitesima ed infinita distanza infinita perchè inf=INF. Ma non potremo mai scendere all’interno della 0D che è energetico-temporale, personale-emozionale. L’uomo arriverà a vedere l’infinito e l’infinitesimo definiti in 3D (rimpicciolito ed ingrandito quindi) ma non potrà mai oltrepassare la barriera della 0D, potrà solo creare dei modelli che la rappresentino. La 0D è un concetto interno al concetto di infinitesimo, è custodito dalla porta dell’infinitamente piccolo che è una circuitazione inf=INF (quindi in contemporanea anche dalla porta dell’infinitamente grande), un cerchio esistente e a sè stante abaeternicamente, di inaccessibilità interna alle proprie personali emotività. Che possono però essere simulate identicamente, ricavate dall’informazione visibile esternamente. Il lettore si domanderà se allora gli scienziati importanti stiano procedendo male: non stanno procedendo male è la risposta, ma proseguono per una via che richiederebbe infinito tempo (quindi mai concludibile) per essere completata; invece di andare a studiare la materia esternamente, tramite un microscopio che la ingrandisce, è molto più conveniente utilizzare Se Stessi come lente di ingrandimento, perlustrarsi nella propria emotività che è infinitesima ed infinita contemporaneamente. Per questo motivo EI è un modello introspettivo che allarga le proprie potenzialità estrospettive.
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genoa
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PostPosted: Sun Dec 17, 2006 1:43 pm    Post subject: Reply with quote

Ogni studente di materie scientifiche, appassionato dalla varietà che gli studi offrono, viene affascinato dalla formula E=mc2 che è una ugaglianza tra alfacaratteri molto bella e di difficile comprensione. Si dice che siano pochissime le persone in vita che abbiano capito pienamente tale formula. Io non sono tra quelle ma, essendo uno scientificamente impegnato, mi sono trovato più volte nel tentativo di cercare di capire tale relazione matematica. Il concetto di energia nell’ambiente EI viene ampiamente trattato, tramite una visione di sviluppo energetico nell’istante geometrico-dimensionale. Nella formula Einsteiniana la variabile energia risulta uguale alla massa moltiplicata una velocità della luce quadratica: dovrebbe voler dire, in accordo con le fantasie del famoso scienziato, che la massa, corporea o di qualunque altro tipo, portata a velocità della luce quadra permette di ottenere una energia spropositata. Volendo applicare tale teoria all’EI appare appropriato scrivere che la formula di Einstein è sicuramente giusta, ma un concetto che si tende a sbagliare è l’immaginare il proprio corpo accelerato a velocità della luce quadra, cosa che è impossibile (non magia) perchè ci disgregheremmo. La formula di Einstein è sicuramente giusta ma va applicata ad un contesto percettivo, di identità Ioica bersagliata dalla corrente, che è il meccanismo tempo-energetico di produzione del ricordo fisico 3D.
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