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TEORIA DELLA SIMULAZIONE
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genoa
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 8:06 am    Post subject: Reply with quote

Per quanto riguarda l’aspetto computazionale il software è mezzo indispensabile per immergersi nei calcoli di profondità mnemonica e per la descrizione completa di un istante emozionale. Spieghiamoci meglio. La corrente, variabile fisica la cui esistenza è a tutti nota, secondo il modello proposto produce i suoi effetti attuativi grazie alle due punte da cui è caratterizzata. Ciascuna delle due punte è portatrice dello stato emozionale, lo stato dritto è stato associato alla punta scelta e lo stato inverso è stato associato alla punta inversa, quella di non scelta. Il software permette di calcolare i 2 valori micro ed i 2 valori macro portatori dell’emozione, che è primo fondamentale traguardo che i produttori dell’elaborato si sono prefissati di raggiungere. I 4 numeri menzionati sono ciò che permette l’esistenza dell’istante emozionale, sono gli agganci alla quadruplicità temporale indispensabile per descrivere pienamente il sistema in situazione di emozione, in altre parole sono i piloni numerici che supportano l’intero esistente numerico correlato all’azione emozionale in corso. Senza questi 2+2 numeri non sarebbe possibile l’esistenza della percezione istantanea della realtà. Oltre a questa fondamentale introduzione computativa, vanno citate le multi possibilità operative dell’EI che può essere reputato come un vero e proprio calcolatore multidimensionale. La logica con cui è stato pensato e scritto permette di disporre del riferimento video (piano XZ reale, il piano orizzontale) e delle profondità di inabissamento Y (tutto ciò che sta dietro al monitor) in modo da potere usufruire di un interessante ed utile effetto tridimensionale.
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 8:23 am    Post subject: Reply with quote

L’azione del programmatore si spinge ben più in là del semplice ingresso dati per ottenere delle uscite logicalmente legate agli input: l’operatore, si accorgerà di suo dopo poche eseguzioni preliminari, ha un ruolo saliente nella decisione delle uscite dato che, in base alla logica operativa che decide di intraprendere, dipendono gli output che andrà ad ottenere tramite uno studio che lo pone in primo piano perchè, come menzionato, il software 3D emula identicamente il soggetto in elaborazione al tempo presente. Dopo avere eseguito una EI-operation, tornando all’aspetto didattico, è possibile soffermarsi a riflettere sulla propria identica esistenziale in quanto il simulator-friend, con la sua elaborazione e i suoi risultati, ha reso possibile una osservazione introspettiva di se stessi, della propria funzione ioica in tempo reale: per tale motivo l’EI è reputabile come software altamente terapeutico, indiscutibile è l’effetto di autodiagnostica che offre al programmatore.
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 9:02 am    Post subject: Reply with quote

Il terzo aspetto, anch’esso molto importante, riguarda le possibilità implementative che il programma permette. Va precisato che EI, pur essendo un software completo, è un modello basilare ed elementare, che permette di essere ampliato su numerosissimi fronti, dal conscivo all’inconscivo fino allo studio delle remote profondità. L’ambiente proposto è adatto a chiunque voglia addentrarsi nello studio semplificato della propria funzione esistenziale, permette di coinvolgersi nello studio delle proprie funzioni fisiche, nonchè geometriche, secondo una logica che non consente di sbagliare: EI è reputabile come un software che, qualsiasi tipo di uscita gli si chieda di emettere, non lascia scampo all’errore concettuale. Qualsiasi tipo di operazione effettui si ottengono numeri di assoluta correttezza a cui va abbinato un preciso concetto; l’abbondante manuale permette di arricchirsi di conoscenza emozionale, offre nozioni di fondamentale importanza esistenziale, per se stessi e per il collettivo. Con EI è possibile descrivere totalmente il sistema neurale (micro) collocandolo in un ambiente macro, è possibile collegare logicalmente tutta la fisica conosciuta allo stato attuale delle cose, è possibile disporre di una base temporale da agganciare al macro loop temporale (il consueto ciclo giorno notte).
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 10:23 am    Post subject: Reply with quote

Il programma di simulazione emotiva EI scritto in linguaggio Visual Basic è stato studiato per rendere l’operatività semplice sia ad un pubblico esperto che ad operatori che per la prima volta si introducono nella simulazione.
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 10:25 am    Post subject: Reply with quote

Il modello accetta in ingresso lettere, per quanto riguarda la parte degli ingressi vocali e degli ingressi di reazione schermo-magnetica, ed accetta in ingresso numeri per la parte relativa alle frequenze che decidono l’aumento o la perdita di energia durante l’istante discorsivo. La scelta della punta correnzial-emozionale in apertura di elaborazione è ciò che permette di definire il criterio con cui andremo ad effettuare la simulazione emozionale dato che da tale scelta dipende l’associazione alfacarattere-numero di alcune lettere di circuito, quelle lettere connesse allo stato emozionale del ridere ed allo stato emozionale della paura, vibrazioni vitali sempre presenti.
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 11:30 am    Post subject: Reply with quote

Il programma è definibile come un multicalcolatore della geometria dimensionale dato che in uscita permette di ottenere delle numeriche adimensionali sulla profondità di inabissamento mnemonico che, tradotte in altre parole, altro non sono che quei valori numerici che contraddistinguono una emozione da un’altra. L’azione del programmatore dell’apparato neurale è basata sullo studio dei numeri di uscita che vengono proposti secondo la logica conscia ed inconscia che definisce l’intero stato emozionale del soggetto. Tali uscite numerico-dimensionali sono ciò che esiste grazie all’esistenza delle punte correnziali definite in quadruplicità temporale in base alla scelta frequenziale che l’operatore simula.
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 12:54 pm    Post subject: Reply with quote

Il software risulta di estrema facilità di utilizzo proprio perchè, una volta settati i parametri di ingresso (che contraddistinguono una eseguzione da un altra), le numeriche che si vengono ad ottenere sono tutte quante delle reali uscite dimensionali. Il termine “uscita dimensionale” è stato introdotto per rappresentare quei numeri ottenuti che vengono collocati in un ambiente a più dimensioni. La presenza di più dimensioni è dovuta al fatto che la sfera emozionale si suddivide in sfera consciva (la parte conscia, dell’attenzione consapevole) ed in sfera inconsciva (che va ad occupare la stragrande maggioranza di spazio mnemonico). Il compito dell’operatore va ben ben più in là del semplice immettere dati per ottenere delle uscite logiche: dopo avere immesso i valori d’ingresso ed avere ottenuto le rispettive uscite non aspettiamoci di avere terminato con l’eseguzione (un po’ come in una calcolatrice che, dopo avere selezionato i numeri e l’operazione, ci fornisce il risultato di uscita) dato che l’eseguzione consapevole, critica e particolareggiata ha inizio proprio da qui. A differenza di una calcolatrice che, una volta fornito il risultato, ha terminato la sua funzione, l’EI invece permette di iniziare uno studio più o meno particolareggiato proprio una volta che si sono ottenuti i risultati. La fondamentale importanza del programmatore EI sta proprio nel fatto che, istruito in ogni passaggio che deve effettuare per studiare criticamente le uscite, ottenuti i numeri d’elaborazione inizia la fase di posizionamento dimensionale, di organizzazione profonditatoriale, di classificazione delle numeriche in modo da ottenere una struttura numerica multidimensionale ordinata in modo logico. E’ da tale ordinamento che l’operatore riesce a farsi un’idea più che precisa di ciò che è avvenuto durante l’istante emozionale. E’ da tale fase ragionativa in tempo reale che si riesce ad avere una stima dell’operato, una quantizzazione del quanto e come ci si è emozionati nell’istante emotivo. EI permette di vedere e rivedere i numerosi risultati ottenuti, di confrontarli, ordinarli, memorizzando i passaggi che l’operatore considera esaurienti e conclusivi; in questo modo, dalla tabella lettero-numerica ottenuta, è possibile avere idea precisa di ciò che è accaduto alle varie profondità mnemoniche, dalla consciva superficiale a quelle profondità sempre più remote.
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 1:45 pm    Post subject: Reply with quote

L’operatore di EI si accorgerà fin dalle prime prove che è compito fondamentale la sua attività ragionativa, lo studio introspettivo di se stesso identicamente simulato tramite il pc. Precisazione importante è che le uscite numeriche che il video mostra sono il risultato di una attività cerebrale avvenuta nell’operatore, motivo per cui l’ambiente EI richiama una condizione di operatività altamente sofisticata, di sublime qualità d’analisi di sè dato che è il “se stessi” che viene posto in primo piano dall’ambiente di simulazione.
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 2:35 pm    Post subject: Reply with quote

Potrebbe suscitare interesse l’affermazione che l’attività conscia occupa una piccola parte rispetto alla componente inconscia d’istante; per rendere idea di quanto affermato è sufficiente soffermarsi a riflettere su ciò che il lettore sta facendo: mentre legge il suo punto di attenzione conscia è rivolto alla pagina di lettere che sta leggendo ma non deve dimenticare che c’è tutta la parte di immagine esterna che lo bersaglia, che alle orecchie gli giungono i suoni dall’ambiente in cui si trova, per non scendere nei particolari dell’attività tattile che lo definisce nello stato di desta. Come ci si può rendere facilmente conto la parte conscia è un lumino immerso in un mare d’inconscio. L’EI permette di andare a distinguere le letterarietà conscive da quelle di inabissamento mnemonico attorno cui ruotano le lettere di profondità più superficiale.
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 2:42 pm    Post subject: Reply with quote

Gli ingressi EI possono essere classificati in 4 tipologie:
- scelta del codice emozionale
- input vocali Y (960 caratteri)
- scelta frequenziale
- input skerm (30 caratteri)
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 3:11 pm    Post subject: Reply with quote

Il primo compito dell’operatore è quello di decidere se andrà a simulare un istante spensierato o un istante di pericolo. Dalla scelta del codice emozionale dipende il numero di energia che andrà a rappresentare le lettere duali D F P U associate appunto ad uno stato emozionale di tipo “ridere” o ad uno stato emozionale di tipo “paura”. Il lettore si starà chiedendo perchè, se due soli sono gli stati emozionali, siano stati visualizzati 92 codici emozionali. Va precisato che, oltre alla scelta dello stato emozionale (che sono 2 combinazioni possibili) l’utente deve decidere anche la punta di scelta (determinando automaticamente la punta di non scelta), decisione che porta le combinazioni di punta emozionale a 4, come la quadruplicità temporale (4 tempi) indispensabile per rappresentare il sistema percettivo. Inoltre va tenuto conto della positività o della negatività dell’emozione ma, dato che il linguaggio VB non tiene conto della differenza tra caratteri maiuscoli e caratteri minuscoli, tale scelta operativa è stata lasciata al programmatore: l’emozione che va a studiare potrà essere di un tipo o dell’altro (per avere 8 combinazioni risultanti), ciò che è importante è che la quadruplicità temporale è garantita, l’aspetto positivo o negativo dello studio viene lasciato alla libertà interpretativa del programmatore. Giustamente il lettore si starà chiedendo perchè non siano state visualizzate solo 8 combinazioni possibili che dovrebbero essere sufficienti per garantire l’analogia con la realtà: la risposta è la seguente; le emozioni sono state studiate e classificate in un macro ambiente quale è il Cosmo che ci contiene: essendo esistenti differenti emozioni, dal livello più basso delle emozioni poco genuine a quelle di alto livello di raffinata qualità, sono stati rilevati 92 livelli emozionali, motivo per cui i codici emozionali sono 92; tale scelta di visualizzazione è stata portata a termine proprio per mantenere analogia con la realtà. Future versioni stileranno la classifica emozionale, definendo per ogni codice di possibile inserimento un preciso stato emozionale di una certa qualità. Per tale versione, l’utilità che l’operatore deve avere in mente, è rappresentata dai 4 tempi dell’ambiente EI:
PSX RIDERE
PSX PAURA
Pdx RIDERE
Pdx PAURA
I 4 tempi emozionali sono stati scritti in logica positiva, ma va tenuto sempre presente che esiste anche la controparte negativa:
PSX ridere
PSX paura
Pdx ridere
Pdx paura
Per restare in accordo con la realtà vanno menzionate tutte le possibilità combinatorie anche se, per tale versione, sarebbero sufficienti 4 soli tasti per definire l’indispensabile procedimentale. I produttori hanno preferito inserire tutti i possibili codici emozionali proprio per non creare disordine in vista delle future versioni (che andranno a studiare le differenti personalità delle emozioni, saranno quindi improntate ad una visione psicoanalitica) e per definire fin da subito chiaramente il macro ambiente di sviluppo.
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 3:34 pm    Post subject: Reply with quote

Gli input vocali Y vanno da un minimo di 5 caratteri (un CBIT) ad un massimo di 960 caratteri (192 CBIT). L’operatore ha a disposizione uno spazio letterario (vettore) in cui andare ad inserire il discorso da simulare. Vediamo dettagliatamente cosa è il discorso simulato. Va distinto il concetto di esterno da interno di noi stessi. Tutto ciò che raapresenta l’esterno in interazione con noi è il discorso simulato. Portiamo degli esempi. Supponiamo di volere studiare una voce che ci parla: inseriremo le lettere dell’amico con cui stiamo chiacchierando, che rappresentano ciò che dall’ambiente esterno giunge alla nostra attenzione. Allo stesso modo la voce dall’esterno che ci giunge può essere una voce da noi stessi prodotta (noi che ci parliamo con la voce del pensiero), una riflessione vocale che abbiamo eseguito, una canzone che ci stiamo canticchiando nella testa (la emettiamo e la “sentiamo”: per questo motivo è input vocale inteso esternamente). Il discorso simulato può anche riguardare una immagine che ci giunge alla vista, la descrizione di un film visto la sera prima alla televisione, un ricordo di anni passati, una fotografia che ci piace in modo particolare. Il discorso Y può anche essere una sensazione tattile che viene descritta, un gusto piacevole o sgradevole alle papille, un odore pungente o fastidioso o un profumo dolce e carezzevole. Ciò che è importante è la descrizione di ciò che vogliamo simulare, per tal motivo l’operatore ha un ruolo saliente in tempo reale e deve essere particolarmente concentrato su ciò che sta andando a simulare e studiare. Il discorso vocale può anche essere tutti gli ingredienti citati in un unico miscuglio: il concetto fondamentale è che la vocalizzazione è una ricezione che la nostra attività Ioica compie.
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 3:43 pm    Post subject: Reply with quote

Diventa comodo, prima di parlare degli input frequenziali (che sono un altro tipo di input, che completano la simulazione in ogni componente, anche quella fisica), accennare agli input skermo-magnetici. Tali ingressi, a differenza degli input vocali, rappresentano il concetto, l’essenza di noi stessi in attività percettiva, il succo dell’emozione istantanea. Volendo portare degli esempi: se un amico, o la radio, o un gruppo di voci, ci parlano all’orecchio allora la nostra attenzione potrà essere concentrata su ciò che ci giunge o potrà essere concentrata su qualcosa di interno a noi stessi, su una immagine di pensiero che non ha nulla a che fare con quanto ricevuto. L’input schermico riguarda la descrizione, sintetica, in poche parole, dell’immagine che ci cattura l’attenzione in quell’istante emulativo. Se si desidera emulare un istante spensierato, in cui si sta pensando ad un mare quieto, allora sarà opportuno inserire in macchina la descrizione dell’acqua armoniosa, come olio trasparente che si muove ipnoticamente. Se invece vogliamo descrivere una immagine di allarme perchè stiamo emulando un sogno in cui precipitiamo, allora occorrerà usare vocaboli di pericolo, di stress, di panico: sto precipitando, manca l’aria, le gambe non si poggiano al suolo.
Mentre gli input vocali Y rappresentano l’azione, sono ciò che permette di inabissarsi nei punti condensatoriali letterari a zero dimensione, gli input skermo-magnetici sono la reazione all’inabissamento, rappresentano l’altra faccia della medaglia uguale e contraria allo stesso tempo di accadimento. E’ dall’interazione delle lettere vocali con le lettere magnetico-reattive che si ha l’esistenza percettiva definita in ogni sua componente dato che si ottiene l’istante presente di emozione in real-time, il tempo t di risultante XT che è l’operazione logica di legame posizionale tra lettere vocali e lettere XZ. Abbiamo parlato di legame posizionale: tale legame è la reale appartenenza del sistema percettivo alla realtà, l’attaccatura temporale all’asse TY, il collegamento logico tra lettere (che ci caratterizzano nella materialità esistenziale) e numeri (che ci permettono la definizione quantizzata per distinguere le grandezze), quindi è ciò che permette di studiare una retta temporale in termini numerici di minimi e massimi. Che non è poco. Con tale tecnica si riesce ad avere una stima precisissima del quanto l’attaccatura temporale è definita nella sua esistenza istantanea; una retta temporale diventa concetto reale, definita numericamente in modo che il programmatore riesca ad avere informazione riguardante all’emozione agganciata (contatto) alla retta temporale grazie all’esistenza delle punte correnziali che permettono il recepimento dell’emozione. La costante ed eterna libertà letteraria risulta inevitabilmente legata inscindibilmente al concetto numerico; in questo modo è resa reale l’appartenenza del sistema percettivo alla realtà temporale. La realtà temporale, come studi proseguimentali confermeranno, risulta definita identicamente per situazioni identiche: è per tale motivo che identiche emozioni sono definite come identica identità. Ed è per questo motivo che ogni eseguzione propone infiniti sviluppi di possibili studi, è sufficiente variare la quota temporale Y di profondità per avere informazione di ciò che è accaduto a quella data profondità. E’ da tale motivazione che la vita appare nella sua magnitudo multidimensionale, se così non fosse saremmo confinati in un ambiente finito, che non sarebbe affatto conveniente data l’eternità temporale. Risulta chiaro che il concetto di infinito non è poi qualcosa di tanto distante da noi, ma qualcosa di strettamente connesso alla nostra esistenza: ogni istante emozional-esistenziale è un punto infinito sulla retta infinita degli istanti.
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 3:59 pm    Post subject: Reply with quote

Gli input frequenziali sono un altro tipo di input che servono per determinare i 4 numeri temporali che supportano, per mezzo delle due punte correnziali, l’emozione stessa. Sono ciò che permettono all’emozione di esistere, di “stare su” perchè definita e recepita dall’organismo percepiente. Il concetto di tempo e di energia sono strettamente legati tra loro, talmente dipendenti l’uno dall’altro che vengono a confondersi; la teoria enunciata si basa sul dato di fatto che l’IO percepiente è sorretto, garantito nell’esistenza emozionale, grazie alla presenza di 2 pali sostenitori (parte E’ e parte A’) che hanno riscontro nell’esistenza dei 2 emisferi cerebrali. La presenza di questa triplice unione, che determina un IO triplo, fa sì che sia possibile definire l’energia emozionale come ciò che sta “in mezzo” ai 2 pali, ciò di cui l’attività Ioica usufruisce (non produce, utilizza ciò che i condensatori producono). In base alla descrizione frequenziale dell’istante discorsivo si riesce a simulare ciò che è accaduto energeticamente nel sistema, che è un sistema a due punte correnziali con un IO percettivo definito in termini di contatto frequenza-corrente. E’ da tale importante premessa che ha senso il potere studiare in ogni componente fisica il sistema: ogni concetto fisico, appartenente ad una dimensione geometrica, è riconducibile al concetto di energia che per attuarsi ha inevitabilmente bisogno dello scorrere del tempo. Non a caso l’istante emozionale è stato suddiviso in 4 parti da 3 componenti ciascuna: in questo modo è possibile ottenere un sistema dodicesimo che rappresenta le componenti fisiche in evoluzione (propagazione) all’interno dell’istante. Ed è con tale meccanismo che si riesca ad agganciarsi al macro loop giornaliero da 24 ore. Se non esistesse la propagazione dell’energia all’interno dell’istante multidimensionale non avrebbe senso l’esistenza del tempo quindi non avrebbe senso l’esistenza percettiva emozionale.
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PostPosted: Fri Dec 15, 2006 4:33 pm    Post subject: Reply with quote

Passando al Matlab.
Disporre del software in versione Matlab permette di apprendere con metodo e precisione la tecnica con cui il cervello recepisce le informazioni dall’esterno. Questo è il primo e fondamentale vantaggio, che comporta una facilitazione del procedimento imparativo in quanto la versione Matlab è una versione “lenta”. Con tale termine vogliamo indicare che il software Matlab permette l’inserimento dei dati con passaggi facili ma a cui bisogna prestare particolare attenzione per non incappare in errori banali che comporterebbero il dovere ripartire con l’eseguzione. Questo perchè ad ogni lettera inserita occorre premere il tasto di INVIO: se ciò può apparire come una noiosaggine, così non è per un utente principiante in quanto il digitare lettera per lettera (istantaneità) permette di apprendere e comprendere con immediatezza elementare la tecnica cerebellare, fa sì che ci si concentri su ogni singola azione compiuta, permette un dialogo facile con il pc andando a focalizzare l’attenzione sulla meccanica di movimento istantaneo; la versione Matlab, con la sua lentezza esegutiva, permette di addentrarsi nella propria funzione Ioica con sorprendente destrezza dato che ogni passaggio teorico è commentato nei file .doc allegati che sono parte integrante della funzione di se stessi. E’ consigliato, almeno per le prime eseguzioni, accompagnare il proprio lavoro con la lettura dei file menzionati per potere scendere in PROFONDITA’ CONCETTUALE, che è ciò che la versione Matlab propone e consente. La lentezza del software in linguaggio Matlab (che non a caso è stato scritto in tale linguaggio, proprio per favorire un pubblico alle prime armi), che non è per alcun motivo da reputare come uno svantaggio, fa sì che il pubblico debba prestare attenzione ad ogni iterazione col pc perchè è concetto fondamentale che il software in eseguzione rispecchia emulativamente il soggetto operativo in tutto e per tutto. E’ anche per questo motivo che il procedere con lentezza permette di assaporare le infinite possibilità di sviluppo implementativo che il software propone in quanto EI, come fin da subito il pubblico si accorgerà, è un ambiente di riflessione, di scoperta e di antusiasmanti rivelazioni (che sono una risultante emozionale dell’utenza operativamente simbiotica al software in eseguzione). Il programma in Matlab è adatto ad atmosfere particolarmente suggestive; ciò di cui il lettore si accorgerà immediatamente, è che EI in Matlab non desidera la velocità esegutiva, preferisce la calma e l’interazione armoniosa, spensierata, motivo per cui è particolarmente consigliato eseguire EI con luci soffuse e silenzio. L’ambiente EI, essendo base concettuale per il global-software, è indicato per rilassarsi e confrontarsi con se stessi nonchè con gli altri, è un modo per scopririsi ed apprezzarsi nella propria serenità interna. Per tutti questi motivi è fortemente consigliato eseguire EI in momenti di non agitazione, nè di premura. Il software in linguaggio Matlab è una perfetta introduzione pratica e teorica al progetto dato che consente di capire procedimenti velocissimi in situazione di rallenty psicobiologica. La metodica “lenta” con cui è stato scritto il software è stata studiata per permettere un’analisi, fin dalle prime eseguzioni, delle numeriche, degli ordini di grandezza dei valori calcolati, per espertizzarsi nei range alfanumerici che contraddistinguono uno stato emozionale da un altro. Tale tecnica Matlab (EI è una Matlab-technik, un ambiente simulato in una simulazione linguistica) è stata concepita per permettere sì di imparare e conoscersi meglio, ma anche per trasmettere emozione dalle eseguzioni, per provare euforia e trepidazione man mano che si procede con l’inserimento delle lettere. E’ per questo motivo che questo software è stato concepito studiando la teoria dell’errore, ed è per tale motivo che tutta la trattazione ruota attorno all’errore che, come i file di teoria propongono, non è mai errore dal punto di vista dell’istante emozionale che è il livello di logica massima proposto. Per riuscire a non commettere errori durante le eseguzioni di EI occorre essere in uno stato d’animo di pace e relax, dimenticare la frenesia e la velocità compilatrice, distendersi armoniosamente per apprezzare la propria tranquillità. E’ consigliato, oltre che tenere i file .doc aperti come guida di riferimento, tenere anche aperto un file in cui, prima di iniziare con l’eseguzione, si va ad annotare il discorso che si andrà ad inserire in macchina. Per tale importante fase esegutiva è consigliato prepararsi in tale modo: nel file .doc aperto va scritto un numero per ogni riga, da 1 a dove termina il discorso; per ogni riga numerica occorre scrivere le 5 lettere che formeranno il CBIT della relativa riga. In questo modo, dato che il software indica sempre il numero di CBIT a cui si è giunti, è possibile non perdere il filo del discorso oltre che focalizzare bene il concetto dello stesso. Con tale metodo è meno facile incappare in fastidiosi errori ed è più facile inserirsi nella teoria psicoconoscitiva.
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