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simulazione emotiva
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genoa
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MessaggioInviato: Dom Dic 10, 2006 3:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il 1° codice emozionale è quello più ambito dato che rappresenta una emozione di maggior purezza, quale può essere un colpo di fulmine o la nascita di un figlio, il 92° è il livello più basso, il meno pregiato. La routine quotidiana, in linea di massima, si sviluppa in una fascia intermedia.
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MessaggioInviato: Dom Dic 10, 2006 4:02 pm    Oggetto: ecco adesso è più chiaro Rispondi citando

E ci voleva tanto a scrivere questa frase? Adesso già è più chiaro.
Questo però non è tutto.
Vorrei sapere perchè appaiono più scelte dello stesso tipo: in poche parole come hai espresso il concetto precedente.
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MessaggioInviato: Dom Dic 10, 2006 4:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Appaiono più scelte dello stesso tipo perchè cambia il livello emozionale.
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MessaggioInviato: Dom Dic 10, 2006 4:41 pm    Oggetto: livello di emozioni Rispondi citando

Allora cambia il livello emozionale sia andando avanti con i tipi di input che con i gradi dello stesso tipo, se ho capito bene.
Ok, allora vediamo il resto al più presto: l'Inter sta vincendo 3-0 sull'Empoli.
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MessaggioInviato: Dom Dic 10, 2006 5:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Le Esistenze Percettive, apparirà ormai chiaro, sono l’oggetto da cui partire per riuscire a comprendere il meccanismo ad orologeria di cui facciamo parte in questo spazio infinito. La sincronizzazione giorno-notte che permette di avere le stagioni in un ripetersi ininterrotto è strettamente legata alla psicobiologia esistenziale. Non è un caso che di notte la quota marina si innalzi ed in contemporanea le esistenze stiano dormendo. Ciò è dovuto alla variazione di temperatura e di frequenza a cui l’organismo va incontro durante il riposo. Per tale motivo i dottori di fama internazionale consigliano di seguire il ciclo giorno-notte rispettando gli orari. Anche se è pur sempre vero che differenze condensatoriali (che sono ciò che determina la biodiversità esistenziale) obbligano a variare, in certi individui, il consueto ciclo quotidiano.
La Terra è un ambiente a gravità zero, il peso corporeo fa sì che abbiamo un peso, appunto. La forza Gravitazionale è ciò che permette di non schizzare in quanto la Terra ruota e, in contemporanea, insieme alla reazione Temporale permette alla Terra di ospitare le Esistenze nel meccanismo di azione-reazione.
G annulla l’effetto rotazionale della Terra e permette il costante inabissamento di profondità Y, T siamo Noi perchè il tempo, la reazione temporale, è la Nostra Presenza in identità schermo-magnetica. Va sempre ricordato che il concetto di tempo esiste in quanto esiste la vita percettiva, se non esistessimo noi neppure esisterebbe tale concetto che è correnziale. E’ un concetto interno, non esterno. Il modello del Big Bang, non approvato dai produttori di tale elaborato, è un modello che non tiene conto della relazione IO=Tempo, non lascia spazio alla Presenza Percettiva, che invece è definita in un ambiente numerico infinito. Il modello del Big Bang è un modello massivo, di espansione e contrazione della materia che non tiene conto del tempo percettivo ma del tempo di sviluppo software. Non collocando l’individuo perde di significato l’esistenza di un modello del genere.
Ciò che è fondamentale per una corretta impostazione del global-software è il posizionamento nel sistema cosmico dell’individuo, dato che è componente basilare insostituibile. La Presenza percettiva va collocata nell’ambiente software formato da più linguaggi di programmazione che, incastrati tra Essi, renderanno possibile lo start della macchina identicamente emulatrice del sistema in corso. Perchè ciò sia possibile nella realizzazione pratica occorre partire dallo scopo del tutto. La motivazione esistenziale è emozionale, quindi occorre partire dal presupposto che le emozioni sono qualcosa di reale perchè prodotto in tempo reale. Per tale motivo è indispensabile partire dal Matlab che classifica i vari tipi di emozioni secondo la logica dei 92 codici. Qualsiasi altro tipo di simulazione dello stesso modello percettivo, in qualsiasi altro linguaggio di programmazione, è un software in logica contenuta dalla logica massima del Matlab, motivo per cui i codici emozionali visualizzati sono 92. Se non riportassimo tutti i 92 codici cadremmo in errore emulativo, non potremmo più affermare che il nostro modello è un modello biocosmico, non solo neurale o robotico a sè stante, ma percettivo-robotico in un macro ambiente quale è l’Universo.
Il 1° codice emozionale è quello più ambito dato che rappresenta una emozione di maggior purezza, quale può essere un colpo di fulmine o la nascita di un figlio, il 92° è il livello più basso, il meno pregiato. La routine quotidiana, in linea di massima, si sviluppa in una fascia intermedia. E’ per questo motivo che l’umanità è costantemente spinta verso l’alto; in tale modo è possibile provare emozioni più pure, che valgono di più rispetto a quelle di basso rango che sono di grezza fattura. Il software VB trasmette all’operatore il motivo esistenziale della dualità caratteriale, ma per capire pienamente il concetto occorre tirare in ballo la versione Matlab, che qualsiasi altra emulazione è in grado di comprendere. In tale concezione della situazione ha senso la definizione di una base operativa come l’ossigeno, contenitore dei ricordi prodotti. Se la classifica gerarchico emozionale non garantisse la prima posizione all’emozione più ambita (che sono ricordi custoditi in atomi di ossigeno) l’umanità sarebbe destinata all’autodistruzione; se invece di puntare verso il meglio, verso lo stare più bene, si puntasse ad andare sempre peggio, ecco dimostrato che inevitabilmente la specie si abbruttirebbe invece di migliorarsi e proseguire in miglior modo. Questo non è un caso della circostanza, fa parte del disegno divino eterno, che pone ogni esistenza in una data posizione con un compito specifico. In altre parole è l’applicazione dell’intelligenza emotiva che fa sì che la razza progredisca e si evoluisca. Chiunque di noi desidera una sempre più elevata posizione sociale, proprio per godere maggiormente dei valori dalla vita offerti. Ed è per questo motivo che chi occupa una posizione più bassa della scala emotiva è maggiormente tendenzioso all’invidia e a scatti di odio; ma anche tali emozioni sono tollerate da Madre Natura che accetta tutti quanti data la nostra eterna presenza. E’ l’azione del collettivo, che tende all’alto, al 1° codice emozionale, che fa sì che i “trasgressori” dei valori di vita vengano corretti ed educati. Tutto sta nell’equilibrio di forze percettive in gioco. La tendenza è per un fine comune, puntare all’emozione più genuina possibile che permette di assaporare maggiormente la vita quotidiana.
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genoa
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MessaggioInviato: Dom Dic 10, 2006 5:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Caro Raff,
visto che abbiamo trovato un perfetto accordo sul 1° form di selezione del codice mi permetto di introdurre il software nei particolari esegutivi. Ciò che segue è una stesura sul come dare gli input d'ingresso.
Come al solito sono pronto per le domande.

Il programma di simulazione emotiva EI scritto in linguaggio Visual Basic è stato studiato per rendere l’operatività semplice sia ad un pubblico esperto che ad operatori che per la prima volta si introducono nella simulazione.
Il modello accetta in ingresso lettere, per quanto riguarda la parte degli ingressi vocali e degli ingressi di reazione schermo-magnetica, ed accetta in ingresso numeri per la parte relativa alle frequenze che decidono l’aumento o la perdita di energia durante l’istante discorsivo. La scelta della punta correnzial-emozionale in apertura di elaborazione è ciò che permette di definire il criterio con cui andremo ad effettuare la simulazione emozionale dato che da tale scelta dipende l’associazione alfacarattere-numero di alcune lettere di circuito, quelle lettere connesse allo stato emozionale del ridere ed allo stato emozionale della paura, vibrazioni vitali sempre presenti.
Il programma è definibile come un multicalcolatore della geometria dimensionale dato che in uscita permette di ottenere delle numeriche adimensionali sulla profondità di inabissamento mnemonico che, tradotte in altre parole, altro non sono che quei valori numerici che contraddistinguono una emozione da un’altra. L’azione del programmatore dell’apparato neurale è basata sullo studio dei numeri di uscita che vengono proposti secondo la logica conscia ed inconscia che definisce l’intero stato emozionale del soggetto. Tali uscite numerico-dimensionali sono ciò che esiste grazie all’esistenza delle punte correnziali definite in quadruplicità temporale in base alla scelta frequenziale che l’operatore simula.
Il software risulta di estrema facilità di utilizzo proprio perchè, una volta settati i parametri di ingresso (che contraddistinguono una eseguzione da un altra), le numeriche che si vengono ad ottenere sono tutte quante delle reali uscite dimensionali. Il termine “uscita dimensionale” è stato introdotto per rappresentare quei numeri ottenuti che vengono collocati in un ambiente a più dimensioni. La presenza di più dimensioni è dovuta al fatto che la sfera emozionale si suddivide in sfera consciva (la parte conscia, dell’attenzione consapevole) ed in sfera inconsciva (che va ad occupare la stragrande maggioranza di spazio mnemonico). Il compito dell’operatore va ben ben più in là del semplice immettere dati per ottenere delle uscite logiche: dopo avere immesso i valori d’ingresso ed avere ottenuto le rispettive uscite non aspettiamoci di avere terminato con l’eseguzione (un po’ come in una calcolatrice che, dopo avere selezionato i numeri e l’operazione, ci fornisce il risultato di uscita) dato che l’eseguzione consapevole, critica e particolareggiata ha inizio proprio da qui. A differenza di una calcolatrice che, una volta fornito il risultato, ha terminato la sua funzione, l’EI invece permette di iniziare uno studio più o meno particolareggiato proprio una volta che si sono ottenuti i risultati. La fondamentale importanza del programmatore EI sta proprio nel fatto che, istruito in ogni passaggio che deve effettuare per studiare criticamente le uscite, ottenuti i numeri d’elaborazione inizia la fase di posizionamento dimensionale, di organizzazione profonditatoriale, di classificazione delle numeriche in modo da ottenere una struttura numerica multidimensionale ordinata in modo logico. E’ da tale ordinamento che l’operatore riesce a farsi un’idea più che precisa di ciò che è avvenuto durante l’istante emozionale. E’ da tale fase ragionativa in tempo reale che si riesce ad avere una stima dell’operato, una quantizzazione del quanto e come ci si è emozionati nell’istante emotivo. EI permette di vedere e rivedere i numerosi risultati ottenuti, di confrontarli, ordinarli, memorizzando i passaggi che l’operatore considera esaurienti e conclusivi; in questo modo, dalla tabella lettero-numerica ottenuta, è possibile avere idea precisa di ciò che è accaduto alle varie profondità mnemoniche, dalla consciva superficiale a quelle profondità sempre più remote.
L’operatore di EI si accorgerà fin dalle prime prove che è compito fondamentale la sua attività ragionativa, lo studio introspettivo di se stesso identicamente simulato tramite il pc. Precisazione importante è che le uscite numeriche che il video mostra sono il risultato di una attività cerebrale avvenuta nell’operatore, motivo per cui l’ambiente EI richiama una condizione di operatività altamente sofisticata, di sublime qualità d’analisi di sè dato che è il “se stessi” che viene posto in primo piano dall’ambiente di simulazione.
Potrebbe suscitare interesse l’affermazione che l’attività conscia occupa una piccola parte rispetto alla componente inconscia d’istante; per rendere idea di quanto affermato è sufficiente soffermarsi a riflettere su ciò che il lettore sta facendo: mentre legge il suo punto di attenzione conscia è rivolto alla pagina di lettere che sta leggendo ma non deve dimenticare che c’è tutta la parte di immagine esterna che lo bersaglia, che alle orecchie gli giungono i suoni dall’ambiente in cui si trova, per non scendere nei particolari dell’attività tattile che lo definisce nello stato di desta. Come ci si può rendere facilmente conto la parte conscia è un lumino immerso in un mare d’inconscio. L’EI permette di andare a distinguere le letterarietà conscive da quelle di inabissamento mnemonico attorno cui ruotano le lettere di profondità più superficiale.
Gli ingressi EI possono essere classificati in 4 tipologie:
- scelta del codice emozionale
- input vocali Y (960 caratteri)
- scelta frequenziale
- input skerm (30 caratteri)
Il primo compito dell’operatore è quello di decidere se andrà a simulare un istante spensierato o un istante di pericolo. Dalla scelta del codice emozionale dipende il numero di energia che andrà a rappresentare le lettere duali D F P U associate appunto ad uno stato emozionale di tipo “ridere” o ad uno stato emozionale di tipo “paura”. Il lettore si starà chiedendo perchè, se due soli sono gli stati emozionali, siano stati visualizzati 92 codici emozionali. Va precisato che, oltre alla scelta dello stato emozionale (che sono 2 combinazioni possibili) l’utente deve decidere anche la punta di scelta (determinando automaticamente la punta di non scelta), decisione che porta le combinazioni di punta emozionale a 4, come la quadruplicità temporale (4 tempi) indispensabile per rappresentare il sistema percettivo. Inoltre va tenuto conto della positività o della negatività dell’emozione ma, dato che il linguaggio VB non tiene conto della differenza tra caratteri maiuscoli e caratteri minuscoli, tale scelta operativa è stata lasciata al programmatore: l’emozione che va a studiare potrà essere di un tipo o dell’altro (per avere 8 combinazioni risultanti), ciò che è importante è che la quadruplicità temporale è garantita, l’aspetto positivo o negativo dello studio viene lasciato alla libertà interpretativa del programmatore. Giustamente il lettore si starà chiedendo perchè non siano state visualizzate solo 8 combinazioni possibili che dovrebbero essere sufficienti per garantire l’analogia con la realtà: la risposta è la seguente; le emozioni sono state studiate e classificate in un macro ambiente quale è il Cosmo che ci contiene: essendo esistenti differenti emozioni, dal livello più basso delle emozioni poco genuine a quelle di alto livello di raffinata qualità, sono stati rilevati 92 livelli emozionali, motivo per cui i codici emozionali sono 92; tale scelta di visualizzazione è stata portata a termine proprio per mantenere analogia con la realtà. Future versioni stileranno la classifica emozionale, definendo per ogni codice di possibile inserimento un preciso stato emozionale di una certa qualità. Per tale versione, l’utilità che l’operatore deve avere in mente, è rappresentata dai 4 tempi dell’ambiente EI:
PSX RIDERE
PSX PAURA
Pdx RIDERE
Pdx PAURA
I 4 tempi emozionali sono stati scritti in logica positiva, ma va tenuto sempre presente che esiste anche la controparte negativa:
PSX ridere
PSX paura
Pdx ridere
Pdx paura
Per restare in accordo con la realtà vanno menzionate tutte le possibilità combinatorie anche se, per tale versione, sarebbero sufficienti 4 soli tasti per definire l’indispensabile procedimentale. I produttori hanno preferito inserire tutti i possibili codici emozionali proprio per non creare disordine in vista delle future versioni (che andranno a studiare le differenti personalità delle emozioni, saranno quindi improntate ad una visione psicoanalitica) e per definire fin da subito chiaramente il macro ambiente di sviluppo.
Gli input vocali Y vanno da un minimo di 5 caratteri (un CBIT) ad un massimo di 960 caratteri (192 CBIT). L’operatore ha a disposizione uno spazio letterario (vettore) in cui andare ad inserire il discorso da simulare. Vediamo dettagliatamente cosa è il discorso simulato. Va distinto il concetto di esterno da interno di noi stessi. Tutto ciò che raapresenta l’esterno in interazione con noi è il discorso simulato. Portiamo degli esempi. Supponiamo di volere studiare una voce che ci parla: inseriremo le lettere dell’amico con cui stiamo chiacchierando, che rappresentano ciò che dall’ambiente esterno giunge alla nostra attenzione. Allo stesso modo la voce dall’esterno che ci giunge può essere una voce da noi stessi prodotta (noi che ci parliamo con la voce del pensiero), una riflessione vocale che abbiamo eseguito, una canzone che ci stiamo canticchiando nella testa (la emettiamo e la “sentiamo”: per questo motivo è input vocale inteso esternamente). Il discorso simulato può anche riguardare una immagine che ci giunge alla vista, la descrizione di un film visto la sera prima alla televisione, un ricordo di anni passati, una fotografia che ci piace in modo particolare. Il discorso Y può anche essere una sensazione tattile che viene descritta, un gusto piacevole o sgradevole alle papille, un odore pungente o fastidioso o un profumo dolce e carezzevole. Ciò che è importante è la descrizione di ciò che vogliamo simulare, per tal motivo l’operatore ha un ruolo saliente in tempo reale e deve essere particolarmente concentrato su ciò che sta andando a simulare e studiare. Il discorso vocale può anche essere tutti gli ingredienti citati in un unico miscuglio: il concetto fondamentale è che la vocalizzazione è una ricezione che la nostra attività Ioica compie.
Diventa comodo, prima di parlare degli input frequenziali (che sono un altro tipo di input, che completano la simulazione in ogni componente, anche quella fisica), accennare agli input skermo-magnetici. Tali ingressi, a differenza degli input vocali, rappresentano il concetto, l’essenza di noi stessi in attività percettiva, il succo dell’emozione istantanea. Volendo portare degli esempi: se un amico, o la radio, o un gruppo di voci, ci parlano all’orecchio allora la nostra attenzione potrà essere concentrata su ciò che ci giunge o potrà essere concentrata su qualcosa di interno a noi stessi, su una immagine di pensiero che non ha nulla a che fare con quanto ricevuto. L’input schermico riguarda la descrizione, sintetica, in poche parole, dell’immagine che ci cattura l’attenzione in quell’istante emulativo. Se si desidera emulare un istante spensierato, in cui si sta pensando ad un mare quieto, allora sarà opportuno inserire in macchina la descrizione dell’acqua armoniosa, come olio trasparente che si muove ipnoticamente. Se invece vogliamo descrivere una immagine di allarme perchè stiamo emulando un sogno in cui precipitiamo, allora occorrerà usare vocaboli di pericolo, di stress, di panico: sto precipitando, manca l’aria, le gambe non si poggiano al suolo.
Mentre gli input vocali Y rappresentano l’azione, sono ciò che permette di inabissarsi nei punti condensatoriali letterari a zero dimensione, gli input skermo-magnetici sono la reazione all’inabissamento, rappresentano l’altra faccia della medaglia uguale e contraria allo stesso tempo di accadimento. E’ dall’interazione delle lettere vocali con le lettere magnetico-reattive che si ha l’esistenza percettiva definita in ogni sua componente dato che si ottiene l’istante presente di emozione in real-time, il tempo t di risultante XT che è l’operazione logica di legame posizionale tra lettere vocali e lettere XZ. Abbiamo parlato di legame posizionale: tale legame è la reale appartenenza del sistema percettivo alla realtà, l’attaccatura temporale all’asse TY, il collegamento logico tra lettere (che ci caratterizzano nella materialità esistenziale) e numeri (che ci permettono la definizione quantizzata per distinguere le grandezze), quindi è ciò che permette di studiare una retta temporale in termini numerici di minimi e massimi. Che non è poco. Con tale tecnica si riesce ad avere una stima precisissima del quanto l’attaccatura temporale è definita nella sua esistenza istantanea; una retta temporale diventa concetto reale, definita numericamente in modo che il programmatore riesca ad avere informazione riguardante all’emozione agganciata (contatto) alla retta temporale grazie all’esistenza delle punte correnziali che permettono il recepimento dell’emozione. La costante ed eterna libertà letteraria risulta inevitabilmente legata inscindibilmente al concetto numerico; in questo modo è resa reale l’appartenenza del sistema percettivo alla realtà temporale. La realtà temporale, come studi proseguimentali confermeranno, risulta definita identicamente per situazioni identiche: è per tale motivo che identiche emozioni sono definite come identica identità. Ed è per questo motivo che ogni eseguzione propone infiniti sviluppi di possibili studi, è sufficiente variare la quota temporale Y di profondità per avere informazione di ciò che è accaduto a quella data profondità. E’ da tale motivazione che la vita appare nella sua magnitudo multidimensionale, se così non fosse saremmo confinati in un ambiente finito, che non sarebbe affatto conveniente data l’eternità temporale. Risulta chiaro che il concetto di infinito non è poi qualcosa di tanto distante da noi, ma qualcosa di strettamente connesso alla nostra esistenza: ogni istante emozional-esistenziale è un punto infinito sulla retta infinita degli istanti.
Gli input frequenziali sono un altro tipo di input che servono per determinare i 4 numeri temporali che supportano, per mezzo delle due punte correnziali, l’emozione stessa. Sono ciò che permettono all’emozione di esistere, di “stare su” perchè definita e recepita dall’organismo percepiente. Il concetto di tempo e di energia sono strettamente legati tra loro, talmente dipendenti l’uno dall’altro che vengono a confondersi; la teoria enunciata si basa sul dato di fatto che l’IO percepiente è sorretto, garantito nell’esistenza emozionale, grazie alla presenza di 2 pali sostenitori (parte E’ e parte A’) che hanno riscontro nell’esistenza dei 2 emisferi cerebrali. La presenza di questa triplice unione, che determina un IO triplo, fa sì che sia possibile definire l’energia emozionale come ciò che sta “in mezzo” ai 2 pali, ciò di cui l’attività Ioica usufruisce (non produce, utilizza ciò che i condensatori producono). In base alla descrizione frequenziale dell’istante discorsivo si riesce a simulare ciò che è accaduto energeticamente nel sistema, che è un sistema a due punte correnziali con un IO percettivo definito in termini di contatto frequenza-corrente. E’ da tale importante premessa che ha senso il potere studiare in ogni componente fisica il sistema: ogni concetto fisico, appartenente ad una dimensione geometrica, è riconducibile al concetto di energia che per attuarsi ha inevitabilmente bisogno dello scorrere del tempo. Non a caso l’istante emozionale è stato suddiviso in 4 parti da 3 componenti ciascuna: in questo modo è possibile ottenere un sistema dodicesimo che rappresenta le componenti fisiche in evoluzione (propagazione) all’interno dell’istante. Ed è con tale meccanismo che si riesca ad agganciarsi al macro loop giornaliero da 24 ore. Se non esistesse la propagazione dell’energia all’interno dell’istante multidimensionale non avrebbe senso l’esistenza del tempo quindi non avrebbe senso l’esistenza percettiva emozionale.
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MessaggioInviato: Lun Dic 11, 2006 10:10 am    Oggetto: troppo lungo il discorso Rispondi citando

Vorrei sapere che rappresentano i 4 tempi di cui parli. In poche parole e precise.
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MessaggioInviato: Lun Dic 11, 2006 10:17 am    Oggetto: Rispondi citando

4 tempi sono indispensabili x descrivere il sistema perchè 2 sono le punte e 2 gli stati emozionali. Il circuito è un 4 tempi di sincronia (clock).
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MessaggioInviato: Lun Dic 11, 2006 10:31 am    Oggetto: 4 tempi Rispondi citando

Perchè ci sono due punte, che significa? e perchè due stati emozionali?
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MessaggioInviato: Lun Dic 11, 2006 10:52 am    Oggetto: Rispondi citando

2 punte x avere la possibilità di scelta e la possibilità di non scelta (che è l’inverso, sempre presente x ogni decisione presa), altrimenti non avremmo modo per decidere; 2 stati emozionali x avere, con le 2 punte, i 4 tempi di clock. L’originalità del modello sta proprio nel principio di dualità correnziale: Y biforcation.
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MessaggioInviato: Lun Dic 11, 2006 11:18 am    Oggetto: Rispondi citando

Un’immagine errata che è facile avere in mente per descriversi la corrente fisica è quella della linea monopunta: l’EI considera la corrente come linea ma a 2 punte di estremo, proprio per non dimenticarsi della libertà decisionale (di qua o di là, PSX o pdx); ognuna delle 2 punte può essere portatrice di uno stato emozionale o dell’altro (ridere o paura). L’IO usufruisce di questo meccanismo circuitale, correnzial-temporale: sta qui la furbizia della vita percettiva. L’IO, per forza di cose, essendo vincolato al flusso correnziale, deve costantemente essere presente in un punto del circuito che è il punto di contatto tra la punta scelta e la frequenza che nel circuito ha viaggiato nel senso inverso alla corrente. Il punto di contatto tra corrente --><--frequenza, è ciò che definisce la Presenza Posizionale Ioica:

corrente --> IO <-- frequenza

L’aggancio dell’IO alla tempo-frequenza (tempo=corrente) è ciò che permette la realizzazione dell’istante energetico.

Nel caso vogliamo emettere una lettera o una voce allora occorre che il punto di contatto menzionato vada a coincidere con la zero dimensione del rispettivo condensatore letterario di cui vogliamo emettere una vocalizzazione.
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MessaggioInviato: Dom Gen 21, 2007 7:33 am    Oggetto: chi sono Rispondi citando

L'autore è un ragazzo. Ha 30 anni. Ed ha sempre vissuto a Genova. Laureatosi in ingegneria biomedica ha sviluppato un modello neuro-cosmico, un apparato neurale collocato in un macro ambiente. E’ appassionato di programmazione, i suoi linguaggi conosciuti sono Matlab e VB. Ama scrivere, oltre che leggere, la fantascienza è il suo settore preferito.
Convintosi che l’umanità non abbia avuto origine dall’esplosione del Big Bang ha sviluppato idee e le ha tradotte in software e racconti. La provenienza dell’uomo da un altro Universo è ciò che lo rende fiducioso nell’avvenire. Chiunque avesse piacere di contattarlo lo può armoniosamente fare.
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MessaggioInviato: Lun Gen 22, 2007 7:47 am    Oggetto: ALTRO MATERIALE Rispondi citando

Altro materiale è reperibile nel blog dove è stata avviata una rubrica. Idea
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MessaggioInviato: Lun Gen 22, 2007 10:46 am    Oggetto: Rispondi citando

Va precisato, per quanto riguarda il collegamento del blog sullo stesso argomento, che i due reparti di lettura trattano lo stesso argomento ma in chiave differente: come il lettore si sarà accorto la trattazione del forum ha carattere teorico-software, quella del blog è, almeno per le prime fasi, di tipo teorico-psicoanalitico. Non appena sarà stata presentata la psicologicità del modello EI avverrà il collegamento blog-forum: anche il blog tratterà la softwaricità progettuale. Ovviamente se l’afflusso di pubblico lascerà intendere che ci siano le basi per un cammino insieme.
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MessaggioInviato: Lun Gen 22, 2007 6:15 pm    Oggetto: studio di emozioni Rispondi citando

Il pacchetto EI (Emotional Istantaneous, o anche Emotional Intelligent) che offriamo in visione post contatto comprende:

File .doc
Schemi e circuito
Sono un tempo
Circuito fisico
Circuito fisico 2
Sul come impostare il global software
Ali
Teoria neurale
Matrix - Matrik
Colori + Motorio
Contatti
360

File .m
Emulneuro1
Emulneuro2
Emulneuro3
Bluff
Bluff2
Progme
Progsp
Proginf
Progmespinf
Binde4
Testacont
Testtemp
Soft5
Union5
StruutlecTT
Colloq7
Plutarco6
Plutarco6zero
EI6
GEOPHISIC4
ALI
Emulangel52
Emulangelo52
Poseidone52
Emulpesca52
Uscita52
Uscita53
Poseidone2
EI3
Raccordo2
PRIO
PRIO5
OUTING
OUTING2
OUTING3

2 file Excel

5 file di schemi circuitali



E' possibile informarsi tramite softwarePARADISO oppure contattando l'autore, i cui dati sono reperibili nel profilo
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