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La vitamina B2
(da Almanacco Della Nutrizione di G.J. Kirschmann)
La vitamina B2, conosciuta anche
come riboflavina, è una vitamina idrosolubile, presente naturalmente
in quei cibi in cui esistono le altre vitamine B. La riboflavina si rivela
stabile al calore, all’ossidazione e all’acido, benché si disintegri
in presenza di alcali o della luce, specialmente di quella ultravioletta.
Il ruolo della riboflavina è
unico perché non solo lavora all’interno della cellula per la produzione
di energia, ma pulisce anche la cellula da eventuali elementi antagonisti.
E’ necessaria per la respirazione cellulare perché collabora con
alcuni enzimi nell’utilizzazione dell’ossigeno cellulare. Come la tiamina,
essa funziona come parte di un gruppo di enzimi che sono coinvolti nella
produzione di energia per il corpo, utilizzando grassi, carboidrati e proteine.
La riboflavina è la miglior alleata dello sportivo, perché
viene immagazzinata nei muscoli e utilizzata al momento dell’attività
fisica. E’ necessaria per il mantenimento di una buona vista, pelle, unghie
e capelli.
Uno degli aspetti più interessanti
della riboflavina, è il suo ruolo protettivo, insieme ad un enzima
chiamato glutatione reduttasi, nei confronti dei radicali liberi (elementi
che attaccano il corpo in modo distruttivo). La vitamina B2 lavora anche
come antiossidante che cattura e distrugge le cellule anormali nel corpo,
come quelle che causano il cancro.
La quantità di B2 presente
nella maggior parte dei cibi è così minima che normalmente
è abbastanza difficile averne un sufficiente apporto senza integrare
la dieta. Buone fonti di riboflavina sono il fegato, la lingua e altri
organi, latte, yogurt, uova e lievito di birra (per ulteriori informazioni
consultate la tabella sulla composizione degli alimenti).
Assimilazione ed immagazzinamento
La riboflavina, vitamina idrosolubile,
non viene immagazzinata nel corpo, e deve quindi essere assunta quotidianamente
con gli alimenti o con gli integratori. La riboflavina è facilmente
assimilata attraverso le pareti dell’intestino tenue. Viene poi trasportata
dal sangue ai tessuti del corpo ed eliminata con le urine e col sudore.
La quantità eliminata dipende dall’assunzione e dal relativo bisogno
nei tessuti e può essere accompagnata da una perdita di proteine
dell’organismo. Piccole quantità di riboflavina si trovano nel fegato
e nei reni, ma essa non viene immagazzinata nei muscoli in dosi rilevanti.
Il latte, un alimento che contiene
la riboflavina non dovrebbe essere conservato in bottiglie trasparenti,
perché la luce può distruggere la vitamina nel giro di qualche
ora. La cottura non distrugge la riboflavina.
Dosaggio e tossicità
Secondo il Consiglio Nazionale
di Ricerca (Usa), il fabbisogno giornaliero di riboflavina è in
rapporto con le dimensioni del corpo, il tasso metabolico e il tasso di
crescita. Questi fattori sono direttamente collegati all’assunzione di
proteine e calorie di ogni individuo. La dose giornaliera raccomandata
è di 1,5 mg per i maschi dagli 11 ai 14 anni, 1,8 mg per quelli
dai 15 ai 18 anni, 1,7 mg per quelli dai 19 ai 50 anni e 1,4 mg dai 50
in su. Per le donne invece la dose raccomandata è di 1,3 mg dagli
11 ai 50 anni e dai 50 in su, 1,2 mg. Le gestanti dovrebbero aggiungere
0,3 mg, le donne che allattano durante i primi sei mesi necessitano un
supplemento di 0,5 mg e per i sei mesi successivi 0,4 mg. I bambini da
1 a 3 anni dovrebbero assumerne 0,8 mg, dai 4 ai 6 anni 1,0 mg, e dai 7
ai 10 anni sono sufficienti 1,2 mg. I neonati sino a sei mesi hanno bisogno
di 0,4 mg e dai sei mesi a un anno, 0,5 mg. Le persone che praticano uno
sport dovrebbero assumere dai 2 ai 2,5 mg al giorno.
Non vi è alcuna tossicità
conosciuta della riboflavina. Comunque un’assunzione prolungata di alte
dosi di una qualsiasi delle vitamine B, compresa la riboflavina, può
portare a grosse perdite di altre vitamine B. Quindi è importante
prendere il complesso B completo con qualsiasi vitamina B singola.
Effetti da carenza e sintomi
Diversamente dalla tiamina, la
riboflavina non si trova in moltissimi alimenti, quindi la causa più
comune di una carenza è una dieta poco equilibrata.
La carenza vitaminica di riboflavina
può derivare da uno o più dei seguenti fattori: (1) abitudini
dietetiche sbagliate instauratesi da lungo tempo; (2) preferenze alimentari;
(3) diete arbitrariamente scelte per curare sintomi da problemi di digestione;
(4) il prolungamento di una dieta ristretta per il trattamento di una malattia
come ulcera peptica o diabete. La carenza è comune anche tra le
persone anziane con abitudini alimentari sbagliate, nelle persone reduci
da un intervento chirurgico e nelle persone che bevono troppo alcool e
perdono l’appetito.
La carenza di questa vitamina si
manifesta soprattutto sulla pelle e sulla membrana mucosa. I sintomi più
comuni della mancanza di vitamina B2 sono: spaccature e piaghe agli angoli
della bocca, lesioni delle labbra, lingua rossa e dolente, sensazione di
pulviscolo e sabbia all’interno delle palpebre, bruciore agli occhi, occhi
affaticati, dilatazione della pupilla, cambiamenti della cornea, fotofobia.
Desquamazione intorno a bocca, naso, orecchie e fronte, prurito vaginale,
pelle oleosa, eczema sul viso e sui genitali e calvizie sono altri sintomi
di carenza. La carenza di vitamina B2 può causare certi tipi di
cataratta e può causare anche una perdita della cresta dell’osso
mascellare. Studi sperimentali hanno dimostrato che alcune forme di cancro
possono essere collegate a carenza di vitamina B2. In alcune parti del
mondo la carenza di vitamina B2 è stata associata al tumore all’esofago.
Le donne, in particolare quelle
che praticano uno sport, e in generale tutte le persone che svolgono un’attività
fisica stancante, hanno un fabbisogno maggiore di riboflavina. L’uso di
tranquillanti, l’ipotiroidismo e l’intossicazione da borato, sono stati
associati alla carenza di riboflavina. Le persone che consumano alimenti
con conservanti a base di bisolfito, o che usano Lasix o furosemide, digossina
e antiacidi possono essere carenti. Anche le persone che bevono molto caffè
o tè sono soggette a carenza di riboflavina. Per questi ultimi la
dose dietetica raccomandata va da 1,5 ai 10 mg. In alcuni scapoli di sesso
maschile è stata riscontrata una carenza di riboflavina.
Mancanza di resistenza e vigore,
ritardo nella crescita, disturbi nella digestione e scarsa produzione di
latte sono gli effetti di una carenza di riboflavina. La carenza può
causare anche perdita dei capelli e calo di peso. Le persone sottopeso
che hanno sensazioni di tensione e depressione potrebbero aver bisogno
di più riboflavina. I risultati di alcuni studi mostrano che la
carenza di vitamina B12, C e riboflavina può causare depressione.
Tremore, astenia, vertigini, idropisia e difficoltà ad urinare sono
tutti sintomi di carenza. La carenza di riboflavina si presenta spesso
insieme alla carenza di ferro.
Effetti benefici nelle malattie
La riboflavina riveste un ruolo
importante nella prevenzione di alcuni disturbi visivi, specialmente delle
cataratte. Donne denutrite, alla fine della gravidanza soffrono spesso
di disturbi visivi, sensazione di bruciore agli occhi, eccessiva lacrimazione
e difetti alla vista. Queste condizioni possono essere migliorate integrando
la dieta con alte dosi di vitamina B2.
La riboflavina ha dato sollievo
anche a bambini che soffrivano di eczema. Dosaggi aumentati di riboflavina
sono necessari per l’ipertiroidismo, le febbri, lo stress da ferite ed
interventi chirurgici, malassorbimento. Gli etilisti traggono giovamento
dall’assunzione di riboflavina. La riboflavina svolge un ruolo protettivo
contro il cancro e l’anemia, protegge chi pratica sport dai danni dei radicali
liberi e migliora le prestazioni degli atleti. La vitamina B12, C, l’acido
folico e la riboflavina contenuta negli alimenti possono potenziare il
funzionamento cerebrale.
Ricerche eseguite su esseri umani
B2 (Riboflavina) e disturbi alla
vista. 47 pazienti soffrivano di una serie di disturbi alla vista. Erano
sensibili alla luce, soffrivano di sensazioni di tensione, stanchezza o
bruciore degli occhi; i loro occhi spesso lacrimavano. Sei di essi presentavano
cataratte.
Risultati. Entro 24 ore dalla somministrazione
di riboflavina i sintomi cominciarono a scomparire e dopo due giorni scomparvero
la sensazione di bruciore e gli altri disturbi. Tutti gli scompensi vennero
gradualmente curati. Quando la riboflavina fu tolta, i sintomi riapparvero
e di nuovo furono curati con somministrazione di riboflavina. |
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