Alimentazione
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la vitamina B2
 
Le vitamine, per il nostro organismo, sono altrettanto importanti come i principi nutritivi. Essi hanno una funzione bioregoltarice e si avverte la loro mancanza con malattie, sintomi e problemi di ogni tipo.
In genere, con una dieta alimentare ben variata ed equilibrata, si riesce ad assumere le quantità di vitamine necessarie al nostro corpo. Al contrario diete errate o monotone, con tipologie di alimenti ripetitivi, possono danneggiare il funzionamento dell'organismo umano ed esporci a malanni anche gravi.
In questa pagina viene esposta la vitamina B2, con le sue funzioni, le sue caratteristiche e la fonte alimentare da cui poterla assumere mangiandone. Per una corretta conoscenza dell'alimentazione è, comunque, indispensabile leggere le altre pagine relative ai principi nutritivi, agli alimenti, ai sali minerali, oltre che quelle dove si tratta dello studio del fisico umano.
Per mantenersi in forma e mangiare sano e bene è, pertanto, necessario sapere quanto più possibile che cosa assumiamo ogni giorno cercando di eliminare quei cibi che, seppure dal gusto desiderabile, offrono più problemi a lungo andare che vantaggi.
La cura della persona comincia a tavola ed i rimedi per una cattiva alimentazione sono molto più pesanti e faticosi del controllo dei pasti giornalieri.
 
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La vitamina B2  (da Almanacco Della Nutrizione di G.J. Kirschmann) 
La vitamina B2, conosciuta anche come riboflavina, è una vitamina idrosolubile, presente naturalmente in quei cibi in cui esistono le altre vitamine B. La riboflavina si rivela stabile al calore, all’ossidazione e all’acido, benché si disintegri in presenza di alcali o della luce, specialmente di quella ultravioletta. 
Il ruolo della riboflavina è unico perché non solo lavora all’interno della cellula per la produzione di energia, ma pulisce anche la cellula da eventuali elementi antagonisti. E’ necessaria per la respirazione cellulare perché collabora con alcuni enzimi nell’utilizzazione dell’ossigeno cellulare. Come la tiamina, essa funziona come parte di un gruppo di enzimi che sono coinvolti nella produzione di energia per il corpo, utilizzando grassi, carboidrati e proteine. La riboflavina è la miglior alleata dello sportivo, perché viene immagazzinata nei muscoli e utilizzata al momento dell’attività fisica. E’ necessaria per il mantenimento di una buona vista, pelle, unghie e capelli. 
Uno degli aspetti più interessanti della riboflavina, è il suo ruolo protettivo, insieme ad un enzima chiamato glutatione reduttasi, nei confronti dei radicali liberi (elementi che attaccano il corpo in modo distruttivo). La vitamina B2 lavora anche come antiossidante che cattura e distrugge le cellule anormali nel corpo, come quelle che causano il cancro.  
La quantità di B2 presente nella maggior parte dei cibi è così minima che normalmente è abbastanza difficile averne un sufficiente apporto senza integrare la dieta. Buone fonti di riboflavina sono il fegato, la lingua e altri organi, latte, yogurt, uova e lievito di birra (per ulteriori informazioni consultate la tabella sulla composizione degli alimenti). 

Assimilazione ed immagazzinamento 
La riboflavina, vitamina idrosolubile, non viene immagazzinata nel corpo, e deve quindi essere assunta quotidianamente con gli alimenti o con gli integratori. La riboflavina è facilmente assimilata attraverso le pareti dell’intestino tenue. Viene poi trasportata dal sangue ai tessuti del corpo ed eliminata con le urine e col sudore. La quantità eliminata dipende dall’assunzione e dal relativo bisogno nei tessuti e può essere accompagnata da una perdita di proteine dell’organismo. Piccole quantità di riboflavina si trovano nel fegato e nei reni, ma essa non viene immagazzinata nei muscoli in dosi rilevanti. 
Il latte, un alimento che contiene la riboflavina non dovrebbe essere conservato in bottiglie trasparenti, perché la luce può distruggere la vitamina nel giro di qualche ora. La cottura non distrugge la riboflavina. 

Dosaggio e tossicità 
Secondo il Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa), il fabbisogno giornaliero di riboflavina è in rapporto con le dimensioni del corpo, il tasso metabolico e il tasso di crescita. Questi fattori sono direttamente collegati all’assunzione di proteine e calorie di ogni individuo. La dose giornaliera raccomandata è di 1,5 mg per i maschi dagli 11 ai 14 anni, 1,8 mg per quelli dai 15 ai 18 anni, 1,7 mg per quelli dai 19 ai 50 anni e 1,4 mg dai 50 in su. Per le donne invece la dose raccomandata è di 1,3 mg dagli 11 ai 50 anni e dai 50 in su, 1,2 mg. Le gestanti dovrebbero aggiungere 0,3 mg, le donne che allattano durante i primi sei mesi necessitano un supplemento di 0,5 mg e per i sei mesi successivi 0,4 mg. I bambini da 1 a 3 anni dovrebbero assumerne 0,8 mg, dai 4 ai 6 anni 1,0 mg, e dai 7 ai 10 anni sono sufficienti 1,2 mg. I neonati sino a sei mesi hanno bisogno di 0,4 mg e dai sei mesi a un anno, 0,5 mg. Le persone che praticano uno sport dovrebbero assumere dai 2 ai 2,5 mg al giorno. 
Non vi è alcuna tossicità conosciuta della riboflavina. Comunque un’assunzione prolungata di alte dosi di una qualsiasi delle vitamine B, compresa la riboflavina, può portare a grosse perdite di altre vitamine B. Quindi è importante prendere il complesso B completo con qualsiasi vitamina B singola. 

Effetti da carenza e sintomi 
Diversamente dalla tiamina, la riboflavina non si trova in moltissimi alimenti, quindi la causa più comune di una carenza è una dieta poco equilibrata. 
La carenza vitaminica di riboflavina può derivare da uno o più dei seguenti fattori: (1) abitudini dietetiche sbagliate instauratesi da lungo tempo; (2) preferenze alimentari; (3) diete arbitrariamente scelte per curare sintomi da problemi di digestione; (4) il prolungamento di una dieta ristretta per il trattamento di una malattia come ulcera peptica o diabete. La carenza è comune anche tra le persone anziane con abitudini alimentari sbagliate, nelle persone reduci da un intervento chirurgico e nelle persone che bevono troppo alcool e perdono l’appetito. 
La carenza di questa vitamina si manifesta soprattutto sulla pelle e sulla membrana mucosa. I sintomi più comuni della mancanza di vitamina B2 sono: spaccature e piaghe agli angoli della bocca, lesioni delle labbra, lingua rossa e dolente, sensazione di pulviscolo e sabbia all’interno delle palpebre, bruciore agli occhi, occhi affaticati, dilatazione della pupilla, cambiamenti della cornea, fotofobia. Desquamazione intorno a bocca, naso, orecchie e fronte, prurito vaginale, pelle oleosa, eczema sul viso e sui genitali e calvizie sono altri sintomi di carenza. La carenza di vitamina B2 può causare certi tipi di cataratta e può causare anche una perdita della cresta dell’osso mascellare. Studi sperimentali hanno dimostrato che alcune forme di cancro possono essere collegate a carenza di vitamina B2. In alcune parti del mondo la carenza di vitamina B2 è stata associata al tumore all’esofago.  
Le donne, in particolare quelle che praticano uno sport, e in generale tutte le persone che svolgono un’attività fisica stancante, hanno un fabbisogno maggiore di riboflavina. L’uso di tranquillanti, l’ipotiroidismo e l’intossicazione da borato, sono stati associati alla carenza di riboflavina. Le persone che consumano alimenti con conservanti a base di bisolfito, o che usano Lasix o furosemide, digossina e antiacidi possono essere carenti. Anche le persone che bevono molto caffè o tè sono soggette a carenza di riboflavina. Per questi ultimi la dose dietetica raccomandata va da 1,5 ai 10 mg. In alcuni scapoli di sesso maschile è stata riscontrata una carenza di riboflavina.  
Mancanza di resistenza e vigore, ritardo nella crescita, disturbi nella digestione e scarsa produzione di latte sono gli effetti di una carenza di riboflavina. La carenza può causare anche perdita dei capelli e calo di peso. Le persone sottopeso che hanno sensazioni di tensione e depressione potrebbero aver bisogno di più riboflavina. I risultati di alcuni studi mostrano che la carenza di vitamina B12, C e riboflavina può causare depressione. Tremore, astenia, vertigini, idropisia e difficoltà ad urinare sono tutti sintomi di carenza. La carenza di riboflavina si presenta spesso insieme alla carenza di ferro. 

Effetti benefici nelle malattie 
La riboflavina riveste un ruolo importante nella prevenzione di alcuni disturbi visivi, specialmente delle cataratte. Donne denutrite, alla fine della gravidanza soffrono spesso di disturbi visivi, sensazione di bruciore agli occhi, eccessiva lacrimazione e difetti alla vista. Queste condizioni possono essere migliorate integrando la dieta con alte dosi di vitamina B2. 
La riboflavina ha dato sollievo anche a bambini che soffrivano di eczema. Dosaggi aumentati di riboflavina sono necessari per l’ipertiroidismo, le febbri, lo stress da ferite ed interventi chirurgici, malassorbimento. Gli etilisti traggono giovamento dall’assunzione di riboflavina. La riboflavina svolge un ruolo protettivo contro il cancro e l’anemia, protegge chi pratica sport dai danni dei radicali liberi e migliora le prestazioni degli atleti. La vitamina B12, C, l’acido folico e la riboflavina contenuta negli alimenti possono potenziare il funzionamento cerebrale. 

Ricerche eseguite su esseri umani 
B2 (Riboflavina) e disturbi alla vista. 47 pazienti soffrivano di una serie di disturbi alla vista. Erano sensibili alla luce, soffrivano di sensazioni di tensione, stanchezza o bruciore degli occhi; i loro occhi spesso lacrimavano. Sei di essi presentavano cataratte. 
Risultati. Entro 24 ore dalla somministrazione di riboflavina i sintomi cominciarono a scomparire e dopo due giorni scomparvero la sensazione di bruciore e gli altri disturbi. Tutti gli scompensi vennero gradualmente curati. Quando la riboflavina fu tolta, i sintomi riapparvero e di nuovo furono curati con somministrazione di riboflavina.