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la vitamina A
 
Le vitamine, per il nostro organismo, sono altrettanto importanti come i principi nutritivi. Essi hanno una funzione bioregoltarice e si avverte la loro mancanza con malattie, sintomi e problemi di ogni tipo.
In genere, con una dieta alimentare ben variata ed equilibrata, si riesce ad assumere le quantità di vitamine necessarie al nostro corpo. Al contrario diete errate o monotone, con tipologie di alimenti ripetitivi, possono danneggiare il funzionamento dell'organismo umano ed esporci a malanni anche gravi.
In questa pagina viene esposta la vitamina A, con le sue funzioni, le sue peculiari caratteristiche e la fonte alimentare da cui poterla assumere mangiandone. Per una corretta conoscenza dell'alimentazione è, comunque, indispensabile leggere le altre pagine relative ai principi nutritivi, agli alimenti, ai sali minerali, oltre che quelle dove si tratta dello studio del fisico umano.
Per mantenersi in forma e mangiare sano e bene è, pertanto, necessario sapere quanto più possibile che cosa assumiamo ogni giorno cercando di eliminare quei cibi che, seppure dal gusto desiderabile, offrono più problemi a lungo andare che vantaggi.
La cura della persona comincia a tavola ed i rimedi per una cattiva alimentazione sono molto più pesanti e faticosi del controllo dei pasti giornalieri.
 
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 La vitamina A (da Almanacco Della Nutrizione di G.J. Kirschmann) 
La vitamina A è un elemento nutritivo liposolubile che si presenta in natura in due specie: vitamina A preformata e provitamina A, o precursore della vitamina A. Retinolo è il termine usato per indicare la quantità di vitamina A utilizzabile che è stata scomposta ed è al suo posto nel sangue, pronta per fare il suo lavoro. Circa la metà della vitamina A consumata negli Stati Uniti è del tipo preformato. 
La vitamina A preformata è concentrata nei tessuti animali, dove è stata già metabolizzata dal carotene contenuto nel cibo che l’animale ha mangiato. Una delle più ricche fonti naturali di vitamina A preformata è l’olio di fegato di pesce, che viene classificato come integratore alimentare. Altri cibi che contengono vitamina A preformata sono il latte, il formaggio, il burro, le uova e tutte le carni. Alcuni prodotti, come la panna, il burro ecc., possono contenere sia la vitamina A preformata che il beta-carotene. Il latte scremato, al quale viene tolto il grasso non contiene più vitamina A. La margarina generalmente viene integrata in modo che abbia lo stesso contenuto di vitamina A del burro. 
Il beta-carotene è l’altra metà della vitamina A e viene anche chiamato precursore o provitamina. Questa sostanza si trova nella frutta e nella verdura e la metà viene dalle verdure a foglia scura come gli spinaci, o la frutta e la verdura di colore arancio scuro come la zucca o il melone. Il carotene è il pigmento principale di queste verdure molto colorate (la clorofilla dà il colore verde) e diversamente dalle sostanze nutritive di origine animale, deve essere trasformato in vitamina A all’interno del corpo prima di poter essere assorbito. 
Esistono 500 carotenoidi e sappiamo che 50 tra questi partecipano al processo di trasformazione. Tra gli alimenti che contengono carotenoidi, il più famoso è la carota, che dà il nome al gruppo. Il beta-carotene è molto abbondante nelle carote, ma è presente in concentrazione anche superiore, in certe verdure dal fogliame verde, come la bietola, gli spinaci e la verza. La luteina, un altro carotene, è maggiormente presente nei broccoli, nei cavolini di Bruxelles e nel cavolo. 
La vitamina A aiuta la crescita e riparazione dei tessuti del corpo (incluse le cellule dell’epitelio) e contribuisce a mantenere la pelle morbida, liscia e libera da malattie. Internamente contribuisce a proteggere le mucose del naso, dei seni nasali, dei polmoni, delle palpebre, della bocca, della gola, dello stomaco, dell’intestino, (tratto digerente), della vagina e dell’utero, riducendo così l’esposizione alle infezioni. Questa protezione aiuta le mucose a combattere gli effetti di microrganismi invasivi e altre particelle dannose, tra le quali anche gli inquinanti dell’aria. Vengono protetti anche tutti i rivestimenti dei reni e della vescica. Inoltre la vitamina A favorisce la secrezione dei succhi gastrici necessari ad una adeguata digestione delle proteine. 
Altre importanti funzioni della vitamina A comprendono la costituzione di ossa robuste e denti forti, la formazione di un sangue ricco, la riproduzione, la stabilità e lo sviluppo della membrana cellulare, il sistema immunitario e il mantenimento di una buona vista. E’ essenziale nella formazione della porpora visiva, sostanza necessaria per una buona visione notturna. Le ricerche svolte mostrano che il beta-carotene aiuta il corpo a difendersi da alcuni tipi di cancro. 
La produzione di RNA viene fortemente incrementata dalla vitamina A. L’RNA (acido ribonucleico) è un acido nucleico che trasmette ad ogni cellula dell’organismo istruzioni sul loro comportamento, così che la vita, la salute e le giuste funzioni vengano mantenute. Il corpo deve essere in grado di sintetizzare nuovo RNA oppure incomincerà la degenerazione delle cellule. Studi hanno rilevato che nuovo RNA può essere prodotto anche in caso di carenze di vitamina A, comunque il livello di produzione di nuovo RNA è molto inferiore a quello che si avrebbe con una disponibilità sufficiente di questo elemento. Una delle fonti più ricche di RNA è il lievito di birra. 

Assimilazione ed immagazzinamento 
Il tratto intestinale superiore (duodeno) è la zona primaria di assimilazione della vitamina A. E’ qui che gli enzimi che scindono il grasso, insieme ai sali biliari, trasformano il beta-carotene in elemento nutritivo utilizzabile. Questa conversione viene stimolata dalla tiroxina, un ormone della ghiandola tiroide. Una volta trasformato in vitamina A, il carotene viene assorbito nello stesso modo della vitamina A preformata. La vitamina A, che viene chiamata retinolo quando arriva nel sangue, viene trasportata, attraverso la corrente sanguigna, da proteine che contengono zinco e la rendono facilmente accessibile a tutti i tessuti dell’organismo. La vitamina A preformata, viene assorbita dal corpo nel flusso sanguigno dalle tre alle cinque ore dopo l’ingestione, mentre la trasformazione e l’assorbimento del carotene in retinolo impiega dalle sei alle sette ore. 
La capacità del corpo di utilizzare il beta-carotene varia a seconda del cibo e dalla maniera in cui viene ingerito. Una cottura lieve, la trasformazione in purè e la macina dei vegetali frantuma le membrane delle cellule e quindi il carotene si rende più facilmente assimilabile. Quantità normali di vitamina E favoriscono l’assorbimento del beta-carotene. Le carote cedono al corpo il 36% del loro contenuto in carotene, la papaia il 46%, le altre verdure circa il 33%. Parte del carotene che non ha subito cambiamenti viene assorbito dal sistema circolatorio e immagazzinato nei tessuti grassi e nel fegato per un eventuale uso successivo. Quello che non è assorbito viene eliminato con le feci. 
I fattori che interferiscono con l’assimilazione della vitamina A comprendono attività fisica intensa praticata entro quattro ore dal consumo, l’assunzione di olio minerale, eccessivo consumo di alcool, eccessivo consumo di ferro e l’uso di cortisone e altre medicine. L’assunzione di grandi quantità di vitamina E (oltre le 600 UI al giorno) ostacola l’assorbimento del beta-carotene. Persino le condizioni di tempo rigido possono rallentare il trasporto e il metabolismo della vitamina A e del carotene. I diabetici non riescono a trasformare il beta-carotene in vitamina A. 
Circa il 90% della vitamina A contenuta nell’organismo è immagazzinata nel fegato, con piccole quantità depositate nei tessuti grassi, nei polmoni, nei reni e nella retina degli occhi. In condizioni di stress, l’organismo utilizzerà questa riserva se non riceverà abbastanza vitamina A dalla dieta. E’ necessaria una adeguata assunzione di zinco per permettere l’utilizzo della vitamina A immagazzinata nel fegato. Disordini gastrointestinali ed epatici, infezioni di qualsiasi genere o qualsiasi condizione in cui il condotto biliare sia ostruito, possono limitare la capacità dell’organismo di trattenere o usare la vitamina A. I fattori che ne condizionano l’assorbimento dipendono anche da altre sostanze presenti nell’intestino e dall’ammontare della vitamina immagazzinata nell’organismo. Per queste ragioni le quantità dietetiche raccomandate variano secondo le necessità individuali. Una dieta povera di grassi, che provoca un basso livello di bile nell’intestino, comporta una perdita di vitamina A e di carotene attraverso le feci. 

Dosaggio e tossicità 
Dal 1980 le dosi dietetiche raccomandate vengono espresse in ER, ossia equivalenti di retinolo; ma il contenuto di vitamina A negli alimenti viene ancora espresso in UI, unità internazionali. Bisogna calcolare le equivalenze di misurazione nel modo seguente: 1 ER è equivalente a circa 5 UI, considerando una dieta che contenga vitamina A di origine vegetale e animale. Per esempio, 10.000 UI di vitamina A equivalgono a 2000 ER. Le dosi dietetiche raccomandate di vitamina A, come stabilite dal Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa), sono di 1000 ER per gli uomini, 800 ER per le donne e 400 ER per i bambini e includono proteine di origine animale e vegetale. Queste quantità consigliate, variano in caso di malattie, traumi, gravidanza, allattamento. Il fabbisogno cambia per le persone che fumano, per quelle che vivono in zone altamente inquinate, per quelle che assorbono facilmente la vitamina A e per quelle la cui scorta organica di questa vitamina sia stata impoverita dalla polmonite o dalla nefrite. 

La dose raccomandata di vitamina A può essere assunta attraverso gli alimenti: 250 g di fegato di vitello (un alimento ricchissimo di vitamina A preformata) contengono approssimativamente 9127 ER, mentre una mezza tazza di succo di carota, che contiene provitamina A, ne contiene 3159 ER. Una patata americana arrosto (di dimensioni normali 15 x 5 cm) ne contiene 2488 ER mentre la zucca ne contiene 1715 ER (quantità equivalente a una tazza). 
La vitamina A può essere tossica perché il corpo la accumula. L’overdose di vitamina A danneggia le stesse parti del corpo che soffrono in caso di carenza della vitamina. La tolleranza varia da individuo a individuo. La probabilità di intossicazione da vitamina A è alta solo quando la vitamina è di origine animale o proviene da derivati di vitamina A disponibili solo nei farmaci. Le verdure contengono la vitamina solo sotto forma di precursore o provitamina (beta-carotene) e questa sostanza non può trasformarsi abbastanza rapidamente da creare un’intossicazione. Tuttavia, se vengono consumate grandi quantità di alimenti ricchi di carotene, come i pomodori o il succo di carote insieme a integratori alimentari, può esserci accumulo nelle cellule grasse sotto la pelle, che possono diventare gialle. 

Se dovesse manifestarsi uno dei seguenti sintomi, consigliamo di diminuire le dosi a 15.000 UI o 3000 ER o di sospendere l’assunzione della vitamina. Tra i sintomi ricordiamo: nausea, crampi e dolori, amenorrea, vomito, diarrea, pelle secca, squamosa e pruriginosa, sfoghi sulla pelle, perdita dei capelli, mal di testa, perdita dell’appetito, perdita di peso, labbra dolenti, emorragie nasali, vista offuscata, fastidio agli occhi, dolore ai polpacci, irritabilità, iperattività, fragilità delle ossa, ispessimento delle ossa lunghe, dolore alle ossa. 
Un’assunzione quotidiana eccessiva di vitamina A può portare ad anomalie della membrana mucosa. Inoltre possono manifestarsi anche ritardo nella crescita, ingrossamento della milza e del fegato e rottura dei globuli rossi. Quantità eccessive di vitamina A possono aumentare la pressione all’interno della scatola cranica, con sintomi simili a quelli del tumore al cervello. Un colore giallastro sotto la pelle indica un consumo eccessivo; tuttavia se anche diminuendo le dosi la colorazione rimane può essere un sintomo di ipotiroidismo (ridotta attività della tiroide) o di diabete. Se l’intossicazione viene scoperta, i sintomi, con l’abbassamento della quantità di vitamina A assunta, scompariranno in pochi giorni. L’assunzione di vitamina C può aiutare a prevenire i dannosi effetti di intossicazione da vitamina A. 

L’overdose di vitamina A può causare malattie ossee (eccesso di siero di calcio) tra le persone che soffrono di insufficienza renale cronica. I nefropatici sotto dialisi possono avere problemi di riassorbimento osseo che causa un aumento dei livelli di calcio nel sangue. Si tratta di un’evenienza rara in individui normali, ma chi ha problemi di reni dovrebbe consultare un medico prima di prendere vitamina A. 
Nei paesi del terzo mondo, ci sono stati grandi benefici dopo l’introduzione della vitamina A. Bisogna però ricordare che, dato che i bambini hanno bisogno di meno vitamina A rispetto agli adulti, sono più vulnerabili alle intossicazioni da vitamina A. Sul mercato sono disponibili diverse forme di alimenti vitaminizzati che vanno dal latte ai cereali per la prima colazione sino ad integratori masticabili, che contengono il 100% o più, della quantità minima giornaliera. 

Le donne che prendono la pillola anticoncezionale dovrebbero prendere 5000 UI o 1000 ER di vitamina A, perché la pillola aumenta i livelli di retinolo nel sangue senza integrazione. Non è stata mostrata nessuna interazione negativa tra il beta-carotene e la pillola. La vitamina A preformata è stata collegata ad alcuni difetti di nascita in diversi animali. Negli esseri umani ci sono stati alcuni casi collegati ad un’assunzione giornaliera di 40.000 UI o più; alle donne incinte si raccomanda una dose di 5000 UI o 1000 ER. Non ci sono prove del fatto che il beta-carotene produca gli stessi risultati. L’isotretinoina e l’etretinato, due derivati della vitamina A prescritti per problemi dermatologici, possono provocare difetti di nascita e non devono essere usati in nessun caso da donne incinte o da donne in età fertile che non usano contraccettivi. L’etretinato rimane nel corpo per due anni o più. 

Il beta-carotene, disponibile senza ricetta, ha gli stessi risultati della vitamina A e nessuno degli effetti collaterali. Le dosi raccomandate sono di 5000 UI o 1000 ER o 25.000 UI o 5000 ER sotto forma di integratore. Queste dosi assunte quotidianamente, insieme ad alcuni alimenti ricchi di carotenoidi, aiuteranno a prevenire e proteggere da carenze e favoriranno il normale funzionamento cellulare. Le stesse dosi di beta-carotene sono adatte per i bambini. Una carota di dimensioni medie dà 5000 UI o 1000 ER di beta-carotene. Date le proprietà del beta-carotene in confronto a quelle della vitamina A preformata, non è necessario prendere il tipo preformato, a meno che non sia stato espressamente prescritto dal medico. I ricercatori hanno scoperto che 180 mg di beta-carotene al giorno stimolano la produzione dei T-helper (linfociti), cellule vitali che ci proteggono dalle infezioni. 

Effetti da carenza e sintomi 

La carenza di vitamina A può manifestarsi quando la quantità assunta con la dieta è insufficiente, quando il corpo è incapace di assorbire o immagazzinare la vitamina (come nella colite ulcerosa, nella cirrosi epatica, nella fibrosi cistica, che ostruisce il condotto biliare), quando una malattia impedisce la trasformazione del carotene in vitamina A (come nel diabete mellito e nell’ipotiroidismo); e quando c’è una perdita rapida della vitamina da parte del corpo (come nella polmonite, nell’ipotiroidismo, nella nefrite cronica, nella scarlattina, e alcune infezioni respiratorie. 
Gli occhi sono validi indicatori di carenza di vitamina A. Uno dei primi sintomi è la cecità notturna e l’incapacità degli occhi di adattarsi al buio. Un altro disturbo legato agli occhi è la xeroftalmia, nome collettivo che indica tutti i sintomi di carenza collegati agli occhi. Nella xerosi, la cornea (parte esterna dell’occhio) perde umidità, diventa asciutta e infiammata e l’acutezza visiva si riduce. Un altro grave sintomo è la cheratomalacia, che si manifesta con l’ammorbidimento o l’indebolimento dei tessuti e che può portare alla cecità totale. 

La carenza si manifesta anche con pelle rugosa, secca, prematuramente invecchiata; pelle macchiata con zone più dure e esfoliate; perdita del senso dell’olfatto; secchezza e indurimento delle ghiandole salivari in bocca, con conseguente maggiore esposizione alle infezioni; inappetenza, senso di stanchezza frequente, orzaioli; indebolimento delle difese immunitarie con conseguente aumento delle infezioni respiratorie, digestive, urinarie, vaginali e altre. Altri sintomi di carenza sono calcoli renali, crescita stentata, arresto della crescita ossea, anemia (delle piccole cellule) e dolore alle articolazioni. Vi può essere anche una carenza quando i capelli perdono lucidità e le unghie divengono fragili. Alcuni studi sugli animali hanno mostrato che i carcinogeni che provocano il cancro sono molto più attivi quando c’é una carenza di vitamina A. 
Sintomi più gravi sono ulcere corneali e ammorbidimenti delle ossa e dei denti e tendenza alla carie. Una carenza di vitamina A comporta una rapida perdita di vitamina C. Dato che per poter utilizzare le riserve di vitamina A il corpo ha bisogno dello zinco, la carenza di zinco può manifestarsi con gli stessi sintomi della carenza di vitamina A. Una brusca diminuzione della vitamina A è stata riscontrata nei pazienti con ferite gravi. 

I risultati degli esperimenti sugli animali, svolti dal dott. Thomas Moore, dell’Università di Cambridge, Inghilterra, mostrano che la carenza di vitamina A determinava un sottosviluppo dei testicoli che apparivano rimpiccioliti e flaccidi. Gli uomini che soffrono di diabete hanno una maggior incidenza di impotenza rispetto ai non diabetici. Se, a causa di qualche disturbo il corpo è incapace di usare il carotene, questo può provocare una carenza di vitamina A. Dato che i diabetici non possono trasformare il carotene in vitamina A, la maggior incidenza dell’impotenza potrebbe essere legata a tale carenza. Il dott. Moore afferma anche che la carenza di vitamina A nelle donne è causa di sterilità e di una maggiore incidenza di aborti spontanei. Negli esperimenti sugli animali, le femmine carenti di vitamina A che riuscivano a concepire, avevano problemi come parti difficili, morte del feto, palatoschisi o altri difetti congeniti. 

Effetti benefici nelle malattie 

Molte persone non si rendono conto dell’importanza della vitamina A nel combattere le infezioni. Rafforzando le pareti delle cellule, aiuta a proteggere le mucose dall’invasione dei batteri. Alcune persone che non rispondono alla vitamina C nel combattere un raffreddore potrebbero rispondere alla vitamina A. Le persone che vivono in ambienti ad alto tasso di inquinamento sono più esposte alle infezioni e ai raffreddori rispetto a quelle che vivono in ambienti dall’aria più pulita. Se un’infezione è già in corso, dosaggi terapeutici di vitamina A aiuteranno ad impedirne l’aggravamento. 
La vitamina A è fondamentale per la salute degli occhi ed è stata usata con successo nel trattamento di molti disturbi degli occhi, come le macchie di Bitot (chiazze bianche, sollevate, molto marcate sul bianco dell’occhio), xeroftalmia, vista alterata, cecità notturna, cataratte, strabismo e miopia. Dosaggi terapeutici di vitamina A sono necessari per il trattamento del glaucoma e della congiuntivite, un’infiammazione della membrana mucosa che delinea le palpebre. La vitamina A, lo zinco e la vitamina B6 aiutano a curare i disturbi dell’olfatto e del gusto durante la gravidanza o nel corso di raffreddori quando manca lo zinco, spesso dopo una terapia antibiotica. La vitamina A e lo zinco sono benefici nel trattamento della psoriasi. 

Una somministrazione di vitamina A ha contribuito ad accorciare il decorso di malattie infettive come la rosolia, la scarlattina, il raffreddore comune ed infezioni all’orecchio medio, intestino, ovaie, utero e vagina. Si è anche rivelata efficace nell’abbassare alti livelli di colesterolo e nell’ateroma (degenerazione grassa o ispessimento delle pareti delle grandi arterie). 
La vitamina A si è dimostrata efficace nel trattamento di casi di asma bronchiale, rinite cronica e dermatite. Le iniezioni di vitamina A hanno dato buoni risultati nel caso di verruche plantari. La vitamina A è stata anche utile nel trattamento di pazienti affetti da tubercolosi, cirrosi epatica, enfisema, gastriti e ipertiroidismo. Pazienti con nefriti (infiammazione dei reni), cefalea da emicrania e ronzii alle orecchie hanno tratto beneficio da una terapia a base di vitamina A. 

La vitamina A, che controlla la differenziazione cellulare, protegge i tessuti epiteliali dei rivestimenti esterni e interni, come la pelle, lo stomaco e i polmoni, dalle trasformazioni cancerose. I ricercatori ritengono che la vitamina A combatta il processo canceroso attivando il sistema immunitario dell’organismo e prevenendo il restringimento del timo (che ha un ruolo importante nell’immunologia del corpo). Quando agli animali ai quali era stato iniettato un virus tumorale, sono state somministrate dosi massicce di vitamina A, i tumori sono regrediti e il timo ha ritrovato le sue dimensioni normali. 
Lo studio della vitamina A in relazione al cancro è stato portato avanti, con risultati incoraggianti, per lunghi anni su larghe fasce di popolazione. La ricerca cerca soprattutto di scoprire cosa accade alle cellule dell’organismo dal momento dell’esposizione agli agenti cancerogeni fino al momento dell’effettivo sviluppo e della successiva scomparsa di un processo maligno. Questo periodo di tempo può durare anche 20, 30 anni o più. Si sa che molte cellule si autoriparano durante questo periodo. La vitamina A si è dimostrata estremamente importante in questo processo di ricostruzione. 

Il beta-carotene, diversamente dalla vitamina A, è un antiossidante che combatte le sostanze cangerogene intrappolando le molecole pericolose che contribuiscono allo sviluppo di un processo maligno. Sembra che la famiglia dei carotenoidi lavori insieme, ciascuno a modo suo, per assicurare che tutte le cellule siano in salute. I risultati di molti studi suggeriscono che i tumori della vescica, della laringe, dell’esofago, dello stomaco, del colon/retto e della prostata traggano beneficio dall’assunzione di beta-carotene. 
La vitamina A, soprattutto la varietà preformata, può sopprimere il comportamento maligno delle cellule di coltura trasformate da radiazioni, sostanze chimiche o virus, può ritardare lo sviluppo di tumori trapiantati, e può persino prevenire completamente lo sviluppo del tumore maligno negli animali esposti a diverse sostanze cancerogene potenti. Il beta-carotene, combinato con radiazioni terapeutiche, può addirittura portare alla regressione completa di un tumore completamente sviluppato. Gli studi effettuati alla Harvard Medical School e al Food and Drug Administration (USA) hanno mostrato che gli animali sottoposti alla luce ultravioletta non sviluppano il cancro alla pelle se gli vengono somministrate dosi massicce di beta-carotene. 

Ci sono delle prove che suggeriscono che il beta-carotene possa in qualche modo bloccare i danni provocati dai continui e violenti attacchi di sostanze cancerogene come il fumo di sigaretta. Gli alimenti che contengono grandi quantità di carotene possono aiutare nella cura e nella prevenzione del tumore alla laringe nel periodo critico dopo aver smesso di fumare. Gli individui che hanno un livello troppo basso di beta-carotene nel sangue corrono un rischio quattro volte maggiore di sviluppare il tumore del fumatore (carcinoma epidermoide). La vitamina A preformata e il beta-carotene, sia soli che combinati, sono capaci di prevenire, diminuire e qualche volta debellare la leucoplachia orale, (lesioni precancerose presenti sulle labbra e all’interno della bocca), in particolare tra i fumatori. Un articolo pubblicato nel New England Journal of Medicine nel 1987 rivelava la correlazione tra bassi livelli di beta-carotene nel sangue e cancro ai polmoni. 

La vitamina A può ridurre in modo significativo gli effetti immuno-depressivi delle radiazioni e della chemioterapia antitumorale. L’aggiunta del beta-carotene ha permesso ai ricercatori di aumentare il dosaggio delle radiazioni e della chemioterapia sugli animali da laboratorio in modo sufficiente da permettere nella maggioranza dei casi una regressione completa del tumore. 
Attualmente vengono svolte delle ricerche per studiare l’effetto del beta-carotene usato congiuntamente ad altri farmaci nella cura dell’AIDS. Negli esperimenti in vitro, il beta-carotene si è rivelato capace di stimolare gli anticorpi in modo che fossero più forti nel combattere infezioni come la Candida albicans (infezione micotica conosciuta come mughetto), molto comune nei malati di AIDS. L’efficacia degli anticorpi raddoppia quando il beta-carotene viene aggiunto alle sospensioni di cellule immunitarie chiamate neutrofili (vedi AIDS). 

La vitamina A è collegata allo sviluppo sessuale ed alla riproduzione. E’ essenziale nel processo chimico in cui il colesterolo viene trasformato in estrogeni femminili e androgeni maschili. Una quantità insufficiente di questi ormoni sessuali provoca una degenerazione degli organi riproduttivi. Vi è una ripresa delle attività ormonali normali negli animali affetti da questa patologia, con la somministrazione di vitamina A. Studi condotti su individui di sesso maschile che presentavano vari livelli di deficienza spermatica, hanno mostrato che dopo un trattamento con un’associazione delle vitamine A e E, il livello spermatico ritornava nella norma. 
Se assunti durante la gravidanza, sia l’etretinato (presente in traccia nell’organismo anche dopo due anni) che l’isotretinoina (scompare dal corpo dopo una settimana o meno) possono causare problemi al momento del parto e dovrebbero essere evitati dalle donne in età di procreare. Al momento vengono studiati dei derivati dell’etretinato per le donne in gravidanza. Un altro derivato della vitamina A, il Retin A, riconosciuto come il primo vero risultato nel campo dei cosmesi farmaceutica, può essere applicato direttamente sulla pelle e riduce i segni dell’invecchiamento (pelle foto-invecchiata). 

Applicata localmente o topicamente, la vitamina A può rimarginare impetigine, bubboni e ulcere aperte. Esternamente la vitamina A viene usata per il trattamento dell’acne. Sebbene la vitamina A preformata possa seccare l’acne, le dosi sono molto forti e possono essere tossiche, e l’acne può riformarsi dopo la sospensione della terapia. Le nuove forme di derivati della vitamina A si sono dimostrate più efficaci e con meno effetti collaterali. L’isotretinoina è efficace contro l’acne cistico. Il Tretinoin (l’elemento attivo nel Retin A) è consigliato nel caso di acne vulgaris, il più comune tra gli adolescenti, e il Tigason (etretinato) ha dato risultati positivi nel trattamento della psoriasi. L’etretinato ha guarito l’80% dei pazienti che lo hanno preso quotidianamente per tre o quattro mesi. 
La vitamina A, applicata direttamente sulle ferite, ha affrettato il processo di cicatrizzazione in casi ove essa era ritardata dall’uso di cortisonici. Gli integratori di beta-carotene hanno accelerato la cicatrizzazione di ferite negli animali di laboratorio carenti di vitamina A. Le persone diabetiche o chi ha subito un’operazione chirurgica e guarisce lentamente, possono essere aiutate con integratori di vitamina A. Essa stimola anche la produzione del muco che, a sua volta, previene la formazione di evidenti cicatrici. 

Ricerche eseguite sugli esseri umani 
Vitamina A e ulcere da stress. Il dott. Merril S. Chernov e i suoi colleghi, dott. Harry W. Hale e dott. McDonald Wood, hanno compiuto ricerche e ricerche eseguite su pazienti gravemente feriti per stabilire se la somministrazione di vitamina A avrebbe impedito la formazione di ulcere da stress. Secondo Chernov, i livelli di vitamina A nel siero scendevano rapidamente e profondamente in pazienti gravemente feriti (Medical World News, 7 Gennaio 1972). 
La prima parte delle ricerche eseguite riguardava 35 pazienti che soffrivano di ustioni che coprivano più del 25% della loro superficie corporea o con ferite gravi a due o più organi. I livelli di vitamina A nel siero scesero rapidamente in 29 dei pazienti in un periodo di tempo che andava dalle 24 alle 72 ore dopo il ricovero. 
Nella seconda parte delle ricerche eseguite invece, 14 su 36 pazienti stressati allo stesso modo, ricevettero da 10.000 a 400.000 UI di vitamina A giornalmente. La loro cura fu la stessa degli altri pazienti. 

Risultati. Si sono evidenziate ulcere da stress in 15 dei 22 pazienti non trattati. Massicce emorragie intestinali si sono verificate in 7 di questi pazienti e emorragie gravi in altri 7 di essi. Dei 14 pazienti trattati con dosi massicce di vitamina A, emorragie gastrointestinali superiori si sono verificate soltanto in due casi. 
Il dott. Chernov dichiarò: "l’improvviso impoverimento di vitamina A è direttamente da collegare alla depressione della siero-proteina e, in particolare, di quel frammento di siero-proteina preposto al trasporto della vitamina A.